Napoli-Lazio 0-2: i cinque punti chiave di Tuttonapoli. Una Napoli senza idee al Maradona, s’interrompe l’imbattibilitá che durava da 496 giorni.
Prova indecorosa del Napoli che, dopo il pareggio con il Parma, perde con la Lazio senza mai tirare in porta e scivola a -12 dall’Inter. Come di consueto i cinque punti di Tuttonapoli per entrare nei dettagli del match.
Zero – Come le idee e i tiri in porta del Napoli; non accadeva da 21 anni che non si riuscisse a calciare almeno una volta nello specchio della porta. La squadra si è mostrata totalmente spenta e dei fantastici quattro in campo, c’è solo il nome, perché la difficoltà che si vedeva ad inizio anno con tutti loro in campo è la stessa. Manovra poco fluida, diversi errori tecnici, con la Lazio che ha fatto quello che voleva a campo aperto. Il rigore parato e altri interventi di Milinkovic-Savic hanno evitato un passivo molto più ampio.
Il Napoli produce poco… – e di conseguenza segna poco. 48 gol segnati, score simile a quello del Milan, ma distante dall’Inter capolista. Il Napoli non chiude una partita con tre reti dal 22 novembre contro l’Atalanta. E non perché debba essere una regola segnare più gol a partita, ma questo la dice lunga sulle partite bloccate o quando il Napoli va in svantaggio dove non sempre riesce a spuntarla alla lunga. Quest’anno, a differenza dello scorso anno, si subisce quasi sistematicamente un gol a partita e quindi dopo diventa complicato pensare di ribaltarla spesso.
Ostinazioni, cercasi Gilmour – Quando Antonio Conte si ostina di alcune scelte c’è poco da fare. Lo abbiamo visto con Alisson, che riesce ad essere il migliore dei suoi anche quando entra solo nel secondo tempo. Ma dal rientro dei Fabfour, è da ormai quattro partite che non parte titolare. Ci si chiede che fine abbia fatto Billy Gilmour. In tre delle cinque partite consecutive vinte, era partito anche titolare giocando bene e garantendo più verticalitá al Napoli. Dopo la sosta per le nazionali non ha più visto il campo.
Conte, la verità sta nel mezzo – Il Napoli in diversi punti della stagione ha rischiato di cadere a picco e forse con un altro allenatore sarebbe stato difficile mantenere la barca in salvo e restare a galla per rientrare in Champions. Ma allo stesso tempo non bisogna avere paura di dirlo, per riconoscenza o altro, indubbiamente c’è comunque una parte di responsabilità anche da parte dello stesso Conte tra scelte sul mercato, infortuni, lo schieramento dei quattro e alcune scelte. Ci vuole equilibrio, ma questo Napoli appare svuotato.
Ci si aspettava un finale diverso – In un’annata che prende una certa piega, ci si auspicava un finale in crescendo per chiudere bene, per gettare le basi alla prossima stagione, soprattutto col recupero dei grandi assenti. Invece col rientro di tutti – è vero mancano giocatori importanti come Rrahmani, Neres e Di Lorenzo – sono riapparsi i limiti di inizio stagione. Un finale che porta con se tante riflessioni e la sensazione che non ce ne voglia Antonio Conte, ma una spuntata a questa rosa andrà fatta.

