Intelligenza artificiale a scuola: i docenti la usano per lezioni e verifiche, gli studenti senza regole. Servono formazione e norme condivise.
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Nella scuola lintelligenza artificiale entra soprattutto dietro le quinte: i docenti la usano per lezioni e verifiche, mentre gli studenti la adottano senza regole. Servono formazione e criteri condivisi.
Un’indagine di Spaggiari condotta su 1.300 insegnanti di ogni ordine e grado e presentata al Senato il 17 settembre 2026 ha rilevato che il 72% dei docenti utilizza l’intelligenza artificiale almeno una volta a settimana, mentre soltanto il 34% la impiega direttamente con gli studenti in classe. Il dato apre una finestra su un paradosso scolastico: l’IA gi parte della routine lavorativa degli insegnanti, ma resta spesso fuori dall’aula, lasciando un vuoto di regole, formazione e supporto istituzionale.
Docenti usano l’IA per preparare lezioni e verifiche, non per insegnare
L’uso quotidiano degli strumenti di intelligenza artificiale si concentra sulle attivit operative. Secondo la stessa indagine, il 36% dei docenti ricorre all’IA pi volte alla settimana e il 22% quotidianamente, prediligendo funzioni gratuite (96%) e assistenti conversazionali come ChatGPT, Claude e Gemini (57%). Le applicazioni pi frequenti sono la ricerca di informazioni (23%), lo sviluppo di attivit didattiche (16%) e la creazione di test di verifica (16%). Un’altra rilevazione di AIDAPT e Sanoma, basata su oltre 5.000 insegnanti e 77 mila messaggi scambiati con un assistente IA verticale, conferma che il 29% delle richieste riguarda proprio la generazione di prove ed esercizi, spesso gestite nel pomeriggio o nel fine settimana quando le classi sono vuote.
Studenti gi usano l’IA senza regole, mentre gli insegnanti restano cauti
Il divario tra pratica lavorativa e didattica riflette anche la realt degli studenti. Un sondaggio studentesco riportato da Fuori Onda News mostra che 8 su 10 ragazzi utilizzano l’intelligenza artificiale con disinvoltura, integrandola nello studio quotidiano per sintesi, mappe concettuali, spiegazioni di concetti complessi e persino per risolvere compiti in autonomia. Tuttavia, solo il 19% dei docenti si dichiara propenso a un uso costruttivo dell’IA in classe, mentre il 49% la tollera e il 12% finge di non vederla. La cautela pedagogica nasce da preoccupazioni concrete: l’inaffidabilit delle risposte (22% degli insegnanti temono fake news), i rischi per la privacy (16%) e il timore che la dipendenza tecnologica possa ridurre le capacit critiche degli alunni.
Formazione autogestita e fondi istituzionali, ma servono regole condivise
La scuola dispone di risorse per affrontare l’intelligenza artificiale, ma la formazione resta il punto pi debole: il 67% dei docenti ha imparato a usare questi strumenti da autodidatta e solo il 20% ha seguito corsi istituzionali. I 200 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, divisi tra formazione e valutazione di piattaforme e rischi, dovrebbero tradursi in supporto concreto nelle scuole.
Per rendere l’uso dell’IA pi sicuro e didatticamente efficace servono:
- laboratori pratici per docenti, con esempi applicabili a lezioni, esercizi e verifiche;
- regole condivise su privacy, verifica delle risposte e trasparenza nell’uso degli strumenti;
- attivit in classe che insegnino agli studenti a valutare criticamente i contenuti generati dall’IA;
- indicazioni comuni per evitare che le competenze dipendano esclusivamente dall’iniziativa dei singoli insegnanti.
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