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A Colleferro nasce il più grande data center del Sud Italia, tra innovazione e controversie. Il progetto coinvolge imprese, istituzioni e cittadini, affrontando questioni ambientali, occupazionali e urbanistiche.
Il consiglio comunale di Colleferro, in provincia di Roma, ha approvato l11 agosto 2026 la realizzazione di un data center hyperscale da 150 megawatt, punto di riferimento per lintelligenza artificiale, il cloud computing e i big data per il Centro-Sud. La variante urbanistica passata senza voti contrari, al termine di un percorso amministrativo durato due anni e iniziato con un bando internazionale per attirare investimenti nel settore digitale.
Un progetto da record: dimensioni e potenza del campus
Il campus occuper 76 ettari. Gli edifici e gli impianti copriranno 57.800 metri quadrati, destinati alle tecnologie e alle infrastrutture necessarie al funzionamento del sito.
La definizione di pi grande del Sud poggia su tre dati: la potenza elettrica disponibile, pari a 150 MW, dei quali circa 100 riservati agli apparati IT; lestensione dellarea; la specializzazione sullintelligenza artificiale. Fino al 2026, nel Mezzogiorno non risultano altri data center di pari scala con caratteristiche comparabili. Per potenza e dimensioni, la struttura promossa da Cobra Green Hyperscale supera quindi le realt attive in Campania, Puglia e Sicilia. La scelta si inserisce in un progetto di rilancio industriale del territorio.
Dove sorger: collegamenti e posizione territoriale
La struttura prevista in un nodo logistico strategico, tra lautostrada A1, la via Casilina e la linea ferroviaria ad alta velocit. Il centro logistico Amazon dista tre chilometri.
La posizione avvicina il data center alle dorsali nazionali dellelettricit e della fibra ottica. un requisito tecnico rilevante: collegamenti di questo tipo servono a contenere la latenza e a mantenere affidabili i servizi digitali. La collocazione, quindi, non risponde soltanto a esigenze logistiche, ma anche alla necessit di disporre di connessioni rapide e ridondanti.
Le imprese e gli enti coinvolti
Il soggetto promotore Cobra Green Hyperscale Srl, societ controllata da Tendercapital. Il coordinamento del progetto coinvolge partner con compiti distinti: lo studio Lombardini22 cura la progettazione architettonica, Telecom Sparkle la rete dati, Mitsubishi Electric i sistemi di raffreddamento, AB Energy di Brescia i gruppi di continuit a gas e Societ Gasdotti Italia linfrastruttura energetica.
Al percorso hanno preso parte i principali enti locali e regionali. Il supporto giuridico stato fornito dal board europeo dello studio Dentons.
Variante urbanistica e autorizzazioni ancora necessarie
Latto approvato dal consiglio comunale una variante al piano regolatore generale. La destinazione dellarea cambia da agricola a produttiva. Si tratta della prima tappa formale delliter, non della conclusione di tutte le procedure.
Devono ancora essere completati il passaggio con il Ministero dellAmbiente e le verifiche di conformit ai criteri regionali e nazionali. La documentazione tecnica dovr essere consegnata insieme agli studi di impatto ambientale previsti dal DL 21/2026. Solo dopo questi adempimenti sar possibile completare il quadro autorizzativo.
Il confronto con i principali data center del Sud
| Caratteristica | Data center Colleferro | Principali centri Sud Italia (2026) |
| Superficie totale | 76 ettari | 10-30 ettari |
| Superficie coperta | 57.800 m | 10.000-30.000 m |
| Potenza elettrica | 150 MW | 20-60 MW |
| Vocazione IA | Specifico IA | Generico o limitato |
Capacit di calcolo per cloud, imprese e pubblica amministrazione
LHyperscale di Colleferro metter a disposizione capacit di calcolo per hyperscaler come AWS, Google Cloud e Oracle, oltre che per grandi organizzazioni. La presenza di una struttura di questa scala nel Centro-Sud pu ridurre la dipendenza dai data center del Nord per enti pubblici, regioni e aziende meridionali.
La minor latenza rende pi reattivi i servizi digitali utilizzati in ambiti come la sanit e la scuola, oltre alla gestione delle banche dati e delle piattaforme cloud. La potenza prevista consentir anche di addestrare modelli di AI avanzati, elaborare big data e sostenere la nascita di nuovi ecosistemi locali legati alla tecnologia.
Energia: rinnovabili, autoconsumo e contratti pluriennali
Il consumo annuo stimato compreso tra 1 e 1,2 terawattora. La copertura dovrebbe arrivare da fonti rinnovabili acquistate attraverso Power Purchase Agreements con operatori green e da 34 MW di impianti fotovoltaici installati direttamente nellarea.
