Antonio Conte non parla alla stampa prima delle partite di Serie A da 134 giorni. Un silenzio che pesa sulla comunicazione del suo Napoli.
Conte e il silenzio stampa: 134 giorni senza conferenze pre-partita in Serie A
L’ultima volta che Antonio Conte si è seduto davanti ai microfoni alla vigilia di una partita di Serie A risale alla vigilia di Torino-Napoli. Da quel giorno sono trascorsi 134 giorni, un silenzio lungo e pesante che ha trasformato la comunicazione del club azzurro in un rebus quotidiano. Nessuna conferenza stampa pre-partita, nessuna parola diretta del tecnico salentino ai media italiani prima dei match di campionato. Una scelta precisa della società, che ha di fatto blindato Conte in una bolla comunicativa sempre più ermetica.
Napoli, il problema comunicazione: infortuni, formazioni e obiettivi nell’ombra
Le conseguenze di questo muro di silenzio sono concrete e quotidiane. Senza le conferenze stampa di Conte, giornalisti e tifosi perdono una fonte primaria e insostituibile di informazioni. Gli aggiornamenti sugli infortuni diventano indiscrezioni, le scelte tattiche restano un mistero fino al campo, gli stati d’animo del tecnico si leggono solo attraverso le sue espressioni in panchina. Le curiosità restano senza risposta, gli obiettivi dichiarati spariscono dall’agenda pubblica. In un calcio moderno dove la comunicazione è parte integrante del gioco, il Napoli ha scelto deliberatamente di sottrarsi al dibattito.
Nascondiglio o strategia? Il silenzio di Conte divide tifosi e addetti ai lavori
C’è chi lo difende come una scelta di concentrazione e chi lo critica come un atto di chiusura nei confronti del mondo esterno. Ma al di là delle interpretazioni, il dato resta: 134 giorni di silenzio pre-partita in Serie A rappresentano un caso quasi unico nel calcio italiano. Un vuoto di comunicazione che alimenta speculazioni, fraintendimenti e distanza tra il club e la sua stessa piazza. Il Napoli zoppica, ma non racconta. E qualcosa, inevitabilmente, si perde.

