OpenAI, Anthropic e le altre stanno spendendo milioni di dollari per la sicurezza dei loro dirigenti negli Stati Uniti
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Le società statunitensi che sviluppano alcuni dei sistemi di intelligenza artificiale di maggior successo, come OpenAI e Anthropic, stanno spendendo sempre più denaro per la protezione dei loro dirigenti da minacce e aggressioni. La crescente ostilità nei confronti delle loro attività, per l’impatto che hanno sia sul lavoro sia sull’ambiente, ha reso più frequenti le intimidazioni online e gli episodi di violenza fisica.
Il 15 aprile scorso un uomo era riuscito a entrare nella sede di Anthropic a San Francisco (California) e aveva consegnato una busta, dicendo che era indirizzata a uno dei dirigenti della società famosa per il suo chatbot Claude. Aveva aggiunto che il dirigente rischiava di essere ucciso e che per questo voleva avvertirlo in anticipo. Secondo le informazioni raccolte dal Wall Street Journal, l’episodio si era concluso senza la necessità di usare la forza né con un arresto, ma era avvenuto a pochi giorni da un’altra intimidazione diretta in quel caso a Sam Altman, il CEO di OpenAI.
A inizio aprile un uomo aveva lanciato una bottiglia incendiaria contro l’abitazione di Altman a San Francisco. Incriminato per tentato omicidio e tentato incendio doloso, l’uomo si era dichiarato non colpevole, ma la polizia aveva detto di avere trovato un suo manifesto che incitava all’uccisione non solo dei dirigenti, ma anche degli investitori nelle aziende che si occupano di intelligenza artificiale.
Negli ultimi mesi, la polizia di San Francisco è intervenuta diverse volte per rispondere a minacce rivolte ai dipendenti di Anthropic, OpenAI e altre aziende del settore. Sono stati segnalati casi di persone che avevano fatto domanda di lavoro presso alcune di queste aziende, magari sotto falso nome, per poi pubblicare messaggi di incitamento all’odio e per minacciare dirigenti e dipendenti.
Liferaft, una società specializzata nel controllo del web per la sicurezza delle aziende, ha segnalato che tra la fine di febbraio e maggio di quest’anno la quantità di minacce rivolte ai dirigenti delle società di AI e ai loro data center è aumentata di sette volte. L’incremento è stato più rapido del previsto rispetto agli andamenti precedenti, e secondo la società indica un marcato peggioramento della situazione.
Fino a pochi anni fa era raro che i dirigenti delle società tecnologiche statunitensi chiedessero guardie di sicurezza e sistemi di protezione personale, mentre oggi le spese per questo tipo di servizi sono presenti in buona parte dei bilanci delle aziende. Nel 2025 quasi il 40 per cento delle principali aziende tecnologiche ha dichiarato spese per la sicurezza dei dirigenti, con un aumento significativo rispetto al 27 per cento circa rilevato quattro anni prima. Le spese di milioni di dollari per la sicurezza non riguardano solamente i CEO, ma anche altri dirigenti e manager in vista o noti per avere ruoli centrali nello sviluppo dei nuovi sistemi di intelligenza artificiale.
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La crescente ostilità nei loro confronti deriva soprattutto dalla percezione che le AI siano una minaccia per l’occupazione, per l’ambiente e più in generale per la stabilità sociale. Secondo i sondaggi, negli Stati Uniti la maggior parte delle persone ha un’opinione negativa nei confronti delle aziende che si occupano di intelligenza artificiale.
I dirigenti delle società più ricche e importanti hanno del resto presentato a lungo i loro servizi come l’occasione per sostituire le persone in molti ambiti lavorativi, facendo previsioni sulle conseguenze dirompenti e anche apocalittiche dell’AI sulla società per come la conosciamo. Questo approccio avrebbe contribuito a far maturare paura e risentimento nei confronti dei progressi ottenuti da queste aziende. Solo di recente i CEO delle società di AI hanno cambiato retorica, iniziando a minimizzare e a rassicurare.
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