Conte: “Lascio perché non sono riuscito a compattare l’ambiente! Nazionale? Chiacchiere!” ADL: “Dopo Bologna gli dissi di stare tranquillo”

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Conte: “Lascio perché non sono riuscito a compattare l’ambiente! Nazionale? Chiacchiere!” ADL: “Dopo Bologna gli dissi di stare tranquillo”

Al termine del match vinto contro l’Udinese, il tecnico del Napoli Antonio Conte interverrà nella sala conferenze dallo Stadio Diego Armando Maradona per rispondere alle domande della stampa. Con lui ci sarà anche il presidente Aurelio De Laurentiis. Su Tuttonapoli.net, come di consueto, la diretta testuale della conferenza stampa.

20.34 – Inizia la conferenza stampa.

Cosa è cambiato dopo Bologna?

ADL: “Può capitare a tutti quanti di avere un momento di forte delusione e quindi probabilmente Antonio Conte in quel momento ha detto: ‘Ma forse è una piazza che pretende troppo da me. Io sono bravissimo, però non posso fare miracoli’. Avrà pensato. Io mi ricordo che lo pregai di prendersi due settimane sabbatiche. C’era il fermo del campionato, quindi quei giorni… vabbè, però se sono otto giorni sono come se fossero due settimane. Dico: tu stai tranquillo a casa, riposati, perché soprattutto uno deve creare anche una barriera con il proprio cervello. “Poi io mi ricordo anche che un mese fa lui mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Possiamo incontrarci?’. Certamente, caro Aurelio, tu lo sai, siamo amici. Ed è vero, perché la nostra amicizia è cominciata lì alle Maldive una quindicina d’anni fa. Poi ci siamo continuati a sentire, perché io mi ricordo che gli chiedevo informazioni. Dico: ‘Senti, ma tu hai un nutrizionista?’. ‘Perché?’. ‘Sì, come no’. C’ho tizio e mi ricordo che all’epoca cercai di portarlo anche a Napoli, tant’è che poi quando lui è venuto, la prima cosa che ho fatto mi son portato… che non era un vero nutrizionista, perché non aveva nemmeno la possibilità di esercitare la professione come un nutrizionista, era più che altro un consigliere.”

Cosa vi siete detti?
“Allora: ‘Eh, bello, come stai? Stai bene?’. E quindi ho detto: ‘Ma sai, i cicli finiscono anche anticipatamente. Qui per me è casa tua, però se tu non ti senti più sereno, non con Napoli, non con la città, ma con una modalità di campionato che forse il Napoli ti costringe a dover fare in un certo modo, perché il Napoli non può essere il Paris Saint-Germain, il Real Madrid, il Barcellona, le cinque squadre inglesi, il Bayern Monaco. Quindi è chiaro che noi dobbiamo rispettare determinati budget, non possiamo andare oltre’. Poi è anche chiaro che il campionato italiano non è così straordinario, perché la qualità del gioco forse è andata molto, ma molto, ma molto giù. Poi ci sono le complicazioni di una Federcalcio, ci sono le complicazioni di una classe arbitrale, ci sono le complicazioni di procuratori che vogliono sempre dire la loro. Non si sa per quale motivo il governo non ci mette un tappo e non dice: ‘Guardate, care società di calcio, ma perché non fate voi da procuratori ai vari calciatori?’”.

Dopo Bologna aveva davvero pensato di farsi da parte? Conte: “Dopo Bologna, quello che ho avvertito e che ho denunciato anche a livello giornalistico, è che c’erano delle situazioni che non mi piacevano. Anche lì bisogna avere le palle per prendere e dirle le cose, perché io di fare dei campionati anonimi, onestamente, non l’ho mai fatto, né mai lo farò, né mai penserò di accompagnare il famoso morto che possa essere Napoli o un’altra squadra. Quindi ero pronto anche a farmi da parte perché, ripeto, sicuramente qualche innesto della campagna acquisti non è entrato in sintonia col vecchio gruppo e si sono create comunque delle dinamiche molto, molto difficili. C’è stato un momento in cui era giusto denunciare, era giusto prendersi tutti le responsabilità. Dopodiché ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo con cui ci siamo parlati molto chiaro, molto chiari, perché io penso che ci siano dei momenti in cui bisogna essere veri, bisogna essere giusti, veri e parlarsi a quattro occhi. Ci siamo parlati, ci siamo chiariti, abbiamo detto che siamo tutti sulla stessa barca, che bisognava remare col vento contro forte e siamo ripartiti”.

