Lang: “Crescita? Fase di stallo per un anno! Poche presenze in nazionale…”

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Lang: “Crescita? Fase di stallo per un anno! Poche presenze in nazionale…”

“Ho perso troppe occasioni in nazionale; questo mi tormenta. A mio parere, ho collezionato troppe poche presenze. La causa è delle scelte del commissario tecnico”. Noa Lang protagonista ieri contro la Grecia con la sua Olanda. L’attaccante di proprietà del Napoli ha parlato a fine partita a Espn. “Abbiamo lasciato per strada due punti. Nel secondo tempo abbiamo ribaltato la situazione, ma non abbiamo vinto. Quindi sì, c’è delusione e anch’io ho dato il mio contributo. Ho fatto del mio meglio. Sono stato pericoloso, ma non ho segnato e non ho fatto assist, quindi c’è sicuramente margine di miglioramento. Ho fatto solo il passaggio prima dell’assist. Ma quelli non vengono conteggiati. Nella mia carriera ne ho fatti tantissimi, di passaggi che portano all’assist, solo che la gente non li vede. Sui tabellini non risultano né gol né assist. 

Quando entro devo portare qualcosa in più. Penso sia questo il motivo per cui sono stato inserito nell’intervallo: per portare creatività, per portare brillantezza, per mostrare personalità. Penso che anche gli altri tre giocatori entrati abbiano fatto bene sotto questo aspetto.

Vogliamo essere una nazionale di alto livello. Vogliamo competere con le nazionali migliori. Però facciamo troppa fatica troppo spesso. Certo, giocare in trasferta contro la Grecia è difficile, ma secondo me è comunque una partita che, da Olanda, devi semplicemente vincere. Se vuoi essere una nazionale di alto livello, devi dimostrarlo e devi vincere partite di questo tipo. E, come ho detto, ci succede troppo spesso. Penso soprattutto che loro forse lo volessero di più di noi. E questo è un aspetto negativo. Forse è semplicemente la mia sensazione. Loro giocavano in casa, sai che il pubblico è entusiasta. Avevano slancio: avevano battuto la Germania e avevano battuto la Serbia. Quindi sono partiti a tutta. E devi essere preparato a questo. Penso che forse noi siamo entrati in campo pensando un po’ troppo: “La faremo facilmente”.

Percorso? Secondo me ho giocato troppo poche partite con la nazionale. Ma spero che adesso possa tornare sulla strada giusta e risalire. Dipende dalle scelte dell’allenatore. Però devo essere critico anche con me stesso. Forse anch’io sono rimasto fermo per un anno nella mia crescita. Voglio ripartire. Come? Semplicemente continuando a fare quello che so fare meglio. Portare coraggio, creatività e mostrare, come faccio in ogni partita, quello che so fare. E allora sono sicuro che riuscirò ancora a dare un grande contributo alla nazionale”. 

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