Bagnoli, scuola e partecipazione. Lettera degli studenti alla loro preside

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Bagnoli, scuola e partecipazione. Lettera degli studenti alla loro preside
(disegno di ottoeffe)

La scorsa settimana si è tenuto a Bagnoli un incontro alla Porta del Parco tra i dirigenti della struttura commissariale governativa, al cui vertice c’è il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, e le delegazioni (dirigenti scolastici, presidenti del consiglio di istituto, rappresentanti degli studenti) di alcune scuole del quartiere. L’incontro si inserisce nella recente strategia dell’ente che promuove dei presunti momenti di partecipazione, incontri che in realtà sono meramente informativi, tanto più che avvengono svariati mesi dopo la ratifica di tutti gli accordi per l’organizzazione dell’America’s Cup, che hanno comportato uno stravolgimento dei piani urbanistici comunali e persino la modifica di una legge dello Stato. 

Durante quest’incontro una studentessa del liceo Gentileschi ha preso la parola e ha fatto notare ai presenti tutta l’ipocrisia insita in questo tipo di operazione, solidarizzando anche con i rappresentanti di un altro liceo del quartiere, l’Arturo Labriola, che avevano deciso di non partecipare alla messa in scena organizzata dalla struttura commissariale. Qualche giorno dopo la preside del liceo e il suo presidente del consiglio di istituto (che guarda caso è un consigliere di municipalità del Movimento Cinque Stelle) si sono sentiti in dovere di scrivere al sindaco-commissario Manfredi per specificare ciò che si capiva benissimo dall’intervento della studentessa, e cioè che a “boicottare” l’incontro erano stati soltanto gli studenti del Labriola, e non loro due. La lettera della preside e del consigliere è un capolavoro di arroganza, e mostra tutta la capacità del mondo adulto nello sminuire i posizionamenti, le idee, i ragionamenti dei più giovani. Non vorremmo beccarci una querela, e quindi per motivi di privacy non la pubblichiamo. A seguire trovate invece la risposta dei rappresentanti di istituto del Labriola, decisamente più onesta e interessante.  

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All’attenzione del Dirigente Scolastico Nunzia Mallozzi
e del Presidente del Consiglio di Istituto Sergio Lomasto.

Gentilissimi,

vi scriviamo in merito alla Pec da voi inviata al Commissario per la bonifica e la rigenerazione del Sin Bagnoli-Coroglio, professor Gaetano Manfredi, in riferimento al “boicottaggio” della riunione dello scorso mercoledì presso la Porta del Parco da noi attuato. In qualità di rappresentanti di istituto ci sembra surreale dover precisare che la scelta di non partecipare alla riunione riguardava la componente studentesca invitata, e non la dirigenza dell’istituto, che non ha presenziato interamente per altri motivi. Sarebbe bastato, sul momento, che il dirigente scolastico presente alla riunione si palesasse per evitare ogni possibile malinteso.

Preso atto della presa di posizione del dirigente scolastico e del presidente del consiglio di istituto, espressa chiaramente nella Pec, sentiamo che è tempo di manifestare chiaramente le nostre posizioni riguardo alle dinamiche sviluppatesi intorno alla America’s Cup, posizioni che sono frutto di interazioni con esperti dello studio del territorio e della nostra attività nel quartiere. Dichiariamo inoltre di rivendicare e appoggiare pienamente l’intervento della nostra collega del liceo Gentileschi, subdolamente attaccata nella vostra lettera, con cui noi stessi ci siamo confrontati in vista della riunione.

Non crediamo affatto che il cantiere per la Coppa America consista anche in una riqualificazione di Bagnoli. Infatti, la cementificazione del territorio tomba decenni di promesse di una vera bonifica, che, di fatto, non sta avvenendo in toto. Peraltro, comprendiamo il motivo per cui ciò si tratta di un inganno: non solo la gestione del cantiere è affidata ad un consorzio di imprese per duecento quaranta milioni di euro, una somma superiore a quella impegnata per lavori simili, ma l’assenza di una gara pubblica, come per i lavori per il ponte sullo Stretto di Messina, consiste in una grave violazione del codice degli appalti. Tali dinamiche, che ricordano la criminale ricostruzione post-sismica degli anni Ottanta, sono le prime che ci portano a diffidare dell’azione di bonifica e a credere che il vero fine dei lavori sia, purtroppo, l’arricchimento di privati.

Inoltre, da decenni Bagnoli ha sperato in una vera riqualificazione al fine di realizzare un bosco, una spiaggia pubblica e un parco, spazi sociali per la comunità del quartiere. Quaranta anni di promesse e di progetti, e altrettanti di “no” dallo Stato: spese eccezionali, rimozione complessa di materiale inquinante… Eppure, alla prima occasione di arricchimento dei privati, ogni cosa diventa possibile. Certamente siamo a conoscenza dei fondi stanziati per il cantiere; tuttavia, riteniamo che tale disponibilità dovesse già essere disposta per le richieste cittadine degli scorsi decenni: la riqualificazione di Bagnoli è una necessità prima, e ciò non può dipendere da speculazioni economiche.

