È quello dell’azienda di videocitofoni Ring, pensato per commuovere ma criticato per i suoi possibili risvolti inquietanti
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L’obiettivo principale delle aziende che decidono di investire milioni di dollari per produrre e trasmettere uno spot pubblicitario nelle pause del Super Bowl, la finale del campionato di football americano, è quello di crearne uno il più originale e coinvolgente possibile. Oltre essere visti da milioni di telespettatori, infatti, nei giorni successivi i migliori vengono raccolti, commentati e condivisi sui social e dai giornali.
Dello spot di Ring – un’azienda di proprietà di Amazon che produce videocitofoni, telecamere e sistemi di allarme per la casa – si sta molto parlando, ma non per i suoi meriti.
Nello spot una voce fuori campo spiega che ogni anno 10 milioni di animali domestici vengono persi, ma che non è mai stato inventato un modo per trovarli diverso dal distribuire volantini nel vicinato. Ring propone una soluzione tecnologica e innovativa al problema: chi perde le tracce del proprio cane può caricare una sua foto sull’app che controlla il proprio videocitofono, e il sistema userà le registrazioni delle altre videocamere Ring della zona per rilevare se quel cane è passato di lì. Se succede, il proprietario del cane riceve una notifica, e anche quello del videocitofono, che può poi decidere se condividere – sempre usando l’app di Ring – i suoi video con il vicino di casa per aiutarlo nella ricerca.
La funzione si chiama “SearchParty”, e utilizza, oltre alle registrazioni dei videocitofoni installati all’ingresso delle case, anche un sistema di riconoscimento che funziona con l’intelligenza artificiale. Lo spot mostra brevemente la storia di una bambina che riceve un cucciolo, lo smarrisce e poi lo ritrova grazie a Search Party. Nello spot Ring sostiene che «più di una famiglia al giorno ha ritrovato il proprio cane» in questo modo.
Molti, sui social e su forum online come Reddit, hanno però fatto notare che se i videocitofoni hanno un sistema per identificare e tracciare i soggetti in movimento, questa funzione può essere usata anche per identificare persone che passano per strada, con evidenti problemi per la privacy di chiunque.
Search Party era stato annunciato alla fine di settembre del 2025 con una presentazione da parte di Jamie Siminoff, il fondatore di Ring. Siminoff è la voce narrante e la persona che si vede alla fine dello spot del Super Bowl mentre passeggia col cane. In occasione del lancio di SearchParty aveva raccontato a Forbes di essere molto entusiasta per questa funzione, e aveva sottolineato che i proprietari dei videocitofoni che preferiscono possono negare la condivisione dei propri video, trattandosi di materiale personale.
Aveva poi aggiunto che Ring aveva genericamente chiamato la funzione Search Party perché avrebbe aggiornato il sistema per la ricerca di altri soggetti come i gatti – spiegando che «i gatti sono un po’ diversi per l’intelligenza artificiale, per il modo e la velocità in cui si muovono» – e i bambini e gli anziani scomparsi. Ha raccontato che Ring stava già collaborando con il National Center for Missing & Exploited Children, un’associazione non profit che tra le altre cose coordina le ricerche di bambini scomparsi negli Stati Uniti collaborando con le forze dell’ordine. Di fatto ha confermato che Search Party può essere usato anche per la sorveglianza delle persone.
Tra chi ha commentato questa funzione di Ring ci sono anche alcuni politici statunitensi, tra cui il senatore democratico del Massachusetts Ed Markey, che da tempo è critico nei confronti dell’azienda. Altri hanno condiviso sui social il loro timore che questa funzione possa essere sfruttata per facilitare i rastrellamenti dell’ICE, l’agenzia federale statunitense che si occupa di controllo delle frontiere e dell’immigrazione, e che nelle ultime settimane ha causato grosse proteste in Minnesota per i suoi metodi eccezionalmente violenti e brutali.
Non è la prima volta che Ring affronta accuse come queste, sulla gestione della privacy o sul suo rapporto con le forze dell’ordine. A gennaio del 2024, proprio a causa di numerose critiche, l’azienda aveva ritirato dalla sua app Neighbors – pensata per garantire la sicurezza del vicinato, dove i residenti possono condividere segnalazioni e allertare i vicini – una funzione che permetteva alla polizia di richiedere l’accesso a immagini o video dei videocitofoni Ring. Tuttavia l’aveva poi di ripristinata a luglio del 2025: Siminoff aveva spiegato di voler «rendere i quartieri più sicuri» e combattere la criminalità.
A ottobre del 2025 un portavoce di Ring aveva specificato che le agenzie federali o le loro filiali locali non avevano accesso a questa funzione di Neighbors, e che l’accesso all’app e l’invio delle richieste ai residenti è limitato alle forze dell’ordine del territorio.

