Il calcio cambia in fretta, così come è cambiato l’allenatore del Napoli: da Napoli a Conte
Un anno fa sembrava quasi un obbligo. Una tentazione troppo forte per rinunciarci, un argomento destinato ad accompagnare ogni conferenza stampa, ogni formazione e ogni dibattito sul Napoli: come si fa a tenere fuori uno dei Fab4? E soprattutto: perché non provare a farli giocare tutti insieme? Una tentazione a cui non era sfuggito neanche Antonio Conte, che più volte si era ostinato a proporli tutti assieme. Dodici mesi dopo, quella domanda sembra appartenere a un’altra epoca
De Bruyne, Anguissa, Lobotka, McTominay: c’erano una volta i Fab4
Il calcio cambia in fretta, così come è cambiato l’allenatore del Napoli: da Napoli a Conte. Quella dei Fab4 era diventata una delle definizioni più affascinanti del Napoli: quattro giocatori offensivi, quattro potenziali protagonisti, quattro centrocampisti di prima fascia da mettere contemporaneamente a disposizione della squadra: Lobotka, McTominay, Anguissa e De Bruyne. L’idea era semplice e suggestiva: aumentare il talento in campo per aumentare automaticamente la pericolosità, poi gli infortuni hanno scritto una storia differente. Di cui, ormai, nessuno parla più, nonostante siano rimasti tutti in rosa.

