cosa-aspetta-il-nuovo-capo-di-apple
Cosa aspetta il nuovo capo di Apple

Caricamento player

Dopo 15 anni, il primo giorno di questo settembre è anche il primo giorno in cui Apple non è guidata da Tim Cook, il CEO che da allora ha fatto aumentare il valore in borsa dell’azienda di circa 15 volte. Cook ha lasciato il proprio incarico a John Ternus, che ha 15 anni meno di lui e ha davanti a sé uno dei lavori più difficili: guidare la seconda società più ricca al mondo in un periodo denso di grandi incertezze legate soprattutto agli alti e bassi dei sistemi di intelligenza artificiale.

Tra poco più di una settimana, il 9 settembre, Ternus sarà già su un palco per condurre l’ormai tradizionale presentazione annuale dei nuovi iPhone, di gran lunga la principale fonte di ricavo di Apple. Secondo le anticipazioni, saranno annunciati il primo iPhone pieghevole e un assistente per la casa con schermo, mentre sarà necessario attendere ancora qualche tempo per una versione degli auricolari AirPods con fotocamera e per gli occhiali smart, anticipata dai media in queste settimane.

Ampliare l’offerta di dispositivi, rimasta invariata da anni, integrandoli con sistemi di intelligenza artificiale sarà uno dei principali compiti di Ternus, che si è specializzato soprattutto nell’hardware.

Ternus ha 51 anni e da 25 lavora all’interno di Apple, prima come ingegnere impegnato nella progettazione dei Mac, i computer della società, e in seguito nelle attività di sviluppo hardware di iPhone, iPad, AirPods e di diversi altri dispositivi. Ha quindi una grande conoscenza degli oggetti che ogni giorno sono tenuti in mano da oltre un miliardo di persone in tutto il mondo.

– Leggi anche: Tim Cook il consolidatore

Nella lunga fase di avvicendamento a Cook iniziata quest’anno, Ternus si è occupato soprattutto delle divisioni incaricate della progettazione (industrial design) dei dispositivi e del loro software. Queste divisioni sotto la guida del cofondatore Steve Jobs erano enormemente influenti all’interno di Apple, ma soprattutto negli ultimi anni della gestione Cook avevano perso rilevanza e portato a minori innovazioni. Il declino era coinciso con la decisione di Jony Ive, il responsabile dell’industrial design, di lasciare la società nel 2019 per aprire una propria startup che ora collabora con OpenAI.

Tra i primi compiti di Ternus ci sarà la ricostituzione e il rinnovo di quei gruppi di lavoro, con l’obiettivo di renderli nuovamente influenti e un punto di riferimento per fare innovazione all’interno di Apple. Farlo non sarà però semplice.

Scontente dei piani poco chiari della società sui sistemi di intelligenza artificiale, e allettate da offerte economiche vantaggiose da parte della concorrenza, molte persone hanno lasciato Apple per andare a lavorare altrove. OpenAI è diventata una destinazione per molte di loro, proprio in un periodo in cui la società famosa per ChatGPT dice di essere al lavoro per sviluppare un dispositivo che un giorno rimpiazzerà gli smartphone. Apple ha fatto causa a OpenAI, accusandola di avere sottratto alcuni suoi segreti industriali.

Se l’hardware è ciò che conosce meglio, Ternus è meno ferrato su molti altri aspetti della gestione aziendale nei quali Cook eccelleva, come le vendite, gli aspetti finanziari, i rapporti con i fornitori e le relazioni con le istituzioni. È quindi probabile che almeno per i primi tempi avranno un ruolo ancora più importante alcuni dei più stretti collaboratori di Cook che hanno mantenuto i loro incarichi, come il direttore operativo Sabih Khan ed Eddy Cue, storico dirigente di Apple che si è specializzato nella gestione dei servizi come quelli in abbonamento per salvare i dati online (iCloud), ascoltare la musica (Apple Music) e guardare le serie tv (Apple TV+).

