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Il Nobel per la Fisica 2026 celebra Halzen e gli studi sui neutrini cosmici. Al centro c IceCube, il rivelatore che intercetta queste particelle quasi invisibili e apre una finestra sulluniverso pi estremo.
Il Premio Nobel per la Fisica 2026 stato assegnato a Francis Halzen, fisico belga di 82 anni, per aver trasformato i neutrini cosmici da particelle misteriose in messaggeri che rivelano fenomeni estremi nell’universo.
Il Nobel 2026 e il suo protagonista
Nato a Tienen nel 1944 e professore all’Universit del Wisconsin-Madison, Halzen ha ricevuto il riconoscimento “per i contributi decisivi all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta dei neutrini ad alta energia di origine astrofisica“. L’Accademia svedese delle Scienze ha sottolineato come la sua intuizione di utilizzare il ghiaccio antartico per catturare queste particelle abbia creato un nuovo capitolo dell’astronomia. Il premio ammonta a 12 milioni di corone svedesi, circa 1,2 milioni di dollari.
Come IceCube rileva particelle quasi invisibili
I neutrini interagiscono debolmente con la materia, attraversandola senza lasciare traccia. Per rilevarli, IceCube riempie un chilometro cubo di ghiaccio antartico con 5.160 sensori di luce distribuiti su 86 cavi. Quando un neutrino colpisce un nucleo atomico nel ghiaccio, produce un lampo di luce che i sensori catturano. Questo metodo, proposto da Halzen nel 1988, sfrutta i vantaggi del Polo Sud:
- oscurit costante a grandi profondit,
- assenza di interferenze biologiche
- e stabilit geologica.
Completato nel 2011, l’osservatorio ha catturato i primi neutrini ad alta energia nel 2018, confermando che queste particelle provengono da eventi cosmici molto lontani dal nostro sistema solare.
Da rivelatore a finestra sull’universo estremo
IceCube ha aperto una nuova via per studiare fenomeni astrofisici estremi: i neutrini possono affiancare l’osservazione della luce e offrire indizi sull’origine dei raggi cosmici e sui processi che accelerano le particelle.
- Le rilevazioni aiutano a indagare le condizioni in cui si formano i neutrini.
- Il confronto con altri segnali astronomici pu contribuire a identificare le sorgenti cosmiche e a comprenderne i meccanismi.

