Conte-Italia, il podcast di Di Marzio: “Difficile toglierlo ad ADL. Ricordate Spalletti?”

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Conte-Italia, il podcast di Di Marzio: “Difficile toglierlo ad ADL. Ricordate Spalletti?”

Nel suo podcast, ‘Caffè Di Marzio’, il giornalista di Sky Sport Gianluca Di Marzio parla del futuro della panchina dell’Italia

Nel suo podcast per il network di Tuttomercatoweb.com, ‘Caffè Di Marzio’, il giornalista di Sky Sport Gianluca Di Marzio parla del futuro della panchina dell’Italia. Si fa anche il nome di Conte, attuale allenatore del Napoli, e lui lo commenta così. “Chi vuole essere CT, chi vuole essere commissario tecnico: non è il nuovo gioco del calcio italiano, ma è sicuramente una delle scelte più importanti che dovranno essere prese per il nostro calcio.

I nomi di queste ore sono quelli di Roberto Mancini, che aveva già dato disponibilità a tornare quando ci fu il divorzio con Spalletti, l’ultimo allenatore ad aver vinto un trofeo importante per la nostra nazionale; Massimiliano Allegri, che rappresenterebbe la simbiosi perfetta per il ruolo di CT, perché ha affidabilità, esperienza, ironia e brillantezza: è un super gestore e probabilmente sarebbe il massimo, adesso, per la nostra nazionale avere uno come lui in panchina. Detto che ha un contratto con il Milan, così come Antonio Conte ha un contratto con il Napoli, non sarà facile evidentemente strapparli a De Laurentiis, un po’ come accadde ai tempi di Spalletti, sempre con De Laurentiis: ricorderete poi come finì quella situazione, con strascichi anche giudiziari.

A me piacerebbe personalmente anche Vincenzo Montella che, devo dire, in questo suo ruolo da CT con la Turchia, con tante pressioni in un ambiente difficile e delicato, è riuscito a fare un lavoro straordinario. Ma, a prescindere da chi sarà il CT, secondo me la scelta più importante sarà a chi affidare il percorso di ricostruzione del nostro calcio: il nuovo presidente della Federazione, che possa essere Malagò o un altro, per carità. Sì, ma serve la figura di un ex calciatore. Bisogna, secondo me, iniziare a cercare di cambiare un po’ l’assetto: da presidente di Federazione a progetto federazione. Un progetto che preveda la presenza di chi, sul campo, ha dato e ha dimostrato di sapere cos’è il calcio e come cercare di cambiarlo.

Quindi, che sia Billy Costacurta, che tra l’altro conosco molto bene e che ha già dato un contributo importante quando fu chiamato nel periodo del commissariamento, con la scelta appunto di Mancini e delle seconde squadre, o che sia un Beppe Bergomi o addirittura i Maldini, Baggio, Del Piero: insomma, figure che sarebbero insindacabili e che rappresenterebbero un surplus per il nostro calcio. Una presenza davvero importante che possa dimostrare che il ciclo dell’Italia è un ciclo nuovo e può essere un ciclo vincente.

Serve quindi una figura di questo tipo, che possa portare delle idee e poi, al fianco di questa persona di calcio, chi possa invece realizzarle queste idee, chi possa portare avanti determinate riforme per il nostro calcio e attuarle concretamente.

Quindi va bene chiedersi chi vuole essere il CT, ma serve adesso soprattutto chi possa sceglierlo questo CT e chi possa creare i presupposti perché il nostro calcio possa e debba cambiare. Serve una figura di campo, una figura che possa davvero dimostrare che il nostro calcio sta prendendo una nuova via”.

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