Conte, la fase offensiva è un flop: numeri in linea con l’anno del 10° posto. E pure la difesa…

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Conte, la fase offensiva è un flop: numeri in linea con l’anno del 10° posto. E pure la difesa…

Conte, la fase offensiva non va: il Napoli segna poco, quasi meno dell’anno del 10° posto

Non è solo una sensazione: i numeri certificano un Napoli in difficoltà sotto porta. Dopo 32 giornate, gli azzurri hanno segnato appena 48 gol, con una media di 1,5 a partita. Un dato che vale il quarto attacco della Serie A, ma che proietta la squadra verso quota 57 reti a fine stagione, molto vicina al peggior rendimento dell’era De Laurentiis (55 gol nel 2023/24). Il problema, però, va oltre le cifre. Il Napoli fatica tremendamente a creare occasioni, soprattutto contro squadre chiuse e organizzate. La sfida contro il Parma ne è stata l’ennesima dimostrazione: ritmo lento, manovra prevedibile e poche idee negli ultimi trenta metri.

Napoli, i motivi dietro al flop attacco: gioco lento e poche idee

E qui entra in gioco Antonio Conte. Se da un lato la squadra resta competitiva, dall’altro manca una reale evoluzione offensiva. Certo, gli oltre 40 infortuni stagionali sono un’attenuante (ma c’è ovviamente una certa responsabilità anche da parte di Conte stesso, che a inizio stagione non ruotava praticamente mai gli uomini), palleggio è spesso sterile, senza movimenti coordinati e senza alternative quando gli spazi si chiudono. Non basta il talento dei singoli se il sistema non produce.

E se anche la difesa scende al settimo posto…

Nemmeno la fase difensiva compensa più: con 31 gol subiti, il Napoli è solo la settima difesa del campionato. Rispetto all’anno dello Scudetto, quando i gol erano 59 ma con una retroguardia quasi perfetta, oggi manca equilibrio. La sensazione è chiara: senza un cambio di marcia offensivo, il Napoli rischia di pagare a caro prezzo questi limiti.

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