Scopri i costi nascosti del cloud: i data center milanesi consumano acqua ed energia, con impatti ambientali analizzati dal Politecnico di Milano.
Dietro ogni file salvato in cloud si nasconde un costo ambientale poco visibile: acqua ed energia consumate dai data center, in particolare nei 33 poli milanesi studiati dal Politecnico. Crescita digitale e impatto locale si intrecciano tra innovazione, sostenibilità e nuove sfide regolatorie.
Lesplosione della trasformazione digitale sta rivoluzionando il panorama economico globale, sostenuta da infrastrutture sempre pi potenti e pervasive. Tra queste, i data center rappresentano la spina dorsale invisibile delleconomia dei dati: centri che elaborano, conservano e trasmettono miliardi di informazioni ogni giorno, rendendo possibili servizi di cloud, intelligenza artificiale e dispositivi connessi. Tuttavia, a fronte di questa crescita, emergono criticit ambientali ancora poco dibattute, come la gestione dei consumi idrici ed energetici.
Si tratta di risorse che, sebbene essenziali per garantire continuit e sicurezza digitale, nascondono un impatto rilevante. In Italia, il dibattito su queste infrastrutture si intensificato in particolare attorno allarea metropolitana di Milano, dove aumenta linteresse per le ricadute ambientali e per la sostenibilit territoriale. A destare preoccupazione sono l’espansione non monitorata dei consumi e le ricadute dirette sul territorio, tra cui il rischio di spreco di acqua potabile e la pressione sulla rete elettrica.
Nellattuale scenario, citt e regioni si confrontano con la sfida della regolamentazione, del monitoraggio e della trasparenza, necessaria per bilanciare innovazione tecnologica e tutela dellambiente. Il Politecnico di Milano, grazie ai dati raccolti e alle analisi condotte, offre un quadro inedito di queste dinamiche, ponendo al centro la necessit di riflettere su come le infrastrutture digitali plasmino non solo leconomia, ma anche il paesaggio fisico e le risorse naturali locali.
La crescita dei data center: trend globali, europei e italiani
I dati raccolti negli ultimi anni confermano come lincremento delle infrastrutture per il trattamento dei dati non sia un fenomeno isolato. A livello mondiale, secondo lInternational Energy Agency, nel 2022 i data center hanno totalizzato circa 460 terawattora di energia elettrica consumata, avvicinandosi a coprire il 2% dellintera domanda planetaria. La crescita prevista fino al 2026, complice la corsa a intelligenza artificiale e servizi hyperscale, si attesta su un ulteriore balzo del 30-40% sui consumi.
- In Europa: metropoli come Francoforte, Amsterdam, Londra, Parigi e Dublino hanno storicamente catalizzato la maggior parte degli investimenti in data center, ma ora si osserva una diversificazione verso nuovi mercati emergenti come Italia, Spagna, Polonia e regioni nordiche.
- Quadro italiano: dal 2023 si assiste a una rapida ascesa; nel solo biennio 2023-2024 si stimano 66 strutture attive (erano 58 nel 2023), valore destinato a raggiungere le 74 entro fine 2025. La colocation, ossia la messa a disposizione di spazi fisici per terzi provider, genera oggi un giro daffari di 765 milioni di euro.
- Nuovi investimenti: il comparto ha raccolto 5 miliardi di euro tra il 2023 e il 2024, con la previsione di 10,1 miliardi per il biennio successivo. LItalia punta quindi a ritagliarsi uno spazio nella nuova geografia del digitale, favorita da condizioni quali il basso rischio sismico e un posizionamento strategico nellarea mediterranea.
Emergono alcune specificit: cresce la richiesta di mega campus e di strutture ad alta potenza, in particolare nellarea milanese, dove il 70% delle nuove installazioni supera i 10 MW di potenza. Le dinamiche di mercato sono alimentate anche da modelli di business flessibili: si distinguono la colocation retail (piccoli spazi per PMI digitali locali), wholesale (grandi sale dedicate a societ di servizi e multinazionali) e il building hyperscale (interi edifici affittati da cloud provider globali). Nel segmento wholesale si registra il maggior valore economico, mentre il settore hyperscale rappresenta oggi il 19% del mercato ma con forti aspettative di crescita.
