Scopri il riequilibrio delle infrastrutture digitali in Italia: il Piemonte sorpassa la Lombardia secondo i dati Terna 2025-2026.
I dati Terna segnano un punto di svolta: la geografia delle infrastrutture digitali in Italia si sta ridefinendo, con il Piemonte pronto a contendere il primato alla Lombardia e nuove prospettive per le regioni emergenti.
Lultimo aggiornamento dei dati diffusi da Terna offre una fotografia aggiornata e inedita della distribuzione delle infrastrutture digitali italiane, segnalando una tendenza verso la redistribuzione geografica degli investimenti. Per la prima volta, la Lombardia scende sotto il 50% delle richieste nazionali di connessione di nuovi data center, mentre regioni come il Piemonte rafforzano il proprio profilo nel panorama tecnologico nazionale. A trainare questa trasformazione una domanda sempre pi sostenuta, alimentata dalla rivoluzione del cloud, dalle tecnologie emergenti dellintelligenza artificiale e dal coinvolgimento di operatori globali e nazionali.
Sotto la superficie numerica, questa evoluzione porta a un cambio di paradigma: non pi solo una concentrazione nelle tradizionali aree metropolitane, ma un vritable riequilibrio verso nuovi poli dellinnovazione. Leconomia digitale, le strategie di sviluppo regionali e la competitivit del mercato nazionale risentono ora di scelte che puntano su diffusione, resilienza e risposta alle nuove sfide tecnologiche, ambientali e normative.
La fotografia fornita da Terna, realt regolatrice neurale per la gestione della rete elettrica, restituisce unItalia in trasformazione, con implicazioni strategiche destinate a incidere profondamente sia sullecosistema digitale, sia sul tessuto economico e occupazionale dei territori coinvolti.
Levoluzione delle richieste di connessione ai data center: dati Terna 2025-2026
Stando ai dati pi aggiornati raccolti da Terna al 31 luglio 2026, le domande di connessione alla rete elettrica avanzate a fini digitali hanno quasi raggiunto quota 96 Gigawatt, con un cambiamento di rilievo nella distribuzione regionale delle richieste. La Lombardia, pur consolidando il suo storico primato, si attesta ora attorno al 47% della potenza complessivamente richiesta, mentre altre regioni emergenti, in particolare il Piemonte, guadagnano visibilit e peso specifico.
Nel confronto con le precedenti rilevazioni, il Piemonte sale a 64 pratiche per 13,13 GW, passando da una quota dell11% a quasi il 14% del totale nazionale. Il Lazio, tradizionale secondo polo dopo la Lombardia, pur mantenendo una posizione di rilievo, vede contrarsi le proprie richieste, scendendo a 41 pratiche per 11,79 GW e assestandosi al terzo posto.
Tabella riepilogativa delle principali regioni richiedenti (31 luglio 2026):
| Regione | N pratiche | Potenza richiesta (GW) | % nazionale |
| Lombardia | 289 | 44,96 | 47% |
| Piemonte | 64 | 13,13 | 13,7% |
| Lazio | 41 | 11,79 | 12,3% |
| Puglia | 29 | 7,76 | 8,1% |
| Emilia-Romagna | 39 | 5,59 | 5,8% |
| Veneto | 21 | 5,20 | 5,4% |
Lanalisi del trend mostra come la crescita delle richieste sia ormai ben lontana dalla sola Lombardia e si arricchisca della spinta competitiva di nuovi attori regionali. Gli operatori rispondono cos sia a una domanda in espansione sulle tecnologie avanzate sia alle politiche di incentivo messe in campo dalle amministrazioni locali e nazionali.
La Lombardia perde peso ma resta il centro nevralgico delle infrastrutture digitali
Nonostante la diminuzione percentuale sul totale delle richieste nazionali, la Lombardia mantiene la leadership sia in termini di pratiche attive che di capacit richiesta. Le quasi 290 pratiche sul territorio regionale la collocano come riferimento italiano per quanto riguarda volumi di investimenti, presenza di operatori internazionali e concentrazione dei principali hub digitali. Nella sola area milanese, si concentrano mega-progetti, come il campus hyperscale di K2 Strategic Infrastructure Italy e il piano Equinix per lItalia, destinati a rafforzare la posizione di Milano quale polo europeo della digitalizzazione.
