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Milano si conferma polo nevralgico dei data center lombardi, con rilevanti sfide su consumi idrici, energia e sostenibilità. Impatto ambientale, innovazioni tecnologiche e il ruolo del Politecnico al centro del dibattito.
La trasformazione digitale in Italia sta vivendo una fase di accelerazione senza precedenti, e il territorio milanese ne protagonista indiscusso. Nuove infrastrutture digitali, in particolare i data center, si stanno moltiplicando rapidamente nellarea metropolitana. Secondo le pi recenti rilevazioni, la Lombardia diventata il fulcro nazionale di questo sviluppo: la presenza massiccia di queste strutture risponde alle esigenze di connessione ad alta velocit e gestione dei dati per aziende, pubblica amministrazione e privati.
A questa crescita si accompagna, per, una crescente preoccupazione per limpatto ambientale legato al consumo di energia e acqua. Queste grandi fabbriche digitali richiedono quantit significative di risorse per raffreddare server, alimentare sistemi di backup e mantenere lefficienza operativa anche in scenari climatici sempre pi estremi. Il fabbisogno idrico ed energetico delle infrastrutture digitali rischia di mettere sotto pressione i servizi di pubblica utilit e solleva interrogativi sulla sostenibilit dellattuale modello di sviluppo.
Lequilibrio tra innovazione tecnologica e protezione ambientale diventato il tema centrale per amministratori locali, operatori del settore e cittadini. Lespansione dei data center nel capoluogo lombardo si collega oggi a sfide quali lisola di calore urbana, le emissioni associate alla produzione di energia e la pressione sulle falde acquifere regionali. Da questa complessit emerge lurgenza di regolamentare e pianificare nuovi interventi, in un contesto dove la domanda di servizi digitali non mostra cali allorizzonte e la capacit di risposta delle infrastrutture pubbliche viene continuamente testata.
Mappatura dei data center in Lombardia: concentrazione e dati attuali
Larea metropolitana di Milano ospita la maggior parte dei centri di elaborazione dati regionali, riflettendo una forte tendenza alla concentrazione. Secondo le pi recenti ricerche del Politecnico di Milano, 33 tra i 49 data center lombardi presi in considerazione sono operativi proprio nel territorio milanese. Se si includono anche i cosiddetti campus complessi integrati che ospitano al loro interno pi strutture di data center il numero effettivo cresce ulteriormente.
Nel dettaglio, il fenomeno interessa particolarmente le aree di Bollate, Rozzano, Lacchiarella e Magenta, che si candidano a ospitare infrastrutture hyperscale, con capacit potenzialmente superiore ai 300 megawatt ciascuna, oltre a ulteriori progetti attivi nel Pavese e aree limitrofe. Il capoluogo lombardo esprime quasi la met della richiesta di potenza energetica totale registrata su scala nazionale, sottolineando cos il peso specifico del territorio nel panorama italiano ed europeo.
Lattrattivit della Lombardia per gli operatori digitali il risultato di una serie di fattori sinergici:
- Collegamenti strategici con Europa e Mediterraneo
- Densit di imprese e presenza di infrastrutture avanzate
- Supporto istituzionale e procedure semplificate
La rapida crescita dei data center in Lombardia impone oggi una mappatura accurata e aggiornata, determinante non solo ai fini della pianificazione urbanistica, ma anche per le valutazioni ambientali e sanitarie necessarie a contenere limpatto su territori, comunit e risorse naturali.
Le politiche strategiche regionali: tra incentivi, regolamentazione e pressioni dei comuni
Lavanzata dei poli digitali in Lombardia ha spinto le istituzioni regionali ad adottare nuove strategie di governo del fenomeno. La recente normativa regionale, approvata dal consiglio lombardo, introduce un doppio binario di incentivi e regolamentazione: da un lato agevolazioni per chi investe nel recupero di aree dismesse, dallaltro oneri aggiuntivi per le nuove costruzioni su terreni verdi. Questa strategia intende bilanciare lo sviluppo economico sostenendo la riconversione urbana e limitando lulteriore consumo di suolo.
Un aspetto chiave della normativa lobbligo, per i nuovi impianti, di alimentarsi esclusivamente attraverso fonti rinnovabili e di non utilizzare risorse idriche provenienti dalle reti acquedottistiche pubbliche. Al tempo stesso, la legge regionale cerca di anticipare le carenze della normativa nazionale, spesso ritenuta frammentaria e poco aggiornata rispetto alle esigenze effettive di intervento nei territori maggiormente esposti agli impatti della digitalizzazione.
