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Technoprobe entra nel FTSE MIB e porta sotto i riflettori il ruolo strategico delle probe card. Dalle radici brianzole alla crescita globale, ecco i numeri del debutto e le prospettive legate al boom dellintelligenza artificiale.
Technoprobe ha fatto il suo debutto nel FTSE MIB il 21 settembre 2026, con una capitalizzazione di mercato che sfiora i 20 miliardi di euro. La societ brianzola, che non produce direttamente semiconduttori, riuscita a imporsi nell’indice principale della Borsa Italiana grazie alla sua specializzazione nelle probe card, strumenti essenziali per testare i chip durante la produzione. Questo ingresso rappresenta un riconoscimento della leadership di una nicchia tecnologica spesso poco visibile al grande pubblico, ma fondamentale per l’intera filiera dei semiconduttori.
Il ruolo strategico delle probe card
Technoprobe progetta e fabbrica schede sonda utilizzate per verificare il funzionamento dei chip prima dell’assemblaggio finale. In un settore dove la complessit dei dispositivi in costante aumento, un difetto non individuato tempestivamente pu compromettere un componente dal valore molto elevato. Le probe card dell’azienda, impiegate da colossi come:
- TSMC
- Intel
- Nvidia
- Apple
- STMicroelectronics
- e Samsung
permettono di identificare i problemi nelle fasi iniziali della produzione, riducendo gli sprechi e garantendo qualit elevata. La crescente domanda di chip per applicazioni di intelligenza artificiale ha reso questa fase di testing ancora pi critica e redditizia.
Dati dell’ammissione e valutazione del titolo
L’ammissione al FTSE MIB stata comunicata da Borsa Italiana e FTSE Russell, con decorrenza dal 21 settembre 2026. Secondo le valutazioni di Equita SIM e Goldman Sachs, il titolo scambiato a multipli elevati: circa 23 volte l’EV/EBITDA atteso per il 2027 e un target price compreso tra 40 e 44 euro. Questi numeri riflettono le aspettative del mercato sulla capacit di Technoprobe di trasformare il cosiddetto “superciclo” dell’intelligenza artificiale in crescita concreta degli utili. La societ ha chiuso il primo semestre 2026 con ricavi a 464,1 milioni di euro (+42,4% anno su anno) e un margine EBITDA del 44,4%, dati che hanno sostenuto la revisione al rialzo delle guidance.
Dalla Brianza al mercato globale
Fondata nel 1995 da Giuseppe Crippa e Cristiano Crippa in un garage di Cernusco Lombardone, Technoprobe conta oggi circa 4.000 dipendenti, oltre 650 brevetti e una presenza in 11 paesi. Il piano di investimenti da 300 milioni di euro, che prevede il raddoppio della capacit produttiva entro la fine del 2027, include un nuovo stabilimento a Cernusco (in costruzione, operativo da gennaio) e l’ampliamento del sito di Agrate. L’organico dovrebbe crescere del 50% entro il 2027, a conferma della solidit della domanda prevista per i prossimi anni. Questa espansione guidata principalmente dall’accelerazione della domanda legata all’intelligenza artificiale, che secondo l’amministratore delegato Stefano Felici rappresenta l’inizio di un ciclo industriale pluridecennale.
Il superciclo dell’intelligenza artificiale e il futuro
La crescita della domanda di chip per data center, robotica, robotaxi e dispositivi edge AI aumenta la necessit di test pi sofisticati. Technoprobe punta a servire questi segmenti con la tecnologia MEMS e con la propria capacit produttiva.
Nel primo semestre 2026 la societ ha registrato un utile netto di 143,1 milioni di euro, quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dellanno precedente. Il dato mostra i risultati ottenuti finora in un mercato in espansione, mentre le prospettive dipendono dalla continuit della domanda di semiconduttori avanzati.