Quando ha comunicato al presidente la sua decisione?
“Io un mese fa ho chiamato il presidente e non ho chiesto niente, non mi ha illustrato progetto di ridimensionamento, io non ho voluto sapere niente. Io un mese fa ho detto: ‘Aurelio, in virtù dell’amicizia che abbiamo, ho percepito che il mio percorso comunque qui sta per terminare’. Quindi non è che ridimensionamento o cambio di programma, non c’è stato niente, perché non ho voluto sapere niente, perché non mi interessava sapere niente, perché la decisione era stata presa da parte mia. Quello che io dico, perché ho preso questa decisione… su Napoli ho fallito in una cosa: non sono riuscito a compattarvi, non sono riuscito a portare compattezza a Napoli. Allora io dico: se non si porta compattezza nell’ambiente di Napoli, diventa difficile poi combattere contro le altre squadre. E io ho visto tanti veleni, tanti veleni, tanta zizzania contro di me, contro i miei calciatori. E io dico: i veleni, chi sparge i veleni, sono dei falliti. E il Napoli non ha bisogno dei falliti. I falliti che scrivono per avere un like sul post o per fare le trasmissioni, per dire dopo: ‘Hai visto come ha attaccato Conte? Come ha attaccato la squadra?’. Ecco, Napoli non ha bisogno di questo. Napoli ha bisogno di gente seria, gente seria che ha voglia di voler bene alla squadra, così come il tifoso che paga il biglietto. E invece queste persone dovrebbero allontanarsi da Napoli, perché sono solamente negative e nocive. Io ho fallito da questo punto di vista e ho capito che non ci sarei mai riuscito a compattare l’ambiente. Nel momento in cui non compatti l’ambiente, che per me era una cosa fondamentale per cercare di continuare a lottare per grandi traguardi e contro comunque le superpotenze che ho sempre detto: Juventus, Milan, Inter… ho alzato le mani. E io, quando le cose non le posso cambiare, mi dispiace. Ci metto la faccia su tutto e ci ho messo la faccia su tutto in due anni. Però quando mi rendo conto che le cose non possono essere cambiate, c’è da parte mia la soddisfazione, l’onore, il prestigio che ho avuto ad allenare Napoli. Ringrazio il presidente De Laurentiis perché mi ha dato questa opportunità. Ho potuto conoscere veramente Napoli sotto tutti gli aspetti. L’ho vissuta in maniera intensa, passionale, con grande cuore, come piace a me. Il tifoso napoletano mi ha capito, questa è la cosa più importante”. 

ADL: “Il fatto di non avere la totalità della condivisione è dell’Italia”. Conte: “Siamo soggetti a critiche, che è giusto”. ADL: “Hanno detto che Ancelotti era bollito, dicono un mare di cazzate”. Conte: “Però Ancelotti non ha vinto lo scudetto”. ADL: “Se non avessimo avuto gli infortuni avremmo vinto ancora”. Conte: “Non mi trovate d’accordo da questo punto di vista, perché bisogna dare i meriti all’Inter, che è una grande squadra, una squadra che comunque l’anno scorso è arrivata in finale di Champions e quest’anno si era anche rinforzata. Ha meritato di vincere. Noi anche con gli infortuni… mi dispiace, perché appigliarsi a queste cose non mi piace. Bisogna riconoscere la vittoria degli altri, avere rispetto, perché se vogliamo avere rispetto lo dobbiamo dare. Quindi l’Inter ha meritato. Quegli infortuni ci hanno compattato ancora di più, abbiamo potuto scoprire anche ragazzi nuovi”. 

