Computer con neuroni umani: a Singapore nasce il bio-data center per l’IA

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Computer con neuroni umani: a Singapore nasce il bio-data center per l’IA

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A Singapore prende forma un bio-data center che affianca neuroni umani ai computer tradizionali: una promessa di efficienza oltre il silicio, tra ricerca internazionale, applicazioni ancora limitate, interrogativi etici e scenari futuri.

Ad agosto 2025 Singapore ha ospitato la presentazione del primo prototipo mondiale di data center semi vivente, una struttura biologica che utilizza veri neuroni umani per elaborare dati e eseguire calcoli. Il sistema, sviluppato dalla collaborazione tra l’Universit Nazionale di Singapore, DayOne e l’azienda australiana Cortical Labs, rappresenta un punto di svolta nel tentativo di risolvere la crescente domanda energetica delle infrastrutture di intelligenza artificiale tradizionali.

L’efficienza energetica dei neuroni rispetto al silicio

Il data center biologico contiene 20 computer CL1 che operano in sinergia, ciascuno con circa 800 mila neuroni umani. Mentre le infrastrutture standard in costruzione sono progettate per sostenere carichi di lavoro enormi e consumano energia in modo esponenziale, il cervello umano utilizza solo 20 Watt e non richiede ventole o sistemi di raffreddamento, ma solo un ambiente a 37 gradi Celsius per mantenere in vita le cellule. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, la domanda elettrica dei data center cresciuta del 17% nel 2025, superando di gran lunga la crescita del 3% della domanda globale. Questa tecnologia biologica potrebbe quindi offrire una soluzione alla fame energetica dei data center del futuro, riducendo drasticamente i costi operativi e l’impatto ambientale.

La collaborazione scientifica e il ponte con l’Italia

Il progetto non solo asiatico: coinvolge attivamente la ricerca italiana attraverso l’Universit degli Studi di Milano e l’azienda digitale Reply, quotata a Piazza Affari. Reply ha fornito i computer di Cortical Labs al team di ricerca milanese per valutare se queste reti neurali biologiche potessero rappresentare un’alternativa computazionale all’hardware tradizionale in silicio. La professoressa Stefania Corti e la ricercatrice Linda Ottoboni hanno spiegato che le cellule vengono nutrite con un terreno di coltura che va cambiato due volte a settimana, e che la tecnologia si basa su matrici di microelettrodi capaci di registrare l’attivit elettrica dei neuroni e stimolarli per addestrare l’intera rete a rispondere a specifici segnali. Questa collaborazione internazionale dimostra come le competenze specialistiche possano essere condivise oltre i confini geografici per affrontare sfide tecnologiche comuni.

Applicazioni pratiche e limiti attuali

Nonostante sia ancora in fase iniziale, il sistema ha gi dimostrato capacit di apprendimento per compiti semplici ma strutturati. Le reti neurali di Cortical Labs hanno giocato al videogioco Pong e, pi recentemente, a Doom, mentre altri gruppi hanno usato neuroni in coltura per riconoscere cifre pronunciate a voce o risolvere semplici problemi matematici. Oltre alle applicazioni computazionali, l’aspetto che pi interessa i ricercatori comprendere cosa questo modello possa rivelare sulla natura umana: interfacciandosi direttamente con i neuroni, possibile studiare meglio i meccanismi del cervello. In ambito medico, questa tecnologia consente di mettere a confronto cellule sane e patologiche, ad esempio derivate da pazienti con malattie neurodegenerative, per valutare l’efficacia di nuovi trattamenti o testare la risposta a sostanze biologiche come il liquor cerebrospinale di pazienti con Alzheimer.

Dilemmi etici e prospettive future

Il sistema utilizza neuroni ottenuti da cellule staminali pluripotenti indotte, evitando il prelievo diretto di tessuto nervoso. Se la ricerca coinvolger campioni derivati da pi pazienti, sar per importante chiarire come vengono raccolti e usati i dati biologici, quali impieghi sono coperti dal consenso e chi pu accedere ai risultati.

Prima di estendere queste applicazioni alla medicina, serviranno inoltre controlli adeguati sulla gestione dei campioni e sulla protezione delle informazioni personali. Sono aspetti da affrontare insieme alla verifica delle prestazioni del sistema, cos che luso di neuroni in coltura avvenga con tutele proporzionate ai rischi.

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