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Lesperto Duranti illustra ai cittadini i progetti di data center tra Saronnese e Groane, tra autorizzazioni, consumi di energia e acqua e possibili ricadute sui residenti.
Enrico Duranti parler il 5 ottobre allauditorium della scuola Aldo Moro di Saronno, durante la prima serata pubblica del nascente Osservatorio Data Center Saronnese. Lappuntamento fissato alle 21. Al centro del confronto ci sar lipotesi di una forte concentrazione di impianti nellarea, con le possibili conseguenze per cittadini, ambiente e infrastrutture.
Gli organizzatori presentano Duranti come uno dei massimi esperti lombardi del settore. Da mesi segue la vertenza dei residenti di Lacchiarella e ha contribuito alla stesura del documento “Verso un movimento contro lo sviluppo irrazionale dei data center”.
La serata arriva mentre una mappatura costruita sulle richieste di connessione elettrica inoltrate a Terna, la societ che gestisce la rete nazionale, segnala 22 richieste entro dieci chilometri da Cesate. Un chiarimento necessario: non si tratta di 22 impianti autorizzati. La cifra restituisce una fotografia di progetti e ipotesi che devono ancora essere verificati.
Dal Saronnese alle Groane: progetti e autorizzazioni
Tra le aree pi vicine a Saronno ci sono lex Novartis di Origgio e lex Lazzaroni, collocata tra Saronno e Uboldo. Per lex Novartis la nuova propriet, Akno, avrebbe chiesto a Terna una disponibilit di 100 megawatt. un dato compatibile con lipotesi di un data center, non unautorizzazione definitiva.
Il precedente progetto logistico, quindi, potrebbe essere stato accantonato.
A Cesate il piano di via Ruggero Leoncavallo prevede una struttura accreditata per 72 megawatt di potenza IT. Gli edifici arriverebbero a circa 20 metri di altezza e la superficie indicata ammonta a 33.700 metri quadrati. Lintervento interesserebbe circa 5,4 ettari di suolo agricolo, in prossimit del Parco delle Groane.
Liter del Piano attuativo contestato dal Comitato per la Tutela del Territorio e dalla lista di opposizione Cesate Insieme. Le richieste riguardano la disponibilit dei documenti integrali, valutazioni indipendenti e un confronto pubblico.
Nel territorio pi ampio compaiono anche lex Novaceta di Magenta, dove sono previsti cinque edifici su unarea industriale dismessa di circa 13 ettari, e progetti o contatti segnalati a Rho, Buscate, Vittuone, Settimo Milanese, Pero, Cornaredo, Sedriano e Pregnana Milanese. Le situazioni non sono per omogenee: una richiesta di connessione alla rete non equivale a una manifestazione dinteresse, a un piano adottato o a unautorizzazione.
Energia, acqua e ricadute per i residenti
Il confronto dovr verificare, progetto per progetto, la potenza richiesta, il fabbisogno idrico, le tecnologie di raffreddamento e i sistemi di emergenza. Sono inoltre da valutare rumore, emissioni dei generatori, isole di calore, consumo di suolo e possibili effetti sulla rete elettrica.
Per i Comuni sar utile disporre di documenti completi e confrontabili, con indicazioni su:
- potenze impegnate e consumi previsti;
- misure di mitigazione e recupero del calore;
- posti di lavoro e gettito locale effettivamente attesi;
- garanzie per acqua, territorio e infrastrutture.
La legge regionale 11/2026, in vigore da giugno 2026, assegna priorit alle aree dismesse e alla rigenerazione urbana e richiama la tutela dell’acqua, la riduzione del consumo di suolo e il recupero del calore. Questi criteri dovranno essere verificati prima di qualsiasi decisione sui nuovi impianti.