Il volume energetico richiesto dalla Lombardia supera i 44 GW, consentendole di gestire la quasi totalit dei grandi contratti di connessione gi firmati, tra cui i pi avanzati e innovativi per capacit e sostenibilit. La capacit operativa installata vede il territorio primeggiare anche nelle statistiche dei consumi: secondo Confartigianato, nel 2023 Milano ha assorbito circa 212,8 GWh di energia per data center, oltre il 41% del totale nazionale.
Le imprese locali sono diventate attori di riferimento nelle strategie di digitalizzazione, sviluppo del cloud e attrazione di capitali. Tuttavia si osserva un allargamento progressivo della geografia nazionale delle infrastrutture, reso possibile da nuove normative regionali, incentivi pubblici e spinte alla semplificazione burocratica che agevolano la diffusione di progetti in territori tradizionalmente meno coinvolti.
Il sorpasso del Piemonte: numeri, crescita e prospettive del nuovo protagonista
Il differenziale di crescita pi significativo negli ultimi mesi stato registrato dal Piemonte, che ha ufficialmente superato il Lazio nella classifica delle richieste di connessione e potenza richiesta. Il balzo da 59 a 64 pratiche e da 12,16 a 13,13 GW in appena un mese testimonia una vitalit senza precedenti. Questa espansione trova spiegazione in una convergenza di fattori:
- Presenza di opportunit di riconversione industriale, come il Cavour Hyperscale Campus nellex centrale di Trino Vercellese.
- Piani di investimento pubblico e privato che hanno favorito il radicamento degli operatori del digitale.
- Scelte di localizzazione strategiche legate a disponibilit di energia e logistica.
Il Piemonte arriva a rappresentare quasi il 14% della potenza complessiva richiesta a livello nazionale, indicando una nuova centralit nel panorama delle infrastrutture digitali. Le prospettive per il prossimo triennio sono ancora orientate alla crescita, con il potenziale coinvolgimento di operatori globali e network di partner industriali locali.
La permanenza del Piemonte ai vertici della graduatoria va oltre la semplice statistica, portando valore aggiunto a filiere manifatturiere ad alto contenuto digitale, centri di ricerca e cluster tecnologici, creando nuove opportunit occupazionali e ampliando la platea di beneficiari dellindotto economico.
Lazio, Emilia-Romagna, Puglia e Veneto: come cambia la geografia regionale dei data center
La dinamica degli investimenti nel settore digitale non ha coinvolto solo le prime tre regioni, ma ha rimodellato la classifica delle aree in espansione. Il Lazio, pur scendendo di una posizione, consolida il proprio ruolo con 41 pratiche e 11,79 GW richiesti, mantenendo una quota superiore al 12% rispetto al totale nazionale. Segue la Puglia, stabile al quarto posto con 7,76 GW e 29 pratiche, a testimoniare un interesse crescente anche nelle aree del Sud pi dinamiche.
Emilia-Romagna e Veneto confermano la loro presenza fra i poli digitali italiani, rispettivamente con 5,59 GW (39 pratiche) e 5,2 GW (21 pratiche). Queste regioni hanno puntato su sinergie tra pubblica amministrazione, universit e imprese tech per promuovere progetti che spaziano dalla colocation alla gestione intelligente dei dati.
Le prime sei regioni italiane accentrano oltre il 92% della potenza richiesta, evidenziando la natura ancora fortemente concentrata ma non pi esclusiva del Nord-Ovest. Lallargamento della mappa degli investimenti sta progressivamente ridisegnando anche le specializzazioni locali e i rapporti tra domanda di servizi cloud e offerta di infrastrutture avanzate.
