PlayStation dischi 2028: Kutaragi difende l’addio al formato fisico

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PlayStation dischi 2028: Kutaragi difende l’addio al formato fisico

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Laddio ai dischi su PlayStation nel 2028 riapre il dibattito sul futuro dei videogiochi. Ken Kutaragi difende la svolta digitale, tra comodit e dubbi sul controllo, mentre Xbox e Nintendo seguono strade diverse.

Ken Kutaragi ha definito un problema di mentalit le proteste contro laddio ai dischi PlayStation, previsto da Sony a partire da gennaio 2028. Il fondatore del marchio riconosce il valore simbolico del supporto, ma ritiene che produrlo non sia pi economicamente ragionevole in un mercato dominato dagli acquisti digitali. Il cambiamento riguarda le nuove uscite: dal 2028 non sar pi possibile acquistare i nuovi giochi PlayStation su disco.

Che cosa cambia per i giochi PlayStation

La decisione entrer in vigore a gennaio 2028 e riguarder i titoli pubblicati da quel momento in poi. Le nuove uscite saranno distribuite solo in digitale, anche attraverso i rivenditori. I giochi gi usciti su disco prima di quella data resteranno utilizzabili sui supporti esistenti.

Per Sony, che gestisce la piattaforma PlayStation e il negozio online, il formato digitale riduce i passaggi industriali necessari per fabbricare, trasportare e vendere i giochi nei negozi. La distribuzione attraverso lo store permette anche di accedere ai titoli senza aspettare che una copia arrivi in un punto vendita. Il peso del disco varia da un gioco allaltro: per FC 27 rappresentava l8,9% degli incassi PlayStation, mentre Pragmata e Onimusha: The Way of the Sword superavano il 44% delle copie vendute in formato fisico.

La comodit digitale e il nodo del controllo

Kutaragi paragona i giochi su disco ai contenuti degli smartphone: per molti utenti, quando c una connessione alla rete, il supporto materiale diventa superfluo. Laccesso digitale comodo; resta per la questione dei diritti duso. In una memoria depositata in California nellagosto 2026, Sony ha sostenuto che chi compra giochi sul PlayStation Store ottiene una licenza revocabile. La distinzione pesa per chi vede nel disco la possibilit di conservare un gioco, prestarlo o rivenderlo.

Robert Bowling, ex stratega di Infinity Ward e oggi a capo dello studio //18.bravo, attribuisce ai publisher un obiettivo economico preciso: tagliare i costi e ridurre il mercato dellusato, che non genera entrate per gli editori. Anche Shawn Layden, ex dirigente PlayStation, ha criticato una scelta che considera dettata dai calcoli finanziari e dannosa per la reputazione dellazienda. Per collezionisti e giocatori, un acquisto digitale resta legato alla disponibilit dello store e alle condizioni della licenza. Il disco, invece, offre una copia materiale.

Xbox e Nintendo scelgono transizioni diverse

Il confronto con gli altri produttori mette in luce approcci differenti. Microsoft ha introdotto su Xbox la funzione Disc-to-Digital, che permette di trasferire in digitale i giochi compatibili posseduti su disco. Il supporto fisico rimane parte dellecosistema, mentre laccesso al gioco pu avvenire anche attraverso una copia scaricata. Sony ha scelto una strada diversa: fissare una data dopo la quale non produrr pi dischi per le nuove uscite PlayStation.

Nintendo continua a distribuire giochi sia in formato fisico sia digitale sulle proprie console. Nei rapporti finanziari, lazienda separa le vendite del software in confezione da quelle dei titoli scaricati dal Nintendo eShop. I giocatori possono quindi scegliere il formato; per le nuove uscite Sony, invece, il riferimento sar il negozio digitale. La scelta coinvolge anche gli sviluppatori: distribuire online pu semplificare la disponibilit dei giochi e la gestione degli aggiornamenti, ma la vendita passa da piattaforme che stabiliscono le condizioni commerciali e controllano laccesso.

La provocazione di Kutaragi legge lattaccamento ai dischi come una mentalit legata al possesso. Per chi gioca, il supporto significa anche collezionare e rivendere, oltre a mantenere una copia fisica del titolo. Per Sony e gli editori, il digitale comporta meno costi materiali e un controllo pi diretto sulla distribuzione. Dal gennaio 2028, con le nuove uscite soltanto digitali, cambier il rapporto tra piattaforme, sviluppatori e giocatori: saranno le prime a gestire laccesso ai giochi e le condizioni di vendita.

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