“È stata veloce la telefonata, anzi ci siamo proprio incontrati. È stata una cosa veloce. Io ho espresso… il presidente mi ha anche detto: ‘Se ci ripensi fino all’ultimo giorno, io sarò a tua disposizione’, perché è giusto anche dire che cosa ha detto il presidente, quindi perché le cose oneste vanno dette. Quindi, ripeto, il presidente non è che mi ha esposto chissà cosa o mi ha spinto a fare qualcosa. Era una mia decisione e, ripeto, presidente, quello che mi ha detto mi ha riempito d’orgoglio: ‘Fino all’ultimo, se ci ripenserai, sappi che è casa tua’. Quindi io ringrazierò sempre il presidente, rimarrà sempre una grande amicizia tra me e la sua famiglia e so che comunque il Napoli, col presidente, è in mani sicure.”

Si parla della Nazionale per il suo futuro. Conte: “Si parla di chiacchiere, punto e basta. Io mi ricordo benissimo cosa io ho detto sulla Nazionale e mi sembra di essere stato molto chiaro. Ho detto chiaramente: se fossi il presidente della Federazione, tra il novero dei candidati sicuramente ci metterei Antonio Conte, anche perché ho già fatto questo mestiere. Oggi dire la Nazionale, la Nazionale… a parte che ancora deve esserci il presidente federale. Poi leggo… si è fatto anche il nome di Guardiola, ma è pronta la Federazione ad avere un top allenatore? Perché avere un top allenatore significa comunque onori ed oneri, c’è uno status. Quindi giusto per chiarirvi le idee, quindi in questo momento c’è zero, niente.”Tutte le panchine sono occupate, magari mi riposo e vado a trovare Aurelio a Los Angeles per i Mondiali”.

Futuro Napoli? ADL: “Adesso intanto calma, perché noi volevamo aspettare questo momento, perché ci si può sempre ripensare. Quindi io gli avevo dato la mia disponibilità, quindi il giorno che lui domani mattina, domani pomeriggio mi confermerà che il dado è tratto, allora ci muoveremo e vedremo qual è la soluzione migliore per il Calcio Napoli. Comunque tenete presente che abbiamo una trentina di calciatori capaci, quindi con pochissimi nuovi innesti la squadra sarà estremamente competitiva anche rispetto ai nostri competitor. Il problema non è tanto cosa farà il Napoli, il problema è, infatti l’ho detto a Giovannino: Giovannino si è preso una bella gatta da pelare, perché il problema è come rifondare il calcio italiano. Perché il problema della classe arbitrale non è un problema da nulla, il problema è dei rapporti tra la Lega di Serie A, che finanzia tutto il sistema calcio, e la federazione. Non è un problema da nulla e potrebbe anche accadere che la Lega Calcio di Serie A decida, a un certo punto, di fare come in Inghilterra e, per facilitare i compiti alla federazione, uscire dalla federazione stessa. Eh, ma lei si rende conto che, per il fatto che Claudio Lotito all’epoca controllava anche i voti della Serie B, perché voi vi siete dimenticati che a un certo punto la A e la B stavano insieme, e lui si è inventato a un certo punto questo maledetto paracadute. Ma perché noi dobbiamo fare un campionato con un campionato a sinistra della classifica e un campionato di retrocessioni a destra della classifica? Secondo me è una cosa che non funziona. Non funziona perché, se tu vieni con un gruppo di grande fisicità che rischia di spaccare le ossa ai miei calciatori, a me mica sta tanto bene. Se poi tu vieni in Serie A dalla B e pensi che investendo 10 o 15 milioni di mercato tu puoi competere, no, tu rompi soltanto le scatole, perché poi ci sta pure che magari uno becca una giornata no e perde anche contro una squadra del genere. Eh, ma questo secondo me è completamente sbagliato. Guardate il campionato inglese, la straordinarietà. Adesso, al di là del fatturato, ma i livelli delle squadre sono estremamente alti, tant’è che molto spesso, ecco, l’Arsenal, che era settimo, ottavo per anni, quest’anno è diventato primo e ci sono delle piccole squadre di piccole città che hanno vinto anche il campionato. Ma perché? Perché investono parecchi milioni di sterline nei calciatori”.