Lo stesso discorso vale per la messa in sicurezza del quartiere afflitto dal bradisismo, una rilevante necessità del territorio, senza vie di fuga efficaci e supporto economico reale per gli sfollati o per chi vive in un edificio pericolante. Non è possibile che si aspetti l’occasione d’oro dei privati per la sicurezza di Bagnoli. Sempre se la America’s Cup sarà veramente di giovamento per il quartiere. Sappiamo anche che l’area della colmata, così come i territori limitrofi, è considerata zona rossa per il bradisismo. In virtù di tale catalogazione, non è possibile per legge costruire in cemento, e tale controsenso rivela ancora di più l’ipocrisia dei lavori in atto.

Ai nostri occhi pare che il benessere dei cittadini non sia il primario interesse del Comune, della Città Metropolitana e dello Stato. Altrimenti, non si spiegherebbe neanche l’alto tasso delle dannose polveri sottili nell’aria, vero e proprio veleno. La legge stabilisce un limite di 50 microgrammi, ma sono state registrate punte drammatiche (per esempio, alle 7.00 di mattina del 3 febbraio, ben 300 microgrammi di polveri sottili minacciavano la salute dei cittadini). Tali polveri sono innalzate anche dai camion trasportatori di materiale tossico, poiché esse si attaccano alle ruote, diffondendole maggiormente. I camion, inoltre, sono  protagonisti, ultimamente, di danneggianti delle strade: non solo sono state aperte diverse buche, ricoperte in fretta e furia al punto che alcune di queste si sono riaperte; ma anche una fognatura, ieri sera, è stata danneggiata. Queste sono le strade su cui camminiamo, sulle quali guidiamo, e la loro pericolosità ci colpisce direttamente. Ciò dimostra ancora di più la poca attenzione al benessere cittadino, che dovrebbe essere il primario interesse di chi governa.

Per tutti questi motivi, diversi studenti del liceo scientifico statale “Arturo Labriola” sono contrari ai lavori per l’ America’s Cup. E, in virtù di ciò, la delegazione studentesca invitata alla riunione di mercoledì ha deciso di boicottare l’evento. Infatti, riteniamo che questa non fosse un’occasione di dialogo, in cui noi crediamo, così come espresso dalla D.S. e dal presidente del C.I. nella Pec; bensì in un evento di propaganda e indottrinamento: tutte le decisioni sono state già prese, tanto è vero che persino il prefetto di Napoli ha spiegato che qualsiasi interruzione dei lavori sarebbe impossibile perché ci sono i contratti firmati con le ditte che stanno lavorando le dinamiche sono chiare. Perciò, la riunione non consisteva per nulla in evento di “confronto, dialogo e partecipazione”, valori dall’istituto promossi come si legge nella Pec.

Esprimiamo fortemente il nostro scetticismo nei confronti delle scelte sindaco Manfredi: egli dovrebbe intervenire bloccando i lavori, invece di persistere nel parlare e nel nascondere ciò che sta realmente avvenendo. In particolare, facciamo riferimento all’assenza di trasparenza riguardo ai lavori del cantiere, che preoccupa la popolazione del quartiere e noi stessi. La “libertà di espressione”, come citato nella Pec, non è all’ordine del giorno della Città Metropolitana. Infatti, il 6 febbraio, nell’Istituto Rossini, si è tenuto un incontro tra studenti del territorio, tra i quali figuravano i membri di due classi del nostro liceo, e esponenti della politica e dell’istruzione, riguardo alla sicurezza interna agli edifici scolastici. Dopo il lungo intervento delle cariche pubbliche, gli ultimi venti minuti sono stati riservati, finalmente, agli studenti. Vi è forse stato qui forse il “pluralismo di idee” rivendicato nella Pec?

In chiusura di questa mail e coerentemente con tutto ciò che è stato espresso, dichiariamo la nostra adesione alle azioni della comunità bagnolese e della Rete no America’s Cup, rivendicando dunque la nostra iniziativa di boicottaggio della riunione di mercoledì. Che sia da monito: Bagnoli non è in vendita! Alla luce della nostra presa di posizione, speriamo in un dialogo con D.S e presidente del C.I., auspicando in una collaborazione. Suggeriamo, dunque, un incontro-dibattito, nell’aula magna della scuola, tra il sindaco-commissario e tre esperti da noi proposti in ambiti ambientale, amministrativo-politico e giuridico.

Sperando in un vostro riscontro vi porgiamo distinti saluti,

I rappresentanti di Istituto:
Alessandro Cauteruccio
Luca Passetto
Bruno Cavallini
Francesco Morelli

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