I comuni, soprattutto quelli a corto di risorse, sono tradizionalmente attratti dallopportunit di attrarre investimenti legati ai data center, ma questa dinamica ha lasciato aree di incertezza amministrativa e disparit negli iter autorizzativi. Le pressioni esercitate dalle grandi aziende del settore, unite al bisogno di entrate da parte dei comuni, hanno spesso portato ad accelerare le concessioni su aree libere, incrementando il rischio di uno sviluppo poco pianificato.
Lattuale scenario normativo si distingue per i suoi punti di forza, ma anche per alcune criticit:
- Maggiore valorizzazione di aree dismesse
- Incentivazione del ricorso a energie rinnovabili
- Persistenza di differenze tra i vari comuni nellapproccio autorizzativo
- Richiesta di coordinamento nazionale ancora inevasa
Nellattesa di una cornice normativa nazionale pi incisiva, la Regione Lombardia si conferma laboratorio di politiche territoriali a supporto dellinnovazione digitale e della sostenibilit.
Consumi energetici dei data center e impatto sulla rete elettrica nazionale
Lenorme richiesta di energia elettrica generata dai data center in Lombardia ha acceso lattenzione su potenziali criticit per la sicurezza e la resilienza della rete elettrica. Negli ultimi anni, la domanda di connessione ad alta tensione si moltiplicata: le domande rivolte a Terna (gestore italiano dellalta tensione) sono passate da 5 GW nel 2019 a 450 nel 2026, per una capacit autorizzativa che sfiora gli 82 GW, di cui solo una parte effettivamente utilizzata per progetti concreti.
Il consumo elettrico complessivo delle strutture lombarde rappresenta oggi circa il 68% di quello nazionale; si prevede che, entro il 2035, i data center italiani potrebbero assorbire fino al 13% del fabbisogno elettrico nazionale. Questo valore era solo dell1,9% nel 2024, una crescita che si accompagna alla trasformazione digitale e alla diffusione dellintelligenza artificiale nelle filiere produttive e nei servizi. Mentre alcune richieste sono riconducibili a fenomeni speculativi (non destinate alla realizzazione), la crescita stimata resta comunque significativa.
| Anno | Consumo lettrico Data Center (%) | Capacit Totale Stimata (GW) |
| 2024 | 1,9 | ~0,5 |
| 2035 | 7-13 | 2,3-4,4 |
L’impatto sulla rete elettrica lombarda si manifesta in termini di possibili rischi di saturazione e black-out durante i picchi di carico, situazione aggravata dalle ondate di caldo e dalle esigenze di raffreddamento continuo. In questo scenario, il ricorso a fonti rinnovabili e sistemi di accumulo diventa imprescindibile, cos come la necessit di coordinare le strategie fra istituzioni, utility e operatori digitali.
Infine, i costi energetici in Italia restano tra i pi alti a livello europeo, influenzando pesantemente competitivit e gestione operativa delle infrastrutture. Il settore sta quindi adottando:
- Contratti di acquisto energia da fonti rinnovabili (PPA)
- Soluzioni di efficienza energetica
- Partecipazione attiva al bilanciamento della rete
- Utilizzo di sistemi di accumulo (BESS)
Queste innovazioni sono essenziali per tutelare stabilit, sicurezza e sostenibilit a lungo termine su scala nazionale.
Consumo idrico nei data center: tecnologie di raffreddamento e criticit locali
Il funzionamento dei data center richiede, oltre allenergia, anche importanti quantitativi di acqua utilizzata principalmente per sistemi di raffreddamento avanzati. In Lombardia, a differenza di altre regioni europee e statunitensi, la maggior parte delle strutture utilizza circuiti chiusi, in cui lacqua viene continuamente riciclata, riducendo la dipendenza dai prelievi di risorse idriche esterne.
Le tecnologie di raffreddamento adottate si dividono in:
- Sistemi ad aria, meno efficienti per grandi potenze ma dal consumo idrico trascurabile
- Sistemi ad acqua a circuito chiuso, che prelevano acqua dalla prima falda (abbondante in Lombardia), riciclandola nel processo di raffreddamento
Grazie a questa impostazione, il rischio di impatti idrici gravi resta limitato, ma laumento esponenziale delle infrastrutture e dei consumi impone di monitorare la sostenibilit idrica su scala regionale soprattutto in aree densamente urbanizzate.
Le criticit persistono in relazione a:
- Possibile pressione sulle falde acquifere nei periodi di siccit prolungata
- Gestione degli scarichi termici e dei prodotti chimici utilizzati per la manutenzione dei sistemi
- Impatto potenziale su reti idriche di emergenza
La normativa regionale prevede oggi il divieto di utilizzo dellacqua potabile proveniente dagli acquedotti per i nuovi data center, indirizzando in modo pi rigoroso ladozione di tecnologie idricamente efficienti. Il dibattito su possibili rischi futuri resta attuale, richiedendo studi indipendenti e verifiche continue degli impatti sullecosistema idrico locale.
