VAR sotto processo, Aureliano: “Pjanic-Rafinha? Var non poteva intervenire. Vi spiego cosa ho visto in Atalanta-Napoli”

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VAR sotto processo, Aureliano: “Pjanic-Rafinha? Var non poteva intervenire. Vi spiego cosa ho visto in Atalanta-Napoli”

18.00 – Termina un piacevolissimo convegno dedicato al processo del Var!

17.20 – Dopo una breve pausa, spazio per domande e risposte.

17.03 – Termina l’accusa il professor Guido Clemente di San Luca

16.55 – “Io e Gianluca ci siamo confrontati molto. Aureliano applica correttamente il protocollo Var in Atalanta-Napoli. L’avvocato Marelli è diventato una specie di Vate. I telecronisti delle partite invocano Dio, continua a ripetere che le valutazioni di campo non permettano l’intervento del Var. È giusto che l’arbitro vada a rivedere il rigore. Ma al monitor mostrano immagini fuorvianti! Non viene mai mostrato l’immagine di fronte, dalla porta al centrocampo. Aureliano sbaglia a dire “non è rigore!”, perché non ne ha titolo. Stessa cosa per il gol annullato a Gutierrez: c’è prima un fallo di Hien su Hojlund, poi Hojlund resiste al fallo. Spesso gli arbitri dicono che “si trattengono a vicenda”. Il fatto è controverso? Il Var ha dovere giuridico a richiamare l’arbitro! Aureliano non può dire a Chiffi che sia tutto regolare, perché la norma gli impone di richiamare l’arbitro qualora ci sia un sospetto!”.

16.50 – “Se Gatti sgomita con Kvaratskhelia, il Var deve semplicemente osservare che il gesto non è coerente con le norme. Il Var ha il dovere giuridico di richiamare l’arbitro. Il gol di Hojlund contro il Verona? La norma è inequivoca: se dalla rivelazione video risulta che Hojlund tocca con la mano, il gol va annullato. Ma dalle immagini non si capisce! L’immagine dimostra che il tocco della mano di Hojlund non c’è! Il fatto non è accertabile inequivocabilmente. Ergo, la norma ti impone di non annullare il gol. Il Var interviene contra legem! Frese salta addosso a Buongiorno con il gomito alto e avviene prima del fallo di mano di Buongiorno. Tutta la riflessione è inutile! C’è un fallo netto. Como-Inter? È chiaro che la decisione di Massa possa essere rivista dal Var. Il punto è: il contatto è dentro o fuori? Il Var deve osservare se è dentro o fuori. Il punto è che l’episodio rivisto in ragione geografica, rivela un sospetto nell’accertamento del fatto. Era giusto un OFR. Che poi il tentativo di Bonny fosse imprudente lo sappiamo tutti, il tentativo di commettere fallo è chiaro”.

16.45 – “Se leggiamo ogni singola disposizione del protocollo Var, capiamo che lo stesso Var non ha spazio giuridico. Il Var ha un unico dovere giuridico laddove rilevi il sospetto di un errore. Il protocollo assegna al Var il compito di verificare se l’arbitro, la cui decisione finale è sua, ha commesso un chiaro ed evidente errore. 

16.43 – “Aureliano è una mosca bianca, conosce la materia. Perché oggi non ci invitano in Tv e nei Network nonostante siamo il primo corso in Italia?”.

16.42 – “Manca uniformità. Tendenzialmente, perché è un’interesse pubblico, devi rispettare le regole in maniera uguale”.

16.37 – “Gianluca continua a sostenere che l’arbitro sia un giudice. Noi diciamo di no! È un fatto: oggi non è così. L’arbitro è il garante della regolarità della competizione. Coinvolge una quantità di interessi infiniti. Quando durante il Covid due ASL bloccarono la trasferta del Napoli, la Juventus vinse la partita 3-0 ma il Napoli impugnò la decisione. Prima del TAR poi, il collegio del CONI fece giustizia e ripristinò la legalità”.