Milano e Lombardia: un polo strategico per il cloud
Larea metropolitana di Milano e la Lombardia sono al centro dellespansione italiana del mercato digitale. Lattrattivit di questa regione si spiega con linsieme di infrastrutture avanzate, prossimit allEuropa centrale, reti di trasporto efficienti e una consolidata presenza di imprese attive nei settori tecnologici e finanziari. Da qui una vera e propria corsa: su 49 strutture censite, ben 33 sono operative nel milanese, con 10 in costruzione e 23 gi in fase progettuale.
- I motivi dellattrazione: i vantaggi competitivi sono molteplici, tra cui le basse probabilit di eventi sismici, la qualit del tessuto economico e il dinamismo del mercato del lavoro. Questo appeal si traduce in unespansione di infrastrutture sempre pi articolate e grandi, inclusi campus di data center in grado di ospitare pi unit interconnesse.
- Prospettive a confronto: nonostante Milano sia ancora lontana dalle cifre di Londra, Francoforte e Amsterdam in termini di potenza installata (rispettivamente oltre 1.000, 791 e 544 MW), il capoluogo lombardo con i suoi 238 MW IT avanza rapidamente, superando citt come Madrid e Zurigo e consolidando il suo status di polo digitale.
- Distribuzione sul territorio: la Lombardia, seconda solo al Lazio per numero di impianti, concentra la maggior parte delle richieste di connessione alla rete nazionale ad alta tensione, dato che testimonia la centralit dellarea anche nei piani degli investitori internazionali.
Le potenzialit di crescita si intrecciano per con nuove sfide per la sostenibilit ambientale e il governo del territorio, rendendo sempre pi urgente lesigenza di monitoraggio e regolamentazione. Un tema che chiama direttamente in causa enti locali, legislatore e operatori del settore.
Consumi energetici dei data center: numeri e impatti sul territorio
Lenergia richiesta dai data center elevatissima e coinvolge diversi livelli decisionali, dalloperatore della rete nazionale agli amministratori locali. Il consumo elettrico, pari a quello di grandi quartieri urbani, rappresenta una sfida strutturale nella gestione delle risorse nazionali e regionali.
- Valori assoluti: lItalia consuma annualmente 320 terawattora; stando alle stime pi recenti, se fossero approvati cinque nuovi grandi data center si arriverebbe a superare i 500 terawattora. In Lombardia si concentra la quota pi significativa: 49 data center su 65 regionali nellarea metropolitana di Milano e 11 in centro citt.
- Picchi di domanda: il boom dellintelligenza artificiale incrementa ulteriormente la potenza erogata: alcune fattispecie hyperscale possono richiedere continuativamente fino a 100-200 MW, e sono in corso richieste anche superiori a 300 MW per singolo sito.
- Pressioni sulla rete elettrica: secondo esperti del settore, lattuale infrastruttura rischia di non soddisfare una domanda in costante ascesa. Lassociazione delle societ di gestione evidenzia che, con l’autorizzazione di ulteriori piani di sviluppo, la capacit totale andrebbe ben oltre quella oggi gestita a livello regionale.
Le ripercussioni si manifestano in sfide operative e strategiche, poich la priorit degli operatori resta assicurare forniture stabili e senza interruzioni, con la conseguente necessit di affidarsi a sistemi di backup e produzioni di energia integrate. In parallelo, la corsa al cloud diventa leva di attrazione per nuovi investimenti, ma pu comportare uno sbilanciamento nella distribuzione del carico elettrico tra le regioni italiane ed europee.
