Droni regolamento patente 2028: obbligo C0 e tre divieti aboliti da EASA

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Droni regolamento patente 2028: obbligo C0 e tre divieti aboliti da EASA

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Dal 2028 il patentino C0 potrebbe diventare obbligatorio per i droni: EASA prepara nuove regole e labolizione di tre divieti, mentre restano alcuni aspetti ancora da definire.

LEASA, lAgenzia dellUnione europea per la sicurezza aerea, ha trasmesso alla Commissione europea lOpinion 06/2026: il pacchetto sicurezza abbassa a 100 grammi la soglia per la registrazione e lidentificazione remota dei droni in categoria Open. La stessa riforma stabilisce che, dal 30 giugno 2028, il patentino online A1/A3 sar richiesto per pilotare i C0 e, pi in generale, i droni con massa pari o superiore a 100 grammi. Non ancora una norma definitiva. Ladozione spetta alla Commissione e il calendario dipender dalla pubblicazione del regolamento europeo.

Patentino C0 dal 2028: cosa cambia

Nel quadro europeo, la classe C0 comprende i droni con massa massima al decollo inferiore a 250 grammi. Oggi, per usare un modello di questo tipo, sufficiente leggere le istruzioni: lesame A1/A3 non richiesto. La proposta cambierebbe il requisito, introducendo una prova teorica online sulla conoscenza delle geozone, delle precedenze e delle regole di base del volo.

La franchigia completa sarebbe riservata agli apparecchi con meno di 100 grammi di massa effettiva al decollo. In questo caso non servirebbero lattestato A1/A3, la registrazione delloperatore n lidentificazione remota diretta in Open. Tra 100 e 249 grammi scatterebbero invece tutti e tre gli obblighi: formazione, registrazione e DRI.

La riforma prevede anche un controllo dellidentit delloperatore prima della registrazione. Sui nuovi droni, poi, il decollo verrebbe impedito se manca il codice registrato oppure se il controllo di coerenza non d esito positivo.

La tabella di marcia indicata nei documenti questa: adozione formale entro il 30 giugno 2027, entrata in vigore dopo la pubblicazione e altri dodici mesi prima che lobbligo formativo diventi effettivo. Fino allapprovazione del testo europeo restano in vigore le regole attuali. In Italia continueranno a valere anche le disposizioni nazionali e le geozone pubblicate dallautorit competente.

Tre punti ancora da definire

Il pacchetto interviene anche su tre aspetti operativi, ma il loro livello di certezza non identico.

Il primo riguarda il limite software. Oggi un C0 deve restare entro 120 metri misurati verticalmente dal punto di decollo. La modifica proposta eliminerebbe questo blocco rigido e affiderebbe al pilota formato la responsabilit di non superare 120 metri dalla superficie terrestre pi vicina. In montagna il riferimento diventerebbe quindi il pendio, non la piazzola di partenza, a meno che la geozona non imponga un limite pi severo.

Il secondo punto let del pilota. LOpinion conserva lesenzione per i droni sotto i 100 grammi e per i giocattoli. Un C0 non giocattolo, pilotato autonomamente da un minore, resterebbe invece soggetto al limite di 16 anni. Lesenzione potrebbe applicarsi quando il minore seguito direttamente da una persona in possesso dellA1/A3. Anche questa formulazione dovr essere definita dalla Commissione europea.

Resta incerto lo sgancio di materiale. La proposta iniziale lo consentiva nella categoria Open A3, lontano dalle persone, a condizione di mantenere almeno 150 metri da centri abitati e aree industriali e una distanza di almeno 30 metri dalle persone non coinvolte. LOpinion 06/2026 ha per ritirato lapertura. Per ora, dunque, il divieto generale resta. Un cambiamento potrebbe arrivare soltanto con future modifiche del pacchetto di semplificazione atteso nel quarto trimestre 2026.

Per chi usa i droni a fini ricreativi o per attivit da creator, i controlli principali riguardano il peso, la registrazione e lattestato. Ai piccoli operatori professionali si aggiungono DRI, geozone e validit dei titoli. Chi possiede un A2 o un attestato STS potrebbe beneficiare dellallineamento automatico delle scadenze, ma anche questa misura fa parte del pacchetto non ancora adottato.

Prima del 2028 conviene quindi verificare il modello, la massa reale al decollo e la marcatura C0, insieme alla registrazione delloperatore, allidentificazione remota, allattestato A1/A3 e alle regole nazionali applicate tramite d-flight. Gli obblighi europei e le procedure italiane non coincidono sempre.

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