I numeri dietro il sorpasso: perché il Piemonte supera il Lazio nella mappa italiana dei data center e del cloud

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I numeri dietro il sorpasso: perché il Piemonte supera il Lazio nella mappa italiana dei data center e del cloud

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La corsa dei data center ridisegna la geografia digitale italiana: il Piemonte supera il Lazio grazie a investimenti, innovazione e nuove normative, imponendosi come fulcro tra sfide energetiche ed equilibrio ambientale.

La mappa delle infrastrutture digitali in Italia sta rapidamente cambiando volto, spostando gli equilibri tradizionali tra le regioni. Lultimo anno ha visto una ridistribuzione dellinteresse degli operatori del settore e degli investitori, grazie non solo alla crescita esponenziale della domanda di servizi cloud e intelligenza artificiale, ma anche a politiche regionali pi mirate. Lombardia, Piemonte e Lazio sono oggi i principali poli di questa espansione digitale, ma per la prima volta il Piemonte ha superato il Lazio, attestandosi come secondo hub per richieste di potenza e numero di progetti di data center dopo la Lombardia. Questa rapida ascesa il risultato di una strategia regionale che mette al centro la riconversione delle aree industriali dismesse, lintegrazione con il tessuto produttivo locale e una crescente attenzione verso le sfide ambientali e normative.

Il boom dei data center in Italia e la corsa del Piemonte

Negli ultimi anni il mercato italiano dei data center si trasformato in un settore altamente strategico, considerato una leva per la digitalizzazione del Paese e per lo sviluppo dellintelligenza artificiale. I dati di Terna evidenziano come, al 31 luglio 2026, le richieste di connessione ai servizi di rete per i centri dati abbiano raggiunto quota 95,86 Gigawatt su tutto il territorio nazionale, con una crescita che coinvolge non pi solo le piazze storicamente forti come Milano, ma anche nuove aree emergenti come il Piemonte. Se la Lombardia mantiene la leadership sia per numero di pratiche sia per potenza richiesta, per la prima volta la sua quota relativa scende sotto il 50%: segno che linteresse si sta diffondendo anche in altre regioni.

Il Piemonte, in particolare, si distinto per lincremento della potenza richiesta, che tra giugno e luglio 2026 salita da 12,16 a 13,13 Gw, e per il numero di pratiche presentate, passato da 59 a 64 nello stesso periodo. Questi numeri fotografano una dinamica regionale vivace, trainata da iniziative pubbliche e private, riqualificazione di aree dismesse e dallarrivo di investitori stranieri attratti da incentivi locali e dalla disponibilit di competenze specifiche.

Lintensit degli investimenti e la qualit dei progetti pongono il Piemonte al centro di un ecosistema che coinvolge soggetti come colossi dellAI, universit e aziende innovative, mentre il governo nazionale ha dichiarato sia i data center piemontesi che quelli lombardi infrastrutture strategiche.
Nonostante una distanza ancora netta dalla Lombardia, il nuovo equilibrio conferma il posizionamento decisivo del Piemonte nella corsa nazionale ai servizi Cloud e alle infrastrutture IT avanzate.

I numeri della crescita: dalla Lombardia al sorpasso del Piemonte sul Lazio

La distribuzione delle richieste di connessione alla rete energetica rilevate da Terna rappresenta un indicatore attendibile della pressione esercitata dal settore dei data center sui territori e sulla dorsale infrastrutturale nazionale. A luglio 2026 la Lombardia guida ancora la classifica con 44,96 Gw (pari al 47% della potenza richiesta a livello nazionale) e 289 pratiche in corso, seguita da Piemonte e Lazio.

Il dato pi interessante proviene da Torino e dalle principali citt piemontesi: con 13,13 Gw e ben il 13,7% del totale nazionale di potenza richiesta, la regione non solo supera il Lazio, ma si avvicina a coprire un quarto della domanda delle tre principali aree italiane insieme alla Lombardia. Nel Lazio, invece, le pratiche sono passate da 43 a 41 e la potenza richiesta scesa da 13 a 11,79 Gw (-1,21 Gw in un solo mese), portando la sua quota al 12,3%.