Conte: “L’Arsenal ha investito, è la squadra che ha investito di più in questi ultimi 8 anni ed è arrivata tante volte secondo. Quindi stiamo parlando di un top club”

ADL: “No, attenzione. Allora, l’Arsenal nel 2003 vince il campionato, decide di cambiare stadio. Nel 2006 inaugura lo stadio nuovo, Emirates, e da 35.000 posti passa a 60.000 posti, con il governo inglese che gli dà 1 miliardo e mezzo di sterline per poter realizzare lo stadio che io ho visitato nel 2014, quando ci abbiamo giocato e ci abbiamo perso. Abbiamo verificato uno stadio che era costato 320 milioni di sterline, quindi quando qui si parla di 1 miliardo e mezzo, 1 miliardo e 8 a Milano, a Roma, a me viene soltanto da sorridere, perché è vero che sono passati 15 anni, ma non mi pare che ci sia cinque volte l’implementazione del costo, no? Però gli hanno dato anche la possibilità di costruire 1 milione e mezzo a uso abitativo nel centro di Londra. Loro con questa forza economica e finanziaria hanno, per anni, perché per anni quando c’era Wenger, se lo vogliamo dire alla francese, sono arrivati settimi, ottavi, sesti. Questo signore che adesso ha vinto ci ha messo 3-4 anni prima di arrivare a dama. Quindi loro si sono potuti permettere tutto ciò perché avevano da parte questo bel gruzzolo. Sapete che vuol dire avere 1 milione e mezzo di metri quadri nel centro di Londra da poter economicamente realizzare e mettere a disposizione di una squadra?”.

Conte: “Voglio salutare tutti, ora vorrei andare a casa”.

Guardandosi indietro, come giudica questa avventura a Napoli?
“Accettando di venire a Napoli pensavo di accettare una situazione dove me la sarei potuta un pochettino anche godere a livello di risultato e invece mi sono reso conto fin da subito che comunque la mia persona sposta le ambizioni, sposta i parametri, sposta le aspettative. Io sono arrivato dopo un decimo posto e si è iniziato a dire che solo perché non giocavamo le coppe dovevo vincere lo Scudetto, cosa che quest’anno non ho sentito dire per nessuno. E c’è stata questa pressione. Abbiamo vinto lo Scudetto, quest’anno c’era la pressione di dover vincere la Champions League e tutto. Io sono buono e caro. Pensavo me la potessi godere anche a livello di risultato un po’ di più, invece ho dovuto girare la manovella a duemila, perché in questi casi devi sopravvivere e sopravvivi solo in un modo: vincendo o comunque portando la squadra a livelli alti.”

Qual è stato il giorno più bello e quello più brutto?
“Sicuramente il giorno più bello è stato quando abbiamo vinto lo Scudetto. Due volte: quando abbiamo vinto lo Scudetto e abbiamo festeggiato in campo e quando poi ci hanno festeggiato i nostri tifosi, perché vedere quello che hanno fatto e come ci hanno festeggiato è stato veramente qualcosa di incredibile. Penso, nella mia carriera tra calciatore e allenatore, di aver vinto qualcosa, ma non è mai stata festeggiata in questa maniera così incredibile. Questa è una cosa che mi porterò sempre nel cuore.”

E il momento più brutto?
“Il momento più brutto è sicuramente Bologna. Bologna non è stato un bel momento, perché io penso che per una persona che gestisce un gruppo vedere che dopo un anno e qualche mese può andare tutto in frantumi non è stato bello. C’erano solo due strade da scegliere: o fare lo scemo, far finta di niente, e sicuramente la nave sarebbe affondata, oppure alzare il problema, sollevarlo, affrontarlo così come abbiamo fatto. E compatti con i ragazzi poi siamo arrivati fino alla fine, alzando una Supercoppa, arrivando a un secondo posto e, ripeto, penso che sia stata un’annata veramente molto complessa. Non me l’aspettavo così complessa. Essere riusciti ad arrivare vivi è motivo di grande orgoglio per i calciatori, per l’ambiente, per tutti quanti.” 

Conte lascia la sala tra gli applausi dopo aver fatto una foto con ADL.

