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I 189 voli dellestate 2026 segnano il passaggio dei droni cargo a servizio stagionale per i rifugi alpini. Carichi, rotte, costi e riscontri dei gestori delineano opportunit e condizioni per una logistica stabile.
189 voli hanno portato oltre 8,5 tonnellate di merci ai rifugi alpini dell’Alto Adige nell’estate 2026, un servizio che ha trasformato la logistica quotidiana delle strutture pi isolate.
Da sperimentazione a servizio stagionale
Il programma, iniziato il 1 giugno e conclusosi il 13 ottobre, ha coinvolto otto rifugi situati oltre i 3.000 metri di altitudine. FlyingBasket, tech company altoatesina specializzata in droni cargo, ha operato con il modello FB3, primo operatore UAS italiano in possesso del LUC rilasciato da ENAC. Il progetto, finanziato dal Dipartimento di gestione patrimoniale della Provincia autonoma di Bolzano, ha raddoppiato il numero di strutture rispetto alla sperimentazione del 2025, quando erano stati coinvolti quattro rifugi con 21 voli e circa una tonnellata trasportata.
Carico medio e necessit dei rifugi
Con 7.078 chilogrammi di forniture portate in quota e 1.491 chilogrammi riportati a valle, il carico medio per volo si attesta intorno ai 45 chilogrammi, ben al di sotto della capacit massima del drone ma perfettamente adeguato alle esigenze quotidiane delle strutture. Tra le merci trasportate figurano:
- pane fresco,
- verdure,
- latte,
- succo di mela,
- birra,
- circa 200 chilogrammi di canederli surgelati,
- oltre a materiali da costruzione e attrezzature tecniche.
I voli di ritorno hanno permesso di smaltire rifiuti e materiali obsoleti, eliminando la necessit di viaggi a vuoto.
Rotte alpine e sfide tecniche
Le rotte hanno presentato dislivelli fino a 1.500 metri e percorsi superiori ai 10 chilometri, con destinazioni come il Rifugio Gino Biasi al Bicchiere a 3.156 metri. Il drone FB3 ha dovuto operare in condizioni alpine estreme:
- venti variabili,
- turbolenze,
- basse temperature,
- nuvole e aria rarefatta.
Una sfida meno visibile stata la connettivit: in alcuni tratti la conformazione del terreno impediva il mantenimento di una linea radio diretta, rendendo necessaria la connettivit satellitare Starlink o le reti mobili 4G per mantenere i contatti con l’equipaggio a terra.
Costi e vantaggi rispetto ai metodi tradizionali
Rispetto al trasporto con elicottero, i costi risultano notevolmente inferiori e l’impronta di CO2 pari a zero. Il servizio ha permesso ai rifugi di ricevere rifornimenti pi frequenti, aumentando la disponibilit di prodotti freschi e offrendo maggiore flessibilit nella pianificazione degli acquisti. FlyingBasket ha gestito direttamente il ritiro delle merci dai fornitori locali e il loro trasferimento al punto di decollo, semplificando l’organizzazione quotidiana delle strutture.
Reazioni dei gestori e prospettive future
Alain Untergassmair, gestore del Rifugio Brigata Tridentina, ha dichiarato: “All’inizio eravamo scettici, ma dopo la prima esperienza siamo rimasti piacevolmente sorpresi. Le operazioni sono state ben organizzate e un aumento della capacit di carico ci permetterebbe di utilizzare ancora di pi questo servizio.” Christian Bianchi, assessore alle Opere pubbliche della Provincia di Bolzano, ha sottolineato come il progetto unisca:
- tecnologia,
- sostenibilit e attenzione alle esigenze reali dei rifugi.
Moritz Moroder, CEO di FlyingBasket, ha evidenziato che l’esperienza estiva confluir direttamente nello sviluppo dell’FB3 per operazioni ad alta quota e nella prossima generazione di droni cargo.
Condizioni per un modello logistico stabile
Per rendere il servizio continuativo servono rotte programmate in base alla stagione, coordinamento con fornitori e rifugi e una capacit di carico adeguata alle necessit di ciascuna struttura. Nei siti non raggiungibili da strade o funivie, i droni possono affiancare gli altri trasporti per consegnare rifornimenti e riportare a valle rifiuti e materiali.