La strategia energetica comprende tre linee operative:
- Autoproduzione fotovoltaica mediante impianti integrati, per una capacit pari a circa un quinto della potenza necessaria;
- Acquisto di energia verde certificata da fornitori qualificati;
- Contratti pluriennali PPA, utili a garantire maggiore stabilit dei prezzi e a tracciare lorigine dellenergia.
Il progetto mira cos a rispettare i criteri europei di sostenibilit e a limitare le emissioni, insieme al ricorso a fonti fossili.
Raffreddamento e gestione dellacqua
Il raffreddamento dei server sar affidato a sistemi a circuito chiuso sviluppati da Mitsubishi Electric. Il funzionamento prevede il ricircolo ad aria e il riutilizzo delle acque meteoriche, con una forte riduzione dellimpiego di acqua potabile.
Lobiettivo dichiarato contenere la pressione sulle risorse idriche locali. un aspetto rilevante, perch i data center convenzionali possono richiedere grandi quantit dacqua per mantenere sotto controllo la temperatura degli apparati.
Emissioni e valutazione dellimpatto ambientale
Lalimentazione di emergenza sar assicurata da gruppi elettrogeni a gas. Non previsto uno stoccaggio locale del combustibile: il gas arriver attraverso linfrastruttura nazionale di distribuzione.
Il progetto comprende piani di monitoraggio delle emissioni e unattivit di reporting periodico. Durante la discussione della variante urbanistica, il consiglio ha esaminato anche il tema delle emissioni residue, mettendo a confronto il data center con le industrie chimiche presenti nellarea. La verifica di impatto ambientale non ancora conclusa e dovr seguire la disciplina nazionale e regionale.
Suolo occupato e rapporto con la valle del Sacco
Dei 76 ettari del campus, circa 57 saranno effettivamente impermeabilizzati. Una parte dellarea sar riservata agli impianti fotovoltaici e al verde tecnico. La progettazione punta a conservare una quota di permeabilit residua e prevede, per alcune porzioni, soluzioni reversibili che consentano un eventuale recupero futuro.
Il consumo di suolo resta uno dei punti pi delicati del progetto, anche per la storia industriale della valle del Sacco. Lestensione del campus e la trasformazione di terreni agricoli sono quindi al centro del confronto locale.
Occupazione, indotto e percorsi formativi
A regime, le stime indicano 220 addetti diretti e un numero equivalente di lavoratori nellindotto. Durante la costruzione, invece, saranno impiegate in media 700 persone.
I posti di lavoro richiederanno competenze elevate e specializzate. Per questo il Comune e Cobra Green Hyperscale stanno predisponendo percorsi formativi con scuole e istituti del territorio, cos da preparare i tecnici locali alle professionalit richieste dalle infrastrutture digitali.
Le contestazioni del comitato cittadino
Il progetto contestato da un comitato cittadino coordinato da Ina Camilli. La principale critica riguarda la mancata valutazione ambientale strategica, VAS, nonostante i pareri critici espressi da alcuni enti competenti.
Per il comitato, la trasformazione di suolo agricolo avrebbe richiesto un esame pi ampio e un processo di partecipazione pi articolato. La richiesta sottoporre lintervento a VAS, cos da valutare gli effetti ambientali e sanitari, oltre alle conseguenze sullo sviluppo programmato dellarea, secondo le direttive europee e considerando lintero territorio coinvolto.
La posizione del Comune e della societ proponente
Lamministrazione comunale, presieduta da Giulio Calamita, sostiene che limpatto ambientale dellopera sia trascurabile se confrontato con quello di altre industrie. Secondo il Comune, anche rispetto agli insediamenti logistici il consumo di suolo non sarebbe eccessivo.
Lamministrazione afferma inoltre che il data center produrr emissioni in atmosfera prossime allo zero. La societ e il Comune presentano lintervento come un modo per accompagnare il territorio verso un processo digitale sostenibile, prestando attenzione anche alle future opere di urbanizzazione.
Controlli e compensazioni necessari
La compatibilit dellinfrastruttura con il territorio dipender da condizioni chiare e verificabili. Tra quelle indicate rientrano:
- monitoraggi costanti delle emissioni e dei consumi di acqua ed energia;
- revisione periodica del piano di utilizzo del suolo, con preferenza per soluzioni reversibili e verde tecnico;
- partecipazione di cittadini e associazioni agli aggiornamenti dei progetti;
- comunicazione trasparente sullo stato dei lavori e sui risultati ambientali;
- impiego degli oneri di urbanizzazione per opere e servizi di pubblica utilit collegati allinsediamento.
La sostenibilit dellopera, quindi, non si esaurisce nella contrapposizione tra favorevoli e contrari. Richiede dati accessibili, controlli indipendenti e compensazioni concrete, oltre al rispetto degli standard tecnici. Il passaggio decisivo sar verificare, durante le prossime fasi autorizzative e operative, se la crescita della capacit digitale potr convivere con la tutela del territorio di Colleferro e della valle del Sacco.

