Droni subacquei in campo per la sicurezza dei cavi Internet sottomarini

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Droni subacquei in campo per la sicurezza dei cavi Internet sottomarini

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Sotto gli oceani corre la rete che sostiene Internet: droni subacquei, sonar e navi ne sorvegliano i cavi, individuando i rischi e intervenendo prima che un guasto diventi crisi.

Nella primavera del 2026, unit russe collegate alla Direzione principale per la ricerca in acque profonde, il GUGI, hanno simulato vicino alle Svalbard limpiego di una tecnologia contro i cavi sottomarini. Regno Unito, Norvegia e Stati Uniti hanno seguito i mezzi coinvolti e li hanno affrontati in mare. Lesercitazione non arrivata al termine: nessun cavo stato danneggiato. Il Ministero della Difesa britannico ha reso pubblica loperazione il 9 aprile 2026; altri dettagli sono stati diffusi il 10 settembre dello stesso anno.

Lepisodio chiarisce il limite di una protezione affidata a pattugliamenti occasionali o attivata soltanto dopo un guasto. La nuova difesa passa da una sorveglianza continua, nella quale sensori fissi, navi, droni subacquei, satelliti, centri di comando e software di analisi lavorano insieme. Il rischio non coincide con il sabotaggio deliberato: comprende le attivit nella zona grigia, le navi dalla provenienza o dallidentit poco affidabile, le ancore trascinate sul fondale e i danni accidentali provocati dalla pesca.

La rete sommersa che sostiene Internet

Nel 2025 la rete mondiale in fibra ottica contava pi di 500 sistemi operativi e circa 1,4 milioni di chilometri, secondo la pi recente rilevazione internazionale disponibile per quellanno. Le mappe aggiornate nel 2026 riportano invece oltre 600 cavi attivi o pianificati e pi di 1,5 milioni di chilometri gi in servizio. I numeri non coincidono per una ragione precisa: alcune banche dati includono i progetti futuri, mentre altre conteggiano soltanto i collegamenti operativi.

Su queste infrastrutture viaggiava, nel 2025, oltre il 99% dei flussi internazionali di dati. I punti di convergenza delle rotte sono quindi particolarmente esposti: tra questi ci sono il Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb, il Mediterraneo orientale, i passaggi del Baltico e gli approdi artici. A Bab el-Mandeb, nel 2025, risultavano concentrati quindici cavi. In una strettoia simile, un singolo incidente pu obbligare gli operatori a deviare il traffico verso percorsi pi lunghi e con una capacit inferiore.

Indicatore Valore e anno
Sistemi operativi globali Oltre 500, nel 2025
Lunghezza della rete in servizio Circa 1,4 milioni di km, nel 2025
Flussi internazionali trasportati Oltre il 99%, nel 2025
Guasti legati ad attivit umane Circa l86%, nel 2025

La maggior parte delle interruzioni non deriva, dunque, da unoperazione militare. Nel 2025 le attivit umane, soprattutto la pesca e le ancore che entrano in contatto con il fondale, hanno provocato circa l86% dei guasti. Il controllo deve riuscire a separare in tempi rapidi lincidente dallazione intenzionale. Altrimenti ogni anomalia rischia di diventare, senza motivo, un caso geopolitico.

Droni, sonar e navi nella catena di controllo

Un AUV, cio un veicolo subacqueo autonomo, percorre una rotta programmata e raccoglie dati senza mantenere un collegamento continuo con la superficie. Il ROV rimane invece connesso alla nave attraverso un cavo e viene pilotato da operatori umani; per questo adatto alle ispezioni ravvicinate e alle riparazioni. Nessuno dei due rimpiazza le navi. Ne amplia la capacit, portando sensori e telecamere pi vicino al fondale e contenendo costi e rischi.

I sonar multibeam e side-scan ricostruiscono la forma del fondale. Possono anche mostrare oggetti, scavi, ancore o cambiamenti recenti. Telecamere e sensori acustici aggiungono immagini e tracce sonore; radar, sistemi di identificazione automatica delle navi e informazioni satellitari aiutano a ricostruire il comportamento dei mezzi in superficie.

Nel Baltico questo modello stato sperimentato da Task Force X-Baltic, uniniziativa dellAlleanza Atlantica. Nel giugno 2025 loperazione ha impiegato pi di 70 sistemi aerei, di superficie e subacquei, destinati al pattugliamento, al controllo dei punti di passaggio e alla sorveglianza delle infrastrutture. La disponibilit media ha raggiunto il 75% per otto ore al giorno. Il costo della copertura automatizzata risultato pari a circa un terzo di quello ottenibile impiegando fregate con equipaggio.

Nel 2026 la medesima impostazione stata portata nellArtico con Task Force X-Arctic. Lobiettivo mettere in relazione sistemi senza equipaggio e forze navali tradizionali, lasciando alle persone il controllo delle decisioni operative. Il drone diventa cos un raccordo operativo tra ci che viene rilevato sul fondale e la risposta di una nave o di un centro di comando.

Intervenire prima che il danno diventi crisi

Il primo segnale arriva spesso dai sistemi di rete. Sono loro a rilevare la perdita del segnale e a stimare la posizione del guasto attraverso test ottici. Quella posizione viene poi confrontata dal software con le rotte delle navi, i dati AIS, le immagini satellitari, le condizioni meteorologiche e le registrazioni acustiche.

Unanomalia isolata pu essere compatibile con il passaggio di unancora. Il quadro cambia quando una nave disattiva il sistema di identificazione, rallenta in prossimit del tracciato e ritorna pi volte nella stessa zona. La tecnologia non pu stabilire da sola quale fosse lintenzione dellequipaggio, ma consente di collegare eventi separati e di ordinare gli allarmi in base alla priorit. Cos diventa possibile inviare un drone o una nave prima che il servizio venga interrotto del tutto, riducendo anche i falsi positivi.

La riparazione, per, richiede tempo e denaro. Le linee guida tecniche stimavano nel 2024 una durata media compresa tra una e tre settimane, in funzione della profondit, delle condizioni meteorologiche, della posizione e della disponibilit di navi specializzate. Per il 2025 le stime economiche indicavano un costo tipico dellintervento tra circa 500.000 e 1,3 milioni di dollari. La cifra non comprende tutti gli effetti commerciali prodotti dallinterruzione.

Difendere i cavi significa proteggere videoconferenze, pagamenti, servizi cloud, mercati finanziari e comunicazioni tra continenti. La sicurezza del fondale coinvolge quindi le marine militari, ma anche la continuit digitale su cui ogni giorno fanno affidamento aziende, istituzioni e cittadini.

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