Jean Butez si è fermato a margine della serata per rispondere alle domande dei giornalisti presenti, tra cui quelle di TMW.
Premiato come uno dei due migliori giocatori lariani della stagione dal “Club Como – Passione Azzurra” durante l’evento allo Yacht Club sulle rive del Lago, Jean Butez si è fermato a margine della serata per rispondere alle domande dei giornalisti presenti, tra cui quelle di TMW.
Il gioco del Como, le abitudini e il sogno europeo
Parlando del suo modo di interpretare il ruolo e delle richieste tattiche, Butez ha spiegato: “Gli schemi sul rinvio lungo? L’ho già fatto tanti anni fa con le giovanili del Lille in Francia, giocavamo così. Ho perso un po’ questo tipo di calcio quando ero in Belgio, ma adesso con lo staff di Fabregas mi hanno detto di farlo ancora di più e abbiamo creato un automatismo. Quasi sempre da 20 metri della prima linea difensiva, è normale per noi. Viene con il tempo e con il lavoro, lavoriamo”.
Alla domanda se il Como sia tra le poche squadre a proporre questo stile, ha risposto: “Magari sì, è il nostro stile di gioco che è un po’ diverso”.
Sull’obiettivo europeo e sull’ambiente in squadra, ha aggiunto: “Sì, il mister parla sempre di fare la storia del Como, della città. Fa molto per il calcio. Sentiamo molto non una pressione, ma una buona allegria per andare al campo per fare tutto. E meglio. Per andare a fare le coppe europee”.
Ripensando invece a una sua parata significativa, ha ricordato: “Sì, l’abbiamo vista anche questa sera, quindi assolutamente questa”.
Fuori dal campo, il portiere ha rivelato: “Andare al Lido di Faggeto. Una spiaggia un po’ privata con poca gente. Quando siamo liberi e con la famiglia ci piace andare lì”.
Nazionale, compagni e identità di gioco
Sul tema Nazionale e Mondiale ha commentato: “Sì, lui parla bene di me, però ha già tre portieri. Adesso vediamo cosa succederà nella lista tra 10 giorni, ma penso che resterà con lo stesso gruppo. Chevalier infortunato? Sì, ma ne hanno un altro che conosce già il gruppo. Vediamo, dovesse accadere sarò il più contento”.
Parlando del compagno Diego Carlos, ha sottolineato il suo valore: “Sì, per me lui è un animale. Ovviamente ha un grande fisico ed è un uomo grande. Parla bene francese, giocava in Francia prima. Sta facendo molto bene, lui è importante per la squadra, però vogliamo che sia con noi l’anno prossimo. Non è il nostro lavoro decidere questo, però mi farebbe piacere”.
Infine, sulle parole di Antonio Conte e sullo stile di gioco del Como, ha concluso: “Sempre bello sentire queste cose da un allenatore come Conte. Sono qui perché Fabregas ha visto qualcosa di differente da altri in Europa e in Italia con i piedi. Anche con le letture di gioco. Ho lavorato e imparato molto con lui, mi piace giocare in questa squadra, è proprio bello vedere fare quello che facciamo con questi ragazzi”.
E alla domanda sulla pressione quando imposta il gioco, ha risposto: “Sì, lo sento, per me però è buono. Vedere che abbiamo fatto bene rischiando è giusto. Vivo per questo, per questa adrenalina e il rischio giusto. A volte sì, è un po’ rischioso, nello stadio si capisce”.