Regione Potenza Richiesta (Gw) Numero Pratiche % Totale Italia
Lombardia 44,96 289 47%
Piemonte 13,13 64 13,7%
Lazio 11,79 41 12,3%
Puglia 7,76 29 8,1%
Emilia-Romagna 5,59 39 5,8%
Veneto 5,20 21 5,4%

Oltre 92% della potenza richiesta in Italia si concentra in queste sei regioni; la geografia si quindi allargata solo in parte, rimanendo fortemente polarizzata. Importante ricordare che non tutte le domande di connessione si tradurranno in strutture operative: la cifra riflette linteresse potenziale e la pressione degli attori sulla rete nazionale e sulle comunit locali.

Progetti, investimenti e operatori presenti in Piemonte

Negli ultimi mesi il Piemonte si confermato baricentro di nuovi progetti e polo attrattivo per colossi tecnologici come Google, Amazon, Microsoft e Tim, spesso coinvolti in joint-venture con operatori italiani e fondi immobiliari sia locali che internazionali. La regione vanta attualmente 16 data center attivi, mentre oltre ottanta sono le richieste di autorizzazione presentate fino allestate 2026.

Alcuni degli investimenti di spicco includono:

  • La Cloud Region sviluppata da Tim e Google nelle aree di Rivoli, Settimo Torinese e Moncalieri;
  • Lhyperscale di Caselle, realizzato da Hines, con un investimento intorno a 500 milioni di euro su una superficie di 150.000 mq;
  • Il progetto di riconversione dellex acciaieria Lucchini di Settimo (investimento previsto: 5 miliardi di euro);
  • La riqualificazione dellarea ex Pininfarina a Grugliasco, con potenza stimata fino a 200 Mw;
  • Acquisti di centrali idroelettriche nellarea torinese da parte di operatori come Aruba, con lobiettivo di fornire energia ai propri hub;
  • Presenza e sviluppo di nuovi hub da parte di societ quali Rai Way, Bbbel, CSI e Asja Ambiente.

Piemonte offre una trasformazione delle ex aree industriali in fabbriche digitali dedicate ai dati, dimostrando una capacit di conversione in linea con le esigenze dellAI e delle nuove tecnologie. I big del settore hanno individuato negli hub piemontesi una strategia per posizionarsi come attori primari nella transizione digitale italiana e per sfruttare la vicinanza con Milano e lEuropa continentale.

Fattori chiave che attirano gli investitori nel territorio piemontese

Lanalisi dei principali elementi di attrattivit permette di individuare diversi driver di sviluppo che hanno trasformato larea piemontese in un magnete per i nuovi capitali:

  • Disponibilit di aree dismesse e industriali riconvertibili, gi dotate delle principali infrastrutture di collegamento e spesso vicine a sorgenti idriche fondamentali per il raffreddamento dei server;
  • Presenza di competenze accademiche e tecniche qualificate grazie agli atenei torinesi e ad un solido ecosistema digitale regionale;
  • Incentivi normativi e politiche regionali favorevoli alla trasformazione tecnologica e alla riduzione del consumo di suolo vergine, con preferenza verso siti gi impermeabilizzati;
  • Collegamento diretto con la Lombardia, che consente sinergie logistiche e facilitazioni per le societ che gi operano nellhinterland milanese;
  • Opportunit di sfruttare fonti rinnovabili locali e sistemi di teleriscaldamento per ridurre i costi operativi complessivi e contribuire agli obiettivi europei di sostenibilit;
  • Bassi costi relativi allacquisizione di aree e immobili rispetto alle zone pi urbanizzate.