Limpatto ambientale: emissioni, consumo di suolo e isole di calore urbano
Lincremento delle infrastrutture digitali comporta effetti trasversali sullambiente urbano e periurbano. Innanzitutto, le emissioni di CO2 correlate a consumi energetici e sistemi di backup rappresentano una delle sfide principali a livello europeo e nazionale. La crescita prevista delle strutture hyperscale potrebbe tradursi in unaccelerazione delle emissioni annuali di anidride carbonica: secondo le stime, queste potrebbero passare da 1 milione a un intervallo fra 4,8 e 8,3 milioni di tonnellate entro il 2035.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda il consumo di suolo. In molte realt lombarde, fino a poco tempo fa, la costruzione di nuovi data center avveniva soprattutto su terreni verdi, in assenza di piani strategici regionali efficaci e con iter autorizzativi in mano ai singoli comuni. Lattuale legge regionale punta a invertire questa tendenza:
- Adozione di oneri maggiorati per insediamenti su suolo libero
- Incentivi per la localizzazione su aree dismesse
- Valutazione preventiva dellimpatto ambientale (VIA) per nuovi insediamenti
Nei contesti urbani, il fenomeno delle isole di calore potenziato dalla presenza dei data center, che generano scarti termici consistenti, spesso dissipati nellambiente o destinati solo parzialmente ad essere recuperati tramite reti di teleriscaldamento.
Una tabella riassuntiva degli impatti principali:
| Impatto | Situazione attuale | Misure adottate |
| Emissioni CO2 | Fino a 1 milione t/anno | PPA, rinnovo impianti, ETS UE |
| Consumo suolo | Alto, tendenza in riduzione | Vincoli e incentivi regionali |
| Isole di calore | Elevata localizzazione | Teleriscaldamento, soluzioni innovative |
La capacit delle istituzioni di monitorare, pianificare e adottare azioni correttive oggi determinante per coniugare la crescita tecnologica con la tutela della qualit ambientale urbana e rurale.
Sfide di sostenibilit e decarbonizzazione: soluzioni e innovazioni
Limpatto ecologico del settore digitale in Lombardia e a Milano sollecita una risposta innovativa e integrata da parte di operatori, amministrazioni e mondo accademico. La neutralit climatica, obiettivo condiviso a livello europeo, sar raggiungibile solo investendo in nuove tecnologie e cambiando paradigmi gestionali.
Le principali strategie adottate includono:
- Incremento dellefficienza energetica tramite sistemi avanzati di monitoraggio e automazione
- Adesione a power purchase agreements per garantire forniture da fonti rinnovabili
- Impiego di sistemi a basso impatto idrico e termico
- Integrazione dei data center nelle reti locali di produzione e accumulo energetico
In Lombardia sono gi attivi numerosi progetti pilota che prevedono il recupero e la valorizzazione del calore in eccesso, la riduzione delluso di combustibili fossili e la partecipazione ai meccanismi europei di scambio delle quote di emissione. Lapplicazione obbligatoria della norma ISO 50001 ai sistemi di gestione energetica rappresenta una delle innovazioni normative pi rilevanti degli ultimi anni, destinata a estendersi a tutte le infrastrutture sopra la soglia di 85 terajoule annui entro il 2027.
Le sfide non sono solo tecnologiche o normative. Il settore affronta anche costi operativi elevati e pressioni sulla rete energetica locale, ragion per cui si valutano soluzioni come:
- Microreti autonome per data center (isole energetiche indipendenti)
- Partecipazione attiva ai programmi di flessibilit della rete nazionale
- Sinergie con utility per la produzione locale e lottimizzazione dei carichi
Innovazione e senso di responsabilit condivisa emergono come chiavi per gestire il settore in modo sostenibile, tutelando contemporaneamente competitivit e ambiente.
Progetti innovativi: il teleriscaldamento urbano a partire dai data center
Negli ultimi anni Milano si distingue per lavvio di progetti di teleriscaldamento innovativi che valorizzano il calore disperso dai data center. Questo approccio non solo consente di ridurre lo spreco energetico, ma contribuisce anche a contenere le emissioni climalteranti e i costi di riscaldamento per cittadini e imprese.