Nel territorio milanese, la presenza di molteplici strutture ad alta capacit comporta da un lato uno scenario di opportunit economiche legate allinnovazione, dallaltro una pressione crescente sulle risorse fondamentali e sulle strategie di sostenibilit.
Il consumo idrico nei data center: una questione invisibile
Se lenergia attira lattenzione della regolamentazione e dei media, il consumo di acqua rimane spesso in secondo piano. Eppure, ogni server mantenuto in funzione produce calore che va dissipato, spesso tramite sofisticati sistemi di raffreddamento che richiedono milioni di litri dacqua lanno per singola struttura.
- Stime Politecnico di Milano: secondo le analisi degli esperti, la domanda idrica imputabile ai data center italiani potrebbe raggiungere tra i due e i tre miliardi di litri lanno a breve termine. Questo dato diventa ancor pi rilevante considerando la concentrazione delle infrastrutture nelle aree metropolitane pi sviluppate.
- Sistemi di raffreddamento idrico: la soluzione pi diffusa risulta efficace, ma comporta un impatto importante sulle risorse idriche, soprattutto dove si affacciano periodi ricorrenti di siccit e cronica scarsit dacqua potabile.
- Monitoraggio assente: la poca trasparenza nelle rilevazioni e lassenza di una tracciatura costante pongono laccento sulle criticit legate alla gestione sostenibile di questa risorsa.
Nel dibattito odierno si avverte sempre pi la necessit di destinare regole puntuali, incentivi e strumenti di controllo allimpiego dellacqua nei cicli di raffreddamento, affinch siano tutelati gli interessi collettivi e assicurata la resilienza del sistema ambientale locale.
Raffreddamento, sprechi dacqua e impatto ambientale locale
Limpiego intensivo di acqua per il raffreddamento introduce diverse problematiche ambientali a livello comunale e regionale. Ogni anno, strutture anche di media taglia possono disperdere in atmosfera grandi quantit dacqua, non sempre in modo efficiente o monitorato.
- Tipologie di raffreddamento: cresce il ricorso a tecnologie a ciclo chiuso e sistemi combinati con refrigeranti chimici, ma soluzioni pi sostenibili richiedono investimenti elevati e un cambiamento nei modelli di business.
- Sprechi e dispersioni: in assenza di limiti normativi stringenti, non si ha il pieno controllo sul ciclo dellacqua impiegata, con il rischio di sprechi significativi e contaminazione delle falde.
- Impatto locale: tra le conseguenze pi preoccupanti si annoverano la formazione di isole di calore, alterazioni climatiche locali e ripercussioni sulla biodiversit.
Alcuni comuni hanno adottato misure di prevenzione, come il divieto di prelievo di acqua da acquedotti pubblici e lobbligo di utilizzo di fonti alternative, ma occorrono iniziative coordinate e una strategia di ampio respiro per la gestione della risorsa idrica nei confronti delle nuove mega-infrastrutture digitali.
Le nuove sfide per la sostenibilit: reti, norme e incentivi
Lapproccio alla sostenibilit nel settore data center in Italia si confronta con regole che faticano a stare al passo con lespansione del mercato. Sono stati introdotti recentemente provvedimenti significativi soprattutto in Lombardia, sede delle maggiori innovazioni in questo ambito.
- Nuove normative lombarde: la regione stata la prima a dotarsi di una normativa specifica, la quale incentiva lo sviluppo su aree dismesse e introduce oneri per chi costruisce su aree verdi, oltre allobbligo di impiego esclusivo di energia da fonti rinnovabili per nuove installazioni.
- Reti e sistemi di monitoraggio: gli operatori chiedono strumenti regolatori e incentivi per garantire la resilienza della rete elettrica nazionale, proteggendola da possibili blackout e fiammate di domanda.
- Vincolo ambientale: laccesso allacqua potabile dagli acquedotti vietato, ma permane la necessit di tracciabilit e trasparenza delle fonti utilizzate per garantire una reale sostenibilit della filiera.