Le istituzioni regionali, anche tramite la collaborazione con il governo nazionale, stanno favorendo processi autorizzativi pi rapidi, aumentano la sicurezza giuridica per gli investitori internazionali e si mostrano sensibili alle richieste di trasparenza e coinvolgimento degli stakeholder locali, come previsto dalle consultazioni pubbliche in corso.

Impatto energetico e ambientale: sfide e limiti delle infrastrutture cloud

Lespansione dei data center nel Nord-Ovest solleva questioni ambientali di grande rilevanza. Il consumo energetico rappresenta il problema pi sentito: i centri dati ad alta potenza possono raggiungere assorbimenti equivalenti a quelli di intere citt (un singolo impianto da 200 Mw si avvicina ai consumi di Torino) e costituiscono uno dei dossier chiave dellenergia nazionale.

Non meno importante il consumo di acqua: tra i principali operatori internazionali si rileva un uso annuo che pu superare i 9 miliardi di litri, con impatti locali, se non attentamente regolamentato. Le criticit ambientali pi rilevanti includono:

  • Alto assorbimento di energia elettrica e pressione sulla rete;
  • Consumo idrico potenzialmente elevato nelle strutture pi grandi;
  • Impatto su suolo, ecosistemi e qualit della vita delle comunit circostanti;
  • Necessit di gestire il calore di scarto e di provvedere a sistemi di teleriscaldamento efficienti;
  • Possibili effetti di inquinamento luminoso e rumoroso.

Le strategie proposte per limitare questi impatti vanno dalla valorizzazione del calore residuo, da destinarsi al riscaldamento di scuole e ospedali, allutilizzazione di sistemi di raffreddamento a circuito chiuso e con gel refrigerante, che minimizzano il consumo di acqua. La legge piemontese, come anche quella lombarda, disciplina inoltre linsediamento evitando nuovo consumo di suolo e privilegiando il recupero di strutture gi esistenti.

La nuova legge regionale: regolamentazione, sostenibilit e consultazione pubblica

Il crescente interesse del mercato pubblico e privato ha spinto la giunta regionale piemontese a mettere a punto una normativa dettagliata per regolare laccesso e la sostenibilit dei nuovi data center. La proposta di legge, attualmente in discussione, introduce elementi innovativi dal punto di vista della regolamentazione:

  • Divieto di conversione di aree agricole per ospitare i data center, privilegiando suoli dismessi o gi impermeabilizzati;
  • Tutela dellassetto idrogeologico e individuazione di categorie di aree: preferenziali, di repulsione, di esclusione;
  • Obbligo di investimenti su fonti rinnovabili per sostenere i consumi e contribuire agli obiettivi 2030 in materia denergia;
  • Richiesta di implementazione di sistemi di raffreddamento a basso consumo idrico;
  • Previsione di oneri compensativi destinati alla riqualificazione urbana e ambientale;
  • Procedimento autorizzativo semplificato, differenziato in base alla potenza degli impianti, con consultazione pubblica obbligatoria per assicurare trasparenza e coinvolgimento dei soggetti interessati.

Questa normativa si ispira a quanto gi fatto in Lombardia, ma integra richieste di maggiore valutazione ambientale e sanitaria da parte di comitati locali e di forze politiche attente agli effetti a lungo termine delle nuove installazioni. Importante averli sul nostro territorio, ma non devessere una giungla, sottolinea lassessore regionale allAmbiente, Matteo Marnati.

Levoluzione della mappa dei data center e il ruolo strategico del Piemonte nel Nord Italia

Lespansione piemontese segna una nuova fase nella mappa nazionale delle infrastrutture digitali, contribuendo a diversificare un settore che fino a poco tempo fa era fortemente polarizzato su Milano e il suo hinterland. La scelta strategica di riqualificare fabbriche e impianti industriali dismessi, in modo connesso al resto dEuropa e rispettando criteri ambientali stringenti, posiziona il Piemonte come snodo fondamentale tra le regioni settentrionali e il fulcro di un possibile distretto cloud del Nord Italia.

