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A 63 anni luce dalla Terra, Beta Pictoris b ha emesso un segnale radio che offre un nuovo modo per osservare questo giovane gigante. Lorigine del segnale e ci che rivela restano per da chiarire.
Un gruppo guidato da Kevin N. Ortiz Ceballos ha localizzato unemissione radio proveniente da Beta Pictoris b, un gigante gassoso che si trova a circa 63 anni luce dalla Terra. Il segnale, rilevato con il radiotelescopio MeerKAT in Sudafrica, indica la presenza di lampi aurorali e di un intenso campo magnetico. Lo studio stato diffuso come preprint nel settembre 2026. Il risultato consente di indagare direttamente lambiente magnetico di un esopianeta.
Le osservazioni si sono svolte tra febbraio 2025 e maggio 2026. MeerKAT, una rete composta da 64 antenne, ha registrato emissioni radio nelle bande comprese tra 0,85 e 3,5 GHz. In quattro sessioni il segnale si presentato in due forme: lampi variabili e polarizzati, e unemissione pi debole rilevata negli intervalli tra un impulso e laltro.
Nei lampi pi intensi la polarizzazione circolare raggiunge circa il 40-70%, una propriet utile per distinguere lemissione aurorale da altre possibili sorgenti. Per stabilire la provenienza del segnale, il gruppo ha confrontato la posizione radio con quella della stella Beta Pictoris e dei suoi pianeti. Le immagini sono state calibrate usando quasar dalla posizione nota e considerando gli errori di misura. La posizione dellemissione coincide con Beta Pictoris b; la sorgente risulta separata sia dalla stella sia dal pianeta c.
Secondo linterpretazione proposta, il fenomeno prodotto dallinstabilit maser a ciclotrone elettronico. In questo processo, elettroni accelerati lungo le linee del campo magnetico generano onde radio. Nellatmosfera, le interazioni fra particelle cariche, campo magnetico e gas possono alimentare aurore, paragonabili per alcuni aspetti a quelle terrestri e alle emissioni radio di Giove. La frequenza massima rilevata, 3,5 GHz nelle osservazioni del 2026, corrisponde a un campo magnetico di almeno 1,25 kilogauss nella regione da cui proviene il segnale.
Un gigante giovane osservato in un modo nuovo
La massa di Beta Pictoris b stimata in circa 12 volte quella di Giove. Il pianeta orbita attorno alla giovane stella Beta Pictoris, a una distanza di circa 10 unit astronomiche secondo i parametri riportati nello studio del 2026. La sua distanza dalla stella rende pi agevole separare le due sorgenti rispetto a quanto accade con pianeti che orbitano molto vicino al proprio astro.
Gli astronomi avevano gi cercato emissioni radio in sistemi con esopianeti. In molti casi, per, non era possibile stabilire se il segnale arrivasse dal pianeta o dalla stella ospite. Nel 2024 era stato pubblicato un programma di osservazioni dello stesso Beta Pictoris b, condotto con il radiotelescopio indiano uGMRT: la ricerca, svolta tra 250 e 500 MHz, non aveva rilevato segnali. Il nuovo risultato si basa invece sulle caratteristiche dellemissione, variabile e polarizzata, e sulla localizzazione astrometrica attribuita al pianeta.
Il metodo permette di misurare direttamente il campo magnetico. Molte indagini sugli esopianeti ricavano informazioni dalla luce stellare filtrata dallatmosfera planetaria, dalle variazioni della stella o dai segnali di interazione fra stella e pianeta. Il campo magnetico, a sua volta, pu influenzare il rapporto di un mondo con il vento stellare e la perdita di materiale atmosferico. Misure radio ripetute potrebbero quindi contribuire a ricostruire queste condizioni e a comprendere meglio levoluzione dei pianeti giganti.
Che cosa resta da capire
Nel 2026 alcuni lampi sono stati osservati a circa otto ore di distanza. Il gruppo interpreta questo intervallo come un possibile indizio della rotazione del pianeta, stimata in circa otto-nove ore. Lemissione pi debole rilevata tra i lampi costituisce unaltra componente del segnale osservato.
La radioastronomia offre una nuova finestra sugli esopianeti e permette di studiare lambiente magnetico di Beta Pictoris b attraverso le emissioni che lo circondano.

