La trattativa per la vendita del Napoli agli americani di Underdog Global Partners è andata avanti in silenzio per sei mesi e ad aprile era quasi conclusa.
A rompere il silenzio sulla trattativa è stato Matt Rizzetta, fondatore e managing partner del fondo statunitense Underdog Global Partners, intervenuto nel podcast di Bloomberg “Business of Soccer”. Per la prima volta l’imprenditore americano ha illustrato pubblicamente il progetto che lo ha spinto a valutare un investimento nella SSC Napoli: non la semplice acquisizione di una squadra di calcio, ma una visione strategica più ampia, che punta a trasformare Napoli in uno dei principali poli sportivi a livello globale. Un’ambizione che va ben oltre il campo.
Vendita Napoli, trattativa segreta per 6 mesi: ad aprile il closing era vicino, fermato da problemi burocratici
A confermare e approfondire il retroscena è il giornalista di Repubblica Marco Azzi, che via X rivela come la trattativa per la cessione del Napoli sia andata avanti in modo riservato per sei mesi. “La trattativa per la vendita del #Napoli è andata avanti in silenzio per 6 mesi e ad aprile è stata vicina al “closing”: fermata da due intoppi burocratici. Aurelio De Laurentiis sa tutto del progetto americano e ne ha capito la serietà. Sulle infrastrutture non c’è più tempo da perdere”. Rivela il giornalista di Repubblica.
De Laurentiis vende il Napoli? Infrastrutture, stadio e futuro del club: non c’è più tempo da perdere
Sullo sfondo della trattativa emerge un tema cruciale che accelera le riflessioni del presidente: le infrastrutture. Secondo quanto riferito da Azzi, su questo fronte non ci sarebbe più tempo da perdere, e la possibile entrata di capitali americani potrebbe rappresentare la svolta necessaria per sbloccare progetti legati allo stadio e alle strutture del club. Un contesto che rende la questione della cessione del Napoli tutt’altro che un’ipotesi remota, ma uno scenario concreto che potrebbe tornare d’attualità prima del previsto.