Impatto economico degli investimenti: occupazione, indotto e valore aggiunto
La mobilitazione di capitali legati alle nuove infrastrutture digitali si riflette direttamente sulloccupazione e sullindotto economico. I mega-progetti in corso nellarea milanese e a Trino Vercellese generano migliaia di posti di lavoro tra costruzione e gestione, spingendo nuove assunzioni di tecnici specializzati e personale ad alta qualificazione ICT.
Nel caso del campus hyperscale di Milano, le stime indicano un fabbisogno medio di circa 2.000 addetti lanno nelle fasi di sviluppo e oltre 200 occupati diretti a regime, cui si sommano pi di un migliaio di operatori dellindotto. Il progetto Equinix, nei comuni tra Settimo Milanese e Cusago, produrr oltre 5 miliardi di euro di nuova produzione economica e 1,4 miliardi di valore aggiunto durante lattivit operativa.
Nel Piemonte, la riqualificazione dellex centrale di Trino porter allimpiego di un migliaio di addetti nei cantieri e alla creazione stabile di centinaia di posti nelle gestioni e nei servizi collegati. Il rafforzamento delle politiche industriali e digitali locali sostiene la crescita di settori emergenti, favorendo la ricaduta delle competenze e dellinnovazione sulleconomia territoriale.
Sfida energetica: domanda, consumi e sostenibilit delle infrastrutture digitali
La transizione digitale italiana si intreccia a doppio filo con le questioni di sicurezza energetica e sostenibilit ambientale. Negli ultimi anni, il consumo di energia delle attivit informatiche e dei data center ha registrato un incremento di quasi il 145%, raggiungendo livelli che impongono scelte strategiche su scala nazionale.
Lombardia guida anche la classifica dei consumi elettrici: nel 2023 i data center lombardi hanno assorbito oltre 300 GWh, pi della met del totale nazionale, seguiti dal Lazio e dallEmilia-Romagna. Tra le province, Milano si distingue con 212,8 GWh di consumi. Di seguito una tabella riepilogativa dei principali consumi nel 2023:
| Regione | Consumi Data Center (GWh) | % nazionale |
| Lombardia | 302,3 | 59,3% |
| Lazio | 66,8 | 13,1% |
| Emilia-Romagna | 32,5 | 6,4% |
| Piemonte | 29,8 | 5,8% |
Lincremento della domanda digitale, combinato con la diffusione dellintelligenza artificiale, spinge i consumi a livelli paragonabili a quelli di una grande citt. Terna stima che entro il 2030 le infrastrutture digitali potranno raggiungere l11% della domanda elettrica nazionale.
Per fronteggiare questa dinamica, sono prioritari investimenti in tecnologie verdi, sistemi di raffreddamento avanzati, energie rinnovabili e riciclo del calore generato dai server, cos come richiede la normativa europea e nazionale. Le sfide in termini di resilienza energetica richiedono la pianificazione di infrastrutture sempre pi sostenibili e integrate nei territori.
I progetti strategici e i mega-investimenti nel Nord Italia: Milano e Trino Vercellese
I programmi di maggiore impatto, sotto il profilo dimensionale ed economico, riguardano larea metropolitana di Milano e il territorio di Trino Vercellese in Piemonte. Nel primo caso, il campus hyperscale di K2 Strategic Infrastructure Italy e i centri dati Equinix rappresentano un investimento complessivo superiore ai 9 miliardi di euro, con piattaforme in grado di raggiungere e superare i 400 MW di capacit aggregata.
A Trino, la riqualificazione dellex centrale elettrica porter alla nascita di uno dei pi grandi campus data center dEuropa (fino a 400 MW), con una dotazione prevista da 4 miliardi di euro. Tali progetti sono definiti di interesse strategico nazionale e godono del supporto diretto delle istituzioni centrali e regionali, oltre che delle procedure semplificate di autorizzazione introdotte dal Decreto Asset.
