Il Pentagono, cioè il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, si è accordato con Google per usare i suoi modelli di intelligenza artificiale (AI) anche per le attività riservate e le operazioni coperte da segreto. Gli accordi precedenti fra i due, firmati lo scorso anno e del valore di 200 milioni di dollari, consentivano già al Pentagono di usare Gemini, il modello di AI di Google, ma soltanto per operazioni non riservate.
L’accordo prevede che in ogni caso il Pentagono non usi i sistemi di AI per programmi di sorveglianza di massa o per gestire armi autonome senza un’appropriata supervisione umana. Google comunque non avrà la possibilità di limitare l’uso che ne farà il dipartimento.
Nell’ultimo anno il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha insistito moltissimo sull’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività del dipartimento. Il Pentagono si è quindi accordato con diverse aziende del settore, fra cui OpenAI (quella di ChatGPT) e xAI (di Elon Musk). I vincoli di utilizzo che queste hanno posto al Pentagono rappresentano un tema molto discusso: per esempio il Pentagono ha cancellato un contratto con Anthropic poiché l’azienda si era rifiutata di rimuovere le limitazioni di sicurezza che impediscono che i propri software vengano usati per gestire armi autonome o programmi di sorveglianza di massa.