Questa centralit confermata dalla presenza delle principali societ globali che, nel favorire le sinergie con universit, settore pubblico e altri stakeholder, contribuiscono a rafforzare il posizionamento competitivo dellarea rispetto a potenziali cluster in Emilia-Romagna e Veneto. Il Piemonte, grazie anche al supporto della legislazione regionale e allattenzione ai temi ambientali, riesce cos a proporsi come modello di riferimento per lo sviluppo dei centri dati; un modello che, tramite dialogo con il governo centrale e iniziative di regolazione trasparente, potrebbe essere replicato in altri territori nazionali.

Vantaggi economici e ricadute occupazionali per la regione

Lattrazione di investimenti nellarea piemontese genera ricadute economiche significative e nuove opportunit di lavoro. Gli analisti stimano che il comparto abbia gi un valore superiore a 37 miliardi di euro, con ulteriori margini di crescita nei prossimi anni. Ogni nuovo impianto comporta:

  • Creazione di posti di lavoro diretti (personale operativo, manutenzione, ingegneri informatici);
  • Indotto locale tramite la filiera delle costruzioni, dei servizi energetici, della sicurezza e della ristorazione;
  • Percorsi di formazione specialistica in collaborazione con atenei e ITS territoriali;
  • Recupero di aree abbandonate, che si traducono in incremento del valore immobiliare e innalzamento dellattrattivit per ulteriori investimenti digitali.

I progetti pi rilevanti prevedono team dedicati di 50-60 dipendenti per ciascun data center, con impatti sociali positivi sia sul fronte occupazionale, sia su quello della coesione tra universit e sistema produttivo regionale. La presenza di server per il cloud italiano garantisce inoltre una maggiore disponibilit di dati e risorse strategiche sul territorio, favorendo la sicurezza nazionale e la competitivit delle imprese locali.

Criticit e prospettive future: Nodo energia, costi e sviluppo sostenibile

Lulteriore evoluzione del territorio piemontese come hub digitale comporta una riflessione obbligata sullassetto energetico. Al netto delle richieste gi pervenute, evidente che il soddisfacimento di tutta la domanda attuale richiederebbe un aumento consistente della produzione locale di energia, che si stima dovrebbe almeno triplicare per coprire anche solo la met dei progetti ipotizzati.

Le sfide da affrontare includono:

  • Aumento dei costi energetici, in un Paese che gi sconta tariffe pi alte rispetto al resto dellEuropa;
  • Gestione efficiente delle infrastrutture di rete, per scongiurare blackout e limitare la pressione sulla distribuzione elettrica regionale;
  • Adozione di sistemi sempre pi avanzati per il riciclo del calore e la minimizzazione dei consumi idrici;
  • Tutela delle risorse idrogeologiche e limitazione delloccupazione di nuovo suolo.

Il nodo energia resta particolarmente sensibile: secondo quanto riferito dagli esperti del settore, il 70% dei costi dei data center deriva dalla bolletta elettrica, mentre il reperimento di fonti rinnovabili diventa condizione necessaria per assicurare la sostenibilit del settore. in corso il dibattito tra amministrazioni locali, governo nazionale e operatori su come rendere il modello piemontese realmente replicabile, sostenibile e salubre per le comunit locali.

Lascesa del Piemonte quale secondo polo nazionale nella mappa italiana dei data center rappresenta un cambio di paradigma sia per la regione sia per tutto il Paese. Se da un lato la densificazione degli investimenti tecnologici offre grandi opportunit economiche e prospettive di crescita nellambito dellintelligenza artificiale e della digitalizzazione produttiva, dallaltro emergono nuove urgenze inerenti alla gestione sostenibile delle risorse ambientali ed energetiche. Una strategia regolatoria attenta e un dialogo costante con i diversi attori territoriali appaiono oggi come le uniche vie per armonizzare sviluppo e tutela del territorio, rafforzando il ruolo della regione come laboratorio nazionale dinnovazione e sostenibilit nelleconomia dei dati.

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