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La Luna potrebbe essersi formata in appena cinque ore, mettendo in discussione le teorie tradizionali. Nuove simulazioni dellimpatto che la generò offrono indizi sulle sue origini e sulla composizione, facendo luce sul puzzle isotopico.
Una nuova simulazione computerizzata dimostra che la Luna potrebbe essersi formata in sole cinque ore dopo l’impatto gigante tra la Terra primordiale e il protopianeta Theia, secondo uno studio pubblicato su Astrophysical Journal Letters da ricercatori del Southwest Research Institute e dell’Universit dell’Arizona.
La formazione lunare in cinque ore sfida le teorie tradizionali
I modelli tradizionali descrivevano la Luna come il risultato di un lento processo di aggregazione durato millenni, iniziato da un disco di detriti orbitanti attorno alla Terra. Lo studio, condotto da C. Adeene Denton, Erik Asphaug, Namya Baijal e Robert E. Melikyan, ribalta questa visione mostrando che, sotto determinate condizioni termiche e meccaniche, il satellite potrebbe essere nato come un corpo unico quasi immediatamente dopo la collisione. I ricercatori hanno introdotto nei modelli la resistenza dei materiali in funzione della temperatura, un parametro trascurato nelle simulazioni precedenti che trattavano Terra e Theia come masse fluide.
Condizioni dell’impatto e metodi di simulazione
La chiave sta nel considerare che protopianeti appena formati sono generalmente caldi e deformabili, ma possono anche essere relativamente freddi e meccanicamente resistenti. Se Terra e Theia fossero state pi fredde e compatte, la loro resistenza avrebbe permesso l’espulsione di un frammento integro che, invece di disperdersi, si sarebbe ricompattato in orbita in circa cinque ore. Questo scenario produce una Luna solida e immediata, anzich un disco di detriti che si aggrega gradualmente nel tempo.
Le simulazioni mostrano due percorsi possibili: uno genera un disco protolunare di polveri incandescenti che forma la Luna lentamente, l’altro crea un blocco lunare intatto in poche ore. La differenza dipende dalla temperatura iniziale dei corpi celesti, un fattore che potrebbe anche aiutare a datare con maggiore precisione quando avvenne l’impatto gigante.
Implicazioni per la composizione lunare e il puzzle isotopico
Una formazione rapida come corpo compatto potrebbe aver permesso alla Luna di trattenere elementi chimici volatili, offrendo una possibile spiegazione per alcune caratteristiche delle rocce riportate dalle missioni Apollo. unipotesi da verificare con nuove analisi dei campioni lunari.
Lo scenario non risolve per la somiglianza isotopica tra Terra e Luna: se il satellite derivasse soprattutto da Theia, ci si attenderebbero differenze pi marcate. Una possibile spiegazione che i due corpi si siano formati nella stessa regione del Sistema solare, a partire da materiali simili.