Le sinergie pubblico-private attivate hanno permesso di attrarre capitali internazionali e sviluppare un ecosistema allavanguardia per sostenere le esigenze del mercato cloud, levoluzione dellAI e la competitivit tecnologica italiana in Europa.
Politiche e normativa: ruolo del Governo e delle Regioni nellaccelerazione autorizzativa
Le politiche di indirizzo sulle infrastrutture digitali sono state recentemente rafforzate dal Governo, attraverso lapprovazione di programmi di interesse strategico nazionale e la nomina di commissari straordinari a supporto dei grandi progetti. Il Decreto Asset e la nuova legge regionale lombarda sui data center rappresentano esempi di come la normativa si stia adattando, accelerando i tempi delle autorizzazioni e favorendo la semplificazione delle procedure amministrative.
Tra le misure pi rilevanti:
- Snellimento dei tempi di valutazione delle domande di connessione
- Nominativi di commissari dedicati per i progetti strategici
- Incentivi allefficientamento energetico e alla sostenibilit degli impianti
- Collaborazione istituzionale tra Governo e Regioni per garantire coerenza e rapidit nelle autorizzazioni
Queste iniziative mirano a non frenare gli investimenti e a rendere lItalia sempre pi attrattiva per gli operatori globali, sostenendo il raggiungimento degli obiettivi fissati a livello europeo sul cloud e sulla transizione digitale.
Gli effetti del riequilibrio: impatti sul cloud, lAI e la competitivit nazionale
Il riequilibrio geografico delle infrastrutture digitali ha ricadute dirette su alcuni temi chiave dellinnovazione italiana. La maggiore distribuzione dei data center offre nuove capacit per servizi cloud avanzati e consente di gestire la crescente domanda generata dalle applicazioni di intelligenza artificiale. Il rafforzamento della presenza infrastrutturale in pi regioni:
- Potenzia la ridondanza e la sicurezza dellarchiviazione dati.
- Permette tempi di latenza inferiore sulle reti, migliorando laccessibilit.
- Aumenta la resilienza complessiva della rete digitale nazionale.
- Sostiene la competitivit delle filiere locali e il potenziale di export dei servizi digitali.
Questo processo riduce la storica dipendenza dai pochi grandi hub del Nord-Ovest, favorendo una crescita pi bilanciata su scala nazionale e preparando le imprese alle future sfide delleconomia digitale continentale.
Sfide e opportunit future per il Piemonte e le altre regioni emergenti
Lascesa del Piemonte e lingresso di attori come Emilia-Romagna, Veneto e Puglia nella mappa delle infrastrutture digitali italiane pongono nuove sfide, ma anche interessanti opportunit:
- Necessit di aggiornare la formazione tecnica e universitaria per sostenere la domanda di nuove competenze
- Incentivazione di progetti pilota per la sostenibilit energetica nelle nuove installazioni
- Sviluppo di distretti dellinnovazione su modelli di collaborazione pubblico-privato
- Concorrenza crescente per lattrazione di investimenti esteri e partnership europee
Questi elementi rafforzano la traiettoria verso una distribuzione pi equa e sostenibile degli investimenti digitali, con vantaggi sia economici che sociali per i territori coinvolti, purch accompagnati da scelte di policy lungimiranti e attenzione continua alla resilienza delle reti energetiche.
La nuova geografia delle infrastrutture digitali tracciata dalle evoluzioni osservate da Terna sancisce una fase pi matura e articolata per il settore dei data center in Italia. Alla progressiva riduzione del divario tra le diverse regioni corrisponde una valorizzazione della competitivit nazionale, dei livelli occupazionali e dellinnovazione territoriale. Milano e il Piemonte si candidano come poli deccellenza in grado di guidare la trasformazione sistemica, mentre il riposizionamento di altre regioni promette una maggiore distribuzione del valore generato.
Il successo di questa transizione dipender dalla capacit di mantenere un equilibrio tra sviluppo, sostenibilit e sicurezza, rispondendo in modo integrato alle nuove sfide globali poste dalla digitalizzazione e dalla transizione energetica.
