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Dopo il caso New Vegas, Bethesda sembra voler tenere The Elder Scrolls lontano dagli studi esterni. Tra controllo creativo, gestione della proprietà intellettuale e il precedente di ESO, la scelta può incidere su tempi e aspettative dei fan.
Bethesda ha deciso di mantenere lo sviluppo di The Elder Scrolls interamente interno dopo il successo di Fallout: New Vegas, evitando di affidare il franchise fantasy a studi esterni. La scelta, rivelata da Kurt Kuhlmann, ex designer di Bethesda e co-lead di Skyrim, riflette la volont di Todd Howard di non ripetere la divisione creatasi tra i fan dopo l’esperienza di Obsidian con New Vegas.
Il precedente di New Vegas e la divisione tra i fan
New Vegas, pubblicato nel 2010 da Obsidian Entertainment, diventato un punto di riferimento per i giocatori di Fallout, generando un acceso dibattito su quale studio fosse pi adatto a sviluppare la serie. Una parte significativa della community considera New Vegas superiore agli altri capitoli, alimentando la percezione che Obsidian dovesse ricevere l’intero franchise. Questa spaccatura ha spinto Bethesda a proteggere The Elder Scrolls da dinamiche simili, mantenendo il controllo creativo all’interno di Bethesda Game Studios.
Controllo creativo e propriet intellettuale come motivazioni principali
Todd Howard ha sempre dimostrato una forte protezione verso la saga fantasy, soprattutto per i titoli single-player. Secondo Kuhlmann, Howard non voleva ricreare la situazione in cui i fan si chiedessero “chi realizza il miglior gioco di Elder Scrolls?”, preferendo invece un approccio unificato sotto la guida di Bethesda. La propriet intellettuale di Tamriel richiede una visione coerente che solo lo studio interno pu garantire, evitando confronti diretti tra sviluppatori esterni e interni.
Il ruolo di The Elder Scrolls Online e l’evoluzione della strategia
L’introduzione di The Elder Scrolls Online ha fornito una soluzione continuativa, mantenendo viva la community mentre Bethesda lavorava su altri progetti come Starfield. ESO ha rappresentato per molti giocatori l’esperienza principale con la saga, riducendo la pressione per un nuovo capitolo principale e permettendo allo studio di concentrarsi sullo sviluppo di The Elder Scrolls VI senza fretta. Questa strategia ha anche permesso a Bethesda di dedicare risorse a:
- Fallout 4
- Fallout 76
- Starfield
mantenendo comunque una presenza costante nel mondo di Tamriel.
Impatto sui tempi di sviluppo e sulle aspettative dei giocatori
La decisione di evitare studi esterni ha conseguenze concrete: l’ultimo capitolo principale, Skyrim, risale al 2011 e da allora stato ripubblicato in diverse edizioni. The Elder Scrolls VI ancora in fase di sviluppo senza una data di uscita annunciata, con indiscrezioni che suggeriscono un’attesa di almeno due anni ulteriori. Questa scelta riflette la priorit data alla qualit e alla visione artistica, piuttosto che alla velocit di pubblicazione, anche se significa che i fan dovranno attendere pi a lungo per il prossimo capitolo della saga.

