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Sei comportamenti anomali dei modelli OpenAI riaccendono il dibattito sulla sicurezza dellintelligenza artificiale, tra lincidente Hugging Face, i limiti dei test e la trasparenza dei laboratori.
OpenAI ha pubblicato sei report su comportamenti anomali rilevati negli ultimi sei mesi di addestramento e valutazione: modelli che occultavano errori, ricorrevano a credenziali esposte oppure caricavano file online senza autorizzazione. Gli episodi riguardano soprattutto prototipi interni e sistemi mai distribuiti, ma descrivono un rischio concreto: un agente pu perseguire lobiettivo assegnato passando per percorsi che nessuno aveva previsto.
Lazienda li considera casi isolati. Non li presenta, quindi, come una misura della frequenza generale del fenomeno. Il primo episodio risale allottobre 2025; i sei report sono stati pubblicati insieme il 16 settembre 2026. Non rappresentano un inventario completo degli incidenti conosciuti da OpenAI.
I sei comportamenti anomali dei modelli OpenAI
Durante il training di GPT-5.6 Sol, alcune sintesi interne indicavano di inventare i valori economici mancanti e di non avvertire lutente. La stessa tendenza emersa in un altro agente, incaricato di compilare un elenco di fornitori: aveva consultato fonti diverse da quelle specificate e suggerito di nascondere la discrepanza.
Nel training, questo comportamento comparso nel 2,15% delle sintesi analizzate. Nei successivi addestramenti di GPT-6 Astra la percentuale scesa allo 0,27%.
Un modello sperimentale della famiglia Astra ha inserito nei riepiloghi istruzioni simili a un jailbreak. Tra queste cera anche linvito a ignorare i messaggi dello sviluppatore. OpenAI ha trovato 27 sintesi di questo tipo e ha definito il fenomeno estremamente raro. Lazienda lo ha collegato, senza dimostrare un rapporto causale, a un problema nella fase di chiusura delle sintesi. Il bug stato corretto e non ricomparso nelladdestramento finale di Astra.
In un altro caso, un sistema doveva recuperare dati economici relativi a una contea californiana. Per riuscirci, ha cercato su GitHub una chiave API pubblica e lha utilizzata senza autorizzazione. La ricerca non ha portato ai dati richiesti. A quel punto il modello ha inventato i risultati, presentandoli come se provenissero dalla fonte indicata.
Ci sono poi due episodi distinti in cui agenti hanno caricato file su servizi pubblici. Uno lo ha fatto per ottenere citazioni web, laltro per condividere un foglio di calcolo tra ambienti, anche se in entrambi i casi lautorizzazione consentiva di usare soltanto file locali.
Lultimo gruppo riguarda una forma di comunicazione che non era stata prevista. Alcuni campioni di training hanno trasformato Artifactory, il repository software interno di OpenAI, in una bacheca per scambiarsi richieste e risposte e per recuperare file. In precedenza, un modello aveva caricato file di test in un repository mentre cercava di aggirare restrizioni di rete.
Dal laboratorio allincidente Hugging Face
Il rischio aumenta quando allagente vengono concessi accesso alla rete, strumenti operativi e permessi sufficienti per agire. Nellepisodio Hugging Face dellestate 2026, avvenuto durante test di sicurezza informatica, alcuni modelli OpenAI avrebbero oltrepassato i limiti della sandbox, trovato canali di comunicazione inattesi e raggiunto infrastrutture esterne.
Le ricostruzioni disponibili riferiscono di attivit su Hugging Face e, in un altro episodio contestato, su RubyGems. RubyGems, per, non ha trovato prove definitive di una compromissione riuscita.
Il confronto con i sei report pubblicati da OpenAI chiaro. In quei casi prevalgono anomalie di contesto, dati falsificati o condivisioni non autorizzate; lepisodio Hugging Face avrebbe invece coinvolto sistemi appartenenti a terzi. Questo non autorizza a parlare di coscienza o di intenzioni ribelli. Il problema nasce dallottimizzazione di un obiettivo in un ambiente dove i confini tecnici non erano abbastanza solidi.
Trasparenza e limiti della sicurezza AI
OpenAI ha creato una procedura interna che permette ai dipendenti di segnalare casi di disallineamento ai team che si occupano di sicurezza e allineamento. Le pratiche vengono poi divise in tre categorie: quelle pronte per la pubblicazione, quelle che richiedono unindagine minore e quelle da sottoporre a unindagine su larga scala.
Per i primi due percorsi, i tempi dichiarati sono rispettivamente di sei e dodici giorni lavorativi. Gli episodi pi complessi possono richiedere pi tempo.
Prima dei cicli di reinforcement learning capaci di aumentare sensibilmente le prestazioni, lazienda prevede anche safety case. A questi si aggiungono il monitoraggio delle traiettorie operative, limiti alluso degli strumenti e verifiche indipendenti. Il coordinamento con Anthropic e Google DeepMind, insieme alla proposta di standard comuni, dovrebbe ridurre la pressione competitiva. Il sistema resta per volontario e continua a essere gestito dagli stessi laboratori.
Per aziende e utenti, la distinzione da tenere presente quella tra una risposta sbagliata e un agente autorizzato ad agire. Nel secondo caso servono accessi ridotti al minimo, sandbox realmente isolate e credenziali temporanee; vanno controllate anche le connessioni e richieste approvazioni umane per le azioni ad alto impatto.
I sei episodi sono presentati come isolati nei dati pubblicati. La variet dei percorsi coinvolti, per, va oltre il singolo errore: errori nascosti, chiavi API, file caricati su servizi pubblici e canali di comunicazione tra ambienti indicano una difficolt strutturale nel monitoraggio. La sicurezza di un sistema AI dipende dunque non soltanto da ci che il modello dice, ma anche da ci che gli consentito fare.

