
Il Grido del Popolo è un progetto editoriale di MULTI – Sindacato Sociale, che raccoglie testimonianze di vita e di lotta sotto forma di scritti, fotografie, video e altre forme espressive. “Ogni racconto – scrivono i curatori presentando il progetto sul loro sito – è parte di ciò che vive una persona, che a sua volta è collegato al vissuto di tante altre. […] Il secondo grido di questo volume de Il Grido del Popolo è il racconto in prima persona di un lavoratore della logistica e della sua esperienza in un’azienda in appalto ad Amazon. Come nella storia di Pinocchio, che viene sfruttato dal Gatto e la Volpe, queste aziende sfruttano la fiducia e l’obbedienza dei lavoratori per scaricare su di loro la responsabilità. Ma da dentro la pancia della balena, possiamo organizzarci per pretendere di essere trattati come persone, non come numeri su un dispositivo e non accontentarci di poco, perché se il nostro lavoro vale cento, noi dobbiamo pretendere cento”.
Riproponiamo questa testimonianza pubblicata sul Grido qualche giorno fa.
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Sono arrivato a lavorare per Oriente Trasporti quasi per caso. Un giorno sotto casa mia qualcuno aveva lasciato una bag di Amazon con delle consegne dentro. Io facevo già il corriere, così l’ho presa e l’ho portata al magazzino di riferimento. Quando sono arrivato ho detto: «Se cercate qualcuno, io cerco lavoro. Faccio già il corriere, ma voglio cambiare». Mi hanno chiamato per un colloquio. Mi dissero che ero piaciuto come persona e come lavoratore, che le probabilità di essere assunto erano buone. Il contratto all’inizio sarebbe stato a scadenza, ma c’erano possibilità di rinnovo.
In quel momento io avevo già un contratto a tempo indeterminato, portavo farmaci alle farmacie. Però mi dissero che lì avrei lavorato meno e guadagnato di più. Mi parlarono di cento euro al giorno, tredicesima, ferie, permessi, trasferte, spesso lavorando tre o quattro giorni alla settimana. Sembrava una buona occasione. Io nella vita ho fatto trent’anni il barista, poi il corriere dei farmaci. Il massimo che avevo guadagnato erano mille e settecento euro al mese lavorando sette giorni su sette per un mese di fila. Così ho deciso di provare. E poi diciamolo: Amazon è un nome che riempie la bocca. Ti incuriosisce. Mi avevano detto che i ritmi erano alti, ma che per loro contava più la qualità del lavoro che la quantità. Questa cosa me l’hanno ripetuta fino a poco prima di essere licenziato.