Sulla trattativa col fondo USA: “Gli americani c’erano anche nel 2017 quando si presentarono con un’offerta di 900 milioni di dollari e io ringraziai e dissi che non era possibile perché il cammino era ancora lungo. Poi c’è stato il Covid e nel 2021 si sono fatti gli arabi, che invece di dollari offrivano 3 miliardi e mezzo di euro per prendere anche la Filmauro. Ho detto: “Ma io che faccio? Vado in pensione? Cioè mi levate tutti i giocattoli?” Quindi voglio dire, è normale che ci siano. Vedi, il problema non è tanto il denaro, il problema è capire se un successore può gestire anche con il cuore un’intrapresa, perché tu quando fai il cinema, il cinema non lo puoi fare se non lo fai con il cuore. E la stessa cosa il calcio. Tu puoi non essere un tifoso, ma una società di calcio è comunque un’intrapresa dove, per conciliare i fattori della, chiamiamola impropriamente, produzione, ci sono tanti di quei fattori altalenanti e non prevedibili che lo devi fare con amore, perché sennò manderesti a quel paese gli allenatori, i giornalisti. Vabbè, io ogni tanto vi mando a quel paese. Però tu immagina soltanto dover combattere con i sindaci di questa città e scoprire che tu hai un sindaco che non gliene può fregare di meno perché, tra l’altro, è pure juventino. Ma ti rendi conto che un sindaco di questa città, dopo che io vinco due scudetti, continua a darmi lo stadio il giorno prima della partita, il giorno della partita e il giorno dopo per pulirglielo? Cioè, secondo me è ridicolo. Soltanto uno con gli attributi di ferro come me ha sopportato e supportato con fede l’idea del Calcio Napoli. Perché io, per il carattere che avevo quando sono entrato nel Napoli, all’epoca come sindaco c’era un’amica di mia madre, ho tralasciato, poi venivamo dall’aver rilevato da un fallimento di Naldi, quindi iniziavamo un percorso dove io non sapevo nulla di calcio. Poi piano piano è arrivato il Masaniello e anche lì è stato carino a non farmi fare uno stadio concorrente al Maradona da un’altra parte che voleva qualcuno. Dopodiché però io ho fatto tanti progetti per il Maradona e ho verificato l’inadeguatezza di una ristrutturazione. Loro se la cantano e se la suonano dicendo “possiamo fare”. Io gliel’ho detto a Fico: guarda, se tu ti azzardi a dare 200 o più milioni al Comune per rifare il Maradona, io non investo più un euro nel Calcio Napoli. Ti prendi questa responsabilità. Io ho trovato un terreno di 38 ettari dove c’è la Q8 che sta bonificando, dove io fra 2 anni, se il sindaco non si mette di traverso, posso essere in grado di aver costruito uno stadio da 70.000 posti da me finanziato totalmente. I signori della Q8 sono interessati a tutto ciò. Però voglio dire, qui in questa città ogni volta che tu vuoi fare… e a me viene da ridere soltanto a pensare all’America’s Cup, a me viene da ridere soltanto a pensare a Bagnoli e ai ruggiti dei Campi Flegrei. È chiaro il ragionamento? Quindi poi lo sapete che a Napoli c’è filosoficamente il “tira a campare”. Che vuoi fare? Tira a campare sperando che ci vada tutto per il verso giusto”.

Sui candidati per il post Conte: “Innanzitutto, perché lei fa questo mestiere, deve sapere anche che questa sera, alle 20:45, scatta il gong di vedere anche gli altri cosa fanno, perché a seconda di quello che accadrà anche gli altri si muoveranno in un certo modo, in una direzione piuttosto che in un’altra. Quindi diciamo che a mischiare le carte siamo in parecchi e, poiché uno sempre la fa da padrone, bisogna anche avere il rispetto di una quadrilateralità, perché saranno quattro le squadre che giocheranno la Champions, due ci saranno delle competizioni meno importanti. Quindi, diciamo, avranno meno afflati economicamente possibili, saranno più spartani e più restii a investire molti soldi. Noi fortunatamente, l’ho detto prima, abbiamo una squadra forte. Abbiamo una squadra forte con tanti rientri che probabilmente per un tipo di gioco contiano avevano dei limiti. Per un altro allenatore, con un altro tipo di gioco, potrebbe andare benissimo. Sono stato chiaro?”.

21.12 – Termina la conferenza stampa.

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