Stop McTominay, come cambia il centrocampo: sostituti ed adattamenti

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Stop McTominay, come cambia il centrocampo: sostituti ed adattamenti

Scott McTominay salterà Inter, Arsenal, Bologna e Fiorentina: Massimiliano Allegri dovrà quindi ridisegnare il centrocampo azzurro.

“In seguito all’insorgenza di una lieve aritmia benigna, Scott McTominay sarà sottoposto nei prossimi giorni a un intervento di correzione mediante ablazione (PFA). Il calciatore tornerà disponibile dopo la pausa per le nazionali”. È questa la nota medica diffusa dal Napoli sulle condizioni di Scott McTominay. Il centrocampista scozzese dovrà quindi fermarsi e non sarà a disposizione di Massimiliano Allegri per le prossime sfide contro Inter, Arsenal, Bologna e Fiorentina. Il rientro è previsto dopo la sosta per le nazionali e, salvo variazioni nelle tempistiche, l’ex Manchester United dovrebbe tornare in campo l’11 ottobre contro il Frosinone.

Come cambia il centrocampo del Napoli

L’assenza di McTominay costringerà Allegri a modificare le proprie scelte in mezzo al campo. La soluzione più immediata porta a De Bruyne, Lobotka e Anguissa, che potrebbero formare il terzetto titolare nelle prossime gare. Rispetto allo scozzese, però, il Napoli perderebbe soprattutto fisicità, inserimenti e capacità di attaccare l’area, caratteristiche che McTominay ha spesso garantito giocando da mezzala.

Alle spalle dei tre titolari, Allegri può comunque contare su diverse alternative. Vergara rappresenta una delle opzioni più naturali per giocare da mezzala e potrebbe trovare maggiore spazio, mentre Gilmour può essere adattato nel ruolo di interno, garantendo maggiore qualità nella gestione del pallone. Non è da escludere neppure un cambio di sistema: il tecnico toscano potrebbe passare al 4-2-3-1, con Lobotka e Anguissa davanti alla difesa e De Bruyne avanzato sulla trequarti. Un’altra possibilità è quella di utilizzare un centrocampo più fluido, alternando gli interpreti in base alle caratteristiche dell’avversario. L’assenza di McTominay rappresenta dunque un problema importante, ma offre anche ad Allegri l’occasione di sperimentare soluzioni diverse e aumentare il coinvolgimento degli altri centrocampisti della rosa.

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