Di Marzio: “E’ del Milan il primo grande colpo di calciomercato in Serie A”

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Di Marzio: “E’ del Milan il primo grande colpo di calciomercato in Serie A”

Oggi il pensiero di Gianluca Di Marzio, all’interno di “Caffè Di Marzio” – il podcast del network di TuttoMercatoWeb che puoi ascoltare ogni giorno su Tuttonapoli e Radio Tutto Napoli, è legato alle mosse di mercato del Milan.

“Il primo vero grande colpo di questo calciomercato estivo in Italia è quello del Milan. Il Milan che prende Gonçalo Ramos lo paga forse più di quello che è il suo valore, per carità nessuno lo mette in dubbio, ma sicuramente porta in Italia un vero e proprio centravanti, un numero 9 che quando gioca segna. Magari al Paris Saint-Germain non sarà stato titolare, va bene, ma non è sicuramente facile essere titolare in una squadra di fenomeni con caratteristiche tecniche impressionanti, soprattutto nei giocatori offensivi. Gonçalo Ramos l’ho visto giocare tante volte, seguendo anche la Champions League: ogni volta che entrava o giocava dava sicuramente un contributo prezioso. L’ho visto anche ai tempi del Benfica, in un Benfica-Juventus dove c’erano sia lui che António Silva. Stiamo parlando di un giocatore con una qualità tecnica elevata, un vero e proprio centravanti che partecipa alla manovra e sa giocare con i compagni.

Tant’è che, retroscena, anche il Como si era interessato a Gonçalo Ramos proprio per queste caratteristiche specifiche che si integrano bene con un calcio di possesso, come quello di Fabregas: un calcio tecnico che si basa sulla partecipazione di praticamente tutti i giocatori, portiere incluso, alla fase offensiva. Non è un caso che anche il Como si fosse interessato a Ramos, ma il prezzo del giocatore era troppo alto.

Il Milan con Amorim, allenatore ovviamente portoghese, al quale Ramos aveva anche segnato ai tempi dello Sporting, lo voleva già ai tempi del Manchester United. Quindi il Milan ha comunque messo un primo punto alle tante critiche ricevute da tutti, da noi e da chiunque, su un immobilismo e su un ritardo di mercato che in realtà, da questo punto di vista, paragonato anche alle operazioni che stanno facendo o non stanno facendo le altre squadre, porta il Milan ad aver recuperato questo svantaggio e anzi a essersi portato in vantaggio a livello di operazioni importanti di mercato.

Adesso vedremo come proseguirà il mercato del Milan, se ci saranno prime cessioni, se si interverrà invece in difesa su giocatori come, per esempio, Gonçalo Inácio — di cui si parla tanto — ma non risultano contatti diretti per prenderlo. So che era nella lista, per esempio, di Tare e Allegri, questo sicuramente. Vedremo se sarà alla fine lui il prescelto oppure no. Anche António Silva se n’è parlato tanto, ma in realtà, come vi ho raccontato anche su Sky, il Benfica non vuole vendere questo giocatore e il Milan non ci ha mai veramente pensato, per quello che sono le mie informazioni, in maniera concreta e seria.

Ha invece sempre pensato, da un paio di settimane a questa parte — e poi noi l’abbiamo raccontato da 3-4 giorni — di riportare Liberali. Quello sì, e nessuno può negare l’evidenza: il Milan ha veramente pensato e sta ancora pensando, fino al momento in cui sto registrando questo podcast “Caffè di Di Marzio”, di riprendere Liberali. In primis perché le condizioni sono assolutamente favorevoli, perché invece di pagare 6 milioni di clausola lo prenderebbe a 3, quindi al 50%, visto che l’anno scorso il Milan si era mantenuto sul 50% della rivendita.

Secondo perché è proprio Ruben Amorim che considera Liberali un giocatore ideale e prezioso per il suo sistema di gioco. Terzo perché evidentemente il Milan si è reso conto di un errore fatto l’anno scorso: aver lasciato andare un giocatore che ha assolutamente tutte le qualità per poter giocare nel Milan, come ha dimostrato anche con la maglia delle nazionali giovanili. Si tratterebbe quindi di un’operazione di buon senso, anche per ammettere un errore e provare a recuperare terreno.

È chiaro che il Como si è mosso prima. A proposito di Como e Milan, Gonçalo Ramos, c’è sempre questo filo conduttore tra Como e Milan. Il Como si era mosso prima, aveva presentato al giocatore un progetto tecnico già ben definito con Fabregas, quindi è chiaro che il giocatore avrebbe dato e darebbe magari ancora priorità a quel tipo di situazione, dove sa di poter trovare una realtà e un allenatore che puntano su di lui.

Ma oggi non è insensibile al pressing del Milan, dove comunque è cresciuto da ragazzino, dove ha giocato e dove sperava di poter essere ancora più determinante dopo aver giocato anche in prima squadra, come ricorderete.

Aspettiamo i passaggi e vediamo se questa rimonta del Milan verrà concretizzata o meno al fotofinish. Sicuramente qualcosa nel Milan è cambiato. Poi magari non vincerà, non lo so, ma sicuramente la mossa Ramos, la mossa Liberali e l’aver dato comunque una struttura in questo momento con riferimento a Cardinale — che è sicuramente più presente in Italia — sono segnali.

È stato a Casa Milan anche nei giorni scorsi un allenatore con cui evidentemente condivide le scelte, un modello più “inglese” ereditato da Cardinale, da Liverpool o comunque da altre realtà della Premier League, con una proprietà, un allenatore-manager e riferimenti tecnici che non sono veri e propri direttori sportivi, ma figure che aiutano nel recruitment e nelle trattative.

Diverso sarà poi il momento di affiancare l’allenatore nei momenti difficili, di avere una figura forte a Milanello che possa metterci la faccia quando Cardinale non sarà presente. Cardinale ha sempre parlato pochissimo: chi andrà a fare le interviste prima delle partite? Chi sarà l’ambasciatore del Milan dal punto di vista dell’immagine e della comunicazione nei momenti positivi e negativi? Questo sarà un altro punto che il Milan dovrà sistemare strada facendo.

Prima la squadra, poi una struttura all’altezza della storia del Milan, a prescindere dagli errori del passato: dal non aver tenuto Maldini e Massara, fino ad altre scelte che hanno portato a cambiare impostazione tecnica”.

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