Ryzen 7 5800X3D usato bannato da Valorant per motivi di sicurezza

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Ryzen 7 5800X3D usato bannato da Valorant per motivi di sicurezza

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Un Ryzen 7 5800X3D usato pu risultare bannato da Valorant per un blocco hardware di Vanguard, anche se il nuovo proprietario non ha commesso violazioni. Ecco come funzionano i ban e quali verifiche fare prima dellacquisto.

Un giocatore di Valorant ha scoperto che una CPU Ryzen 7 5800X3D di seconda mano, acquistata per aggiornare il proprio sistema, lo ha escluso immediatamente dal gioco al primo avvio. Il sistema anti-cheat Vanguard ha identificato l’hardware come bandito a livello di dispositivo, bloccando l’accesso non solo al gioco ma anche ad altri titoli di Riot. Il ban stato applicato il 12 agosto, quando il precedente proprietario del processore aveva ricevuto una sanzione per utilizzo di cheat, mentre l’acquirente aveva completato l’acquisto il 21 settembre. La discrepanza temporale ha sollevato domande sulla durata effettiva delle restrizioni hardware e sulla possibilit che un componente usato possa portare con s una sanzione permanente.

Il ban hardware di Vanguard: come funziona e cosa ha detto Riot

Riot Games spiega che Vanguard utilizza identificativi hardware (HWID) per applicare sanzioni che sono limitate a un singolo gioco e durano al massimo quattro mesi. Quando un utente contatta il supporto, il sistema mostra il tempo rimanente del ban, che in questo caso avrebbe dovuto scadere a dicembre. Phillip Koskinas, responsabile dell’anti-cheat di Riot, ha chiarito che uno scenario in cui l’intero PC viene bloccato “piuttosto improbabile“. I ban sono specifici per l’hardware utilizzato per barare e non dovrebbero propagarsi automaticamente ad altri componenti come la scheda madre o l’unit di archiviazione. Riot ha inoltre spiegato che il TPM 2.0, Secure Boot, VBS/HVCI e IOMMU contribuiscono all’identificazione dell’hardware, rendendo possibile rilevare un processore associato a una precedente violazione.

Dalle CPU ad altri componenti: cosa succede quando un componente bandito

Nonostante le rassicurazioni di Riot, l’esperienza dell’utente ha mostrato un risultato diverso. Dopo aver installato la CPU bandita, il sistema di Vanguard ha apparentemente associato anche la scheda madre e l’hard disk alla stessa blacklist, impedendo l’avvio di Valorant e di altri giochi. L’utente ha contattato pi volte il supporto di Riot, ricevendo come risposta che non esistono opzioni per rimuovere il blocco una volta applicato. La comunicazione ufficiale dell’azienda sottolinea che i ban HWID sono legati all’identit hardware e non all’account, ma il caso dimostra che la linea di separazione tra componente bandito e sistema completo pu essere sfumata nella pratica. La situazione evidenzia una lacuna nel processo di verifica dell’hardware usato, dove l’assenza di un registro pubblico delle sanzioni rende difficile per i compratori valutare il rischio prima dell’acquisto.

Consigli per chi compra hardware di seconda mano: rischi e verifiche da fare

Prima di acquistare una CPU o una scheda madre usata, chiedi al venditore la provenienza del componente e una prova del suo funzionamento. Se il tuo dubbio riguarda un ban di Vanguard, queste verifiche non possono per confermare che lhardware sia libero da sanzioni: non risulta disponibile un registro pubblico e Riot indica che i ban HWID durano al massimo quattro mesi.

In caso di blocco dopo linstallazione, conserva la ricevuta, i messaggi con il venditore e le comunicazioni con il supporto Riot. Chiedi al supporto di chiarire la durata e lambito della sanzione prima di sostituire altri componenti: dal caso riportato non si pu concludere che una CPU bandita comporti sempre il blocco dellintero PC.

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