Risulta evidente che la crescita deve essere accompagnata da un presidio normativo rafforzato, favorendo il dialogo tra amministrazioni, operatori e cittadini sulle priorit del territorio e sulla tutela delle risorse naturali condivise.
Il ruolo del Politecnico di Milano nelle analisi e raccomandazioni
Il Politecnico di Milano si distingue per laccuratezza e la profondit delle sue analisi, essendo punto di riferimento nelle mappature e negli studi tecnici sul fenomeno. Dal progetto “ProdAction” alle pubblicazioni dellOsservatorio Data Center, lateneo si pone come interlocutore autorevole tra ricerca, istituzioni e operatori privati.
- Il valore scientifico delle indagini: le ricerche hanno gettato luce sulla distribuzione geografica delle strutture e sugli effetti cumulativi in termini di consumi di energia e acqua, fornendo strumenti di valutazione oggettiva e dati comparabili.
- Orientamento politico-amministrativo: le raccomandazioni offerte allineano le strategie locali con le esigenze nazionali, suggerendo la creazione di un sistema di monitoraggio indipendente e continuo delle principali variabili ambientali.
- Altre iniziative: il Politecnico sostiene la necessit di una governance integrata tra enti pubblici e privati, in modo da responsabilizzare lintero ecosistema del cloud e anticipare i bisogni di infrastruttura, sostenibilit e innovazione.
Questa attivit si riflette nellautorit e nella credibilit delle analisi prodotte, considerate oggi come riferimento imprescindibile per policy maker e stakeholder nazionali.
Il futuro prossimo: progetti, investimenti e raddoppio entro il 2028
Lo scenario futuro caratterizzato da una crescita accelerata degli investimenti. Secondo i dati raccolti dagli osservatori specializzati, nei prossimi anni sono previsti pi di 80 progetti di nuove strutture su scala nazionale: molti saranno localizzati nella cintura metropolitana milanese, dove numeri e potenza rischiano di raddoppiare rispetto allattuale assetto entro il 2028.
- Nuovi soggetti: sono in arrivo attori di diversa nazionalit, che contribuiranno a diversificare la propriet delle infrastrutture e ad aumentare la complessit delle dinamiche competitive e regolatorie.
- Mercato colocation: si prevede un rafforzamento delle logiche campus e hyperscale, con strutture pi grandi e interconnesse e una domanda guidata dallespansione dellintelligenza artificiale e della gestione big data.
- Rischi e opportunit: se linnovazione trova terreno fertile, cresce la pressione su energia, acqua e territorio. Percia richieder migliori strumenti di raccolta dati, trasparenza, incentivi allefficienza e responsabilit condivisa.
Lobiettivo sar rendere compatibile la crescita digitale con la sostenibilit ambientale, in vista di un quadro normativo pi rigoroso e di un approntamento di tecnologie che limitino impatti e sprechi.
Lavanzata delle infrastrutture digitali nel cuore delle citt italiane e dEuropa si accompagna, oggi pi che mai, alla consapevolezza dei costi ambientali spesso celati dietro alla nuvola del cloud. Elementi come il consumo elettrico, la domanda idrica e limpatto territoriale non possono essere trascurati nellelaborazione di strategie nazionali e locali, pena il rischio di compromissione delle risorse naturali e della qualit della vita cittadina.
Diventa indispensabile promuovere un approccio integrato alla crescita: servono regole pi stringenti, maggiore trasparenza nei meccanismi di monitoraggio e incentivi per soluzioni tecnologiche meno impattanti. La collaborazione tra accademia, istituzioni e operatori privati, come evidenziato dalle ricerche del Politecnico di Milano, rappresenta oggi la garanzia di una gestione responsabile delle nuove risorse digitali.
Solo cos sar possibile continuare ad alimentare servizi digitali avanzati sostenendo la competitivit territoriale, senza sacrificare il patrimonio idrico, la stabilit della rete energetica e lequilibrio ambientale locale.