John Ternus e Tim Cook alla presentazione della quarta stagione di Ted Lasso, una delle serie di maggiore successo di Apple Tv+, Los Angeles, 27 luglio 2026 (Stewart Cook/Apple TV via Getty Images)

Cook manterrà comunque un ruolo di rilievo, come presidente esecutivo di Apple. In quel ruolo si farà soprattutto carico di gestire i complicati rapporti con l’amministrazione di Donald Trump e con il governo della Cina, paese da cui Apple dipende enormemente per la produzione dei propri dispositivi. Negli ultimi anni Cook ha differenziato estendendo la produzione in paesi come Vietnam e India, ma la società continuerà ad avere bisogno della produzione cinese soprattutto in un periodo di grande carenza di componenti.

L’alta domanda di chip di memoria e di calcolo per costruire i data center, che servono per far funzionare i sistemi di intelligenza artificiale, ne ha fatto aumentare i prezzi e diminuire la disponibilità. Come altre aziende, Apple ha dovuto adattarsi aumentando i prezzi di alcuni propri dispositivi e cercando potenziali nuovi produttori da inserire nella propria catena di approvvigionamento. La società vorrebbe usare memorie prodotte in Cina e Apple sta facendo grandi pressioni per convincere il governo statunitense a permettere l’uso di quei componenti, senza subire limitazioni commerciali.

Ternus potrà contare sull’aiuto di Cook e di altri dirigenti esperti per gestire il problema, ma al tempo stesso dovrà anche lavorare per rinnovare alcuni ruoli dirigenziali.

I dirigenti più importanti sono ultra sessantenni e diversi di loro hanno segnalato di voler lasciare Apple per dedicarsi ad altro. Secondo gli analisti i cambiamenti ai vertici dell’azienda sono una valida opportunità per recuperare un po’ di slancio, soprattutto per quanto riguarda l’innovazione, ma tra gli investitori c’è anche chi vede il rischio di interrompere una lunga serie di successi che ha portato a lauti dividendi per gli azionisti.

Nonostante abbia quasi 20 anni, l’iPhone continua a essere lo smartphone più venduto al mondo e non ci sono particolari segni di cedimento. Le società che sviluppano i sistemi di intelligenza artificiale sostengono che gli smartphone abbiano i giorni contati, perché con le AI non servirà avere sempre davanti uno schermo, ma ci sono forti dubbi su quelle previsioni. Cook ha sempre difeso la centralità degli iPhone per Apple, e Ternus è dello stesso avviso. La società in questi anni è diventata il punto di riferimento dei molti investitori che temono una bolla finanziaria legata alle AI, che potrebbe scoppiare con forti perdite in borsa per le aziende del settore e per quelle che si sono esposte di più su queste tecnologie.

(David Paul Morris/Bloomberg via Getty Images)

Gli iPhone sono il primo punto di ingresso per i servizi offerti in abbonamento da Apple, che non a caso sono la principale fonte di ricavi dopo gli smartphone. Gli abbonamenti hanno ampiamente bilanciato l’aumento della durata media degli iPhone, che vengono tenuti molto più a lungo dagli utenti prima di essere sostituiti. Le vendite dei servizi stanno però crescendo meno rispetto al passato, soprattutto a causa dei minori acquisti all’interno delle app di videogiochi (sui quali Apple riscuote una commissione) e alla revisione di alcune politiche commerciali, imposte dalle autorità di controllo.

Ternus dovrà cercare di invertire questa tendenza, sfruttando nuove opportunità che potrebbero essere offerte dai sistemi di intelligenza artificiale. L’imminente aggiornamento dei sistemi operativi dei prodotti Apple conterrà una versione rivista e potenziata di Siri, l’assistente virtuale presentato ormai 15 anni fa e che non ha mai davvero mantenuto le promesse. Il nuovo Siri funzionerà grazie ai sistemi di intelligenza artificiale forniti da Google e dovrà far dimenticare il precedente fallimentare tentativo portato avanti da Apple con OpenAI.

Siri AI sarà progressivamente inserito nei servizi e sarà la base per una nuova generazione di prodotti, nei quali l’intelligenza artificiale dovrà essere una componente centrale e non soltanto una funzione aggiuntiva. Saranno soprattutto questi nuovi dispositivi, e la capacità di Apple di proporre prodotti davvero innovativi, a definire i risultati della nuova gestione di Ternus che inizia oggi.

Related Post