Il progetto Avalon 3, con debutto previsto nel 2026, permetter di riscaldare migliaia di abitazioni nel Municipio 6 della citt trasferendo energia termica residua dagli apparati IT direttamente alle reti di riscaldamento urbano. In parallelo, il recupero del calore prodotto da altri grandi centri dati come la struttura di Rozzano ha gi trovato applicazione nei quartieri residenziali con ricadute ambientali positive misurabili.
- Diminuzione delle emissioni di CO2 stimata fino a 3.500 tonnellate annue
- Valorizzazione di calore pari al contributo ecosistemico di circa 17.500 alberi piantati
Questi casi virtuosi dimostrano la possibilit di integrare le infrastrutture digitali nel contesto urbano come risorsa multifunzionale, unendo efficienza energetica, competitivit e riduzione degli impatti ambientali. LItalia pu cos allinearsi agli standard nord-europei, combinando sviluppo digitale e reti urbane nellottica delleconomia circolare.
Conseguenze per la salute umana e la biodiversit
Laumento del numero e delle dimensioni dei data center in prossimit dei centri abitati ha sollevato interrogativi sugli effetti indiretti sulla salute dei cittadini e sugli equilibri ecologici locali. Le principali preoccupazioni riguardano:
- Le emissioni di gas serra e inquinanti dai sistemi di backup e condizionamento
- Linnalzamento delle temperature urbane (isole di calore)
- Il disturbo acustico generato dalle apparecchiature di gestione energetica e climatizzazione
- Limpatto potenziale sulla biodiversit degli ambienti periurbani a causa della progressiva riduzione di aree verdi
Il rischio di incidenza su patologie cardio-respiratorie rimane argomento di attenzione soprattutto nelle zone a elevata densit di impianti e traffico. Lincremento della frammentazione degli habitat, correlato al consumo di suolo, pu inoltre compromettere la continuit ecologica e la presenza di specie animali e vegetali autoctone. Va comunque sottolineato che, ad oggi, non emergono dati epidemiologici certi sugli effetti sanitari diretti causati dai data center; il tema inserito nelle raccomandazioni per il monitoraggio continuo e lo studio di impatti cumulativi di nuova generazione.
La sfida di coniugare sviluppo digitale, tutela del benessere collettivo e difesa della biodiversit substrato fondamentale per i centri urbani resilienti di domani.
Il ruolo del Politecnico di Milano nel monitoraggio e nelle proposte future
Le attivit di ricerca e monitoraggio condotte dal Politecnico di Milano rappresentano uno dei pilastri su cui si fondano conoscenze, dati e strategie utili per la gestione del fenomeno data center a Milano e in Lombardia. Il progetto ProdAction ha inaugurato una stagione di studio sistematico del settore, sottolineando la necessit di una rilevazione indipendente e continua dei principali indicatori ambientali.
Luniversit milanese ha fornito le principali mappature di dettaglio e contributo tecnico-scientifico alle scelte istituzionali, formulando raccomandazioni sia in campo urbanistico che energetico. Le sue proposte spaziano dallincentivazione del riuso di aree dismesse per nuovi insediamenti, alla promozione di sistemi di governance integrata tra enti pubblici, utility e stakeholder privati.
Lo sforzo attuale orientato a consolidare un modello che punti su:
- Pianificazione urbanistica preventivamente orientata
- Trasparenza degli algoritmi di monitoraggio dei consumi idrici ed energetici
- Individuazione tempestiva di effetti cumulativi e indiretti sugli ecosistemi urbani
- Supporto alle amministrazioni locali nellattuazione di best practice
Il contributo accademico resta cruciale per una governance proattiva e per anticipare i cambiamenti imposti da un settore tecnologico in rapido mutamento.
Lattuale scenario lombardo mostra tutte le potenzialit e i limiti connessi allo sviluppo digitale avanzato. Data center e campus digitali sono al centro di investimenti, occupazione, innovazione e nuove opportunit economiche, ma pongono sfide senza precedenti dal punto di vista ambientale e sociale.
Lapparato normativo regionale, il crescente coinvolgimento degli enti di ricerca e limpegno degli operatori nella riduzione degli impatti ambientali segnano un primo passo verso una gestione avanzata e responsabile delle infrastrutture digitali. Tuttavia, permangono criticit da affrontare con urgenza:
- Necessit di pianificare lo sviluppo evitando la saturazione urbana e la frammentazione territoriale
- Migliorare il monitoraggio indipendente dei consumi e degli effetti a lungo termine sulle risorse e sullo stato di salute collettiva
- Promuovere una vera transizione ecologica del digitale mettendo al centro la decarbonizzazione e leconomia circolare
- Coordinare strategie a livello nazionale, non solo regionale
La ver…