16.31 – “Prima d’ora nessuno dell’Aia era mai venuto qui all’Università. Devo ringraziare molto Gianluca (Aureliano, ndr). La bellezza del calcio sta nella fair competition. È stato seducente Gianluca, ha fuso storia, filosofia e conoscenze. Oggi il calcio è diverso: il fenomeno di oggi muove miliardi di euro in tutto il mondo, in cui gli stakeholders sono di tutti i tipi. Tutto questo non è pensabile che venga ancora gestito così com’era il calcio nelle origini. Questa è la premessa”.

16.31 – Inizia l’accusa del prof Clemente Di San Luca

16.27 – Conclude la difesa Aureliano: “Se noi comprendiamo le ragioni che portano alle decisioni, vedremo l’arbitro come una parte del gioco, perché storicamente lo è! Sono stati storicamente gli stessi giocatori a chiedere l’inserimento dell’arbitro”.

16.24 – Como-Inter: “Bonny commette 3 infrazioni ma si salva perché non tocca Nico Paz. Con il tocco ci sarebbe stata una review per il rosso. Chi fa cosa? Nico Paz ha il pallone e calcia, il suo calcio finisce per colpire Bonny. Perché questo non è rigore? Perché entra in uno spazio particolare. Il Var non interviene perché la valutazione fatta in campo dall’arbitro è quella di imprudenza. La valutazione del campo resta da dentro o fuori area”.

16.20 – Atalanta-Napoli: “Chi fa cosa? Sbaglia Hojlund o Hien? Se lo fa Hien è corretto. Se lo fa Hojlund il quadro cambia. Ecco perché nella valutazione Var questa linea, catena, porta alla revisione dell’errore. Perché nel secondo caso non avviene? L’azione è finita, l’arbitro prende poi la decisione di fischiare fallo. In quel caso l’arbitro decide che il contatto è falloso. Nelle immagini la trattenuta è restituita. All’arbitro va mostrata l’oggettività, il Var deve mostrare più punti di vista all’arbitro. Non ci sono immagini che discolpano Højlund. Dalla Tv sembra contatto, ma il concetto giuridico è diverso”.

16.16 – Buongiorno ed Hojlund contro il Verona: “Fallo di mano? Conta il concetto della volontarietà. Ora è esclusa dal regolamento, il tocco di mano è sopra le spalle, c’è qualcosa che ha viziato il salto? No! Il gioco del calcio è definito come uno sport di contatto a violenza eventuale. Il contatto del giocatore del Verona non è stato rivenuto fallo. Intervento Var corretto, nel fargli notare il tocco di mano fuori sagoma, l’arbitro ha poi la disponibilità di prendere la decisione. Sul secondo episodio c’è il concetto di immediatezza: come la definiamo? Valutazione di monitor, ha dato un’alta probabilità di tocco di mano”.

16.13 – Rigore Di Lorenzo-Inter: “Nel momento in cui l’arbitro vede valuta e decide non fischia ma attende un aiuto e una collaborazione. Gli altri ufficiali consigliano dalla loro prospettiva, sta all’arbitro accoglierlo. Osserviamo: chi commette cosa? La negligenza è commessa dal calciatore dell’Inter”.

16.10 – Mancato rosso a Wesley: “Qui siamo in un contatto che potrebbe somigliare a quello precedente, ma sapete che non tutti i casi sono uguali. Lo ricorda la frase “la legge è uguale per tutti” e lo ricorda Voltaire “le regole del gioco sono chiare e rispettate ovunque”. In realtà le regole sono uguali ovunque! Gli episodi non sono però tutti uguali: è possibile valutare con una super slow Motion se l’intervento di Wesley potesse essere passibile di espulsione? L’arbitro guardava lì perché guardava il pallone. Evidentemente non è questo il caso”.

16.09 – Rosso a Politano in Roma-Napoli: “L’arbitro vede valuta e decide che un giocatore senza giocare il pallone colpisce un avversario. Giudica lui la volontarietà ed il grado di violenza. La decisione resta dell’arbitro. Una valutazione da parte del Var consentirebbe all’arbitro di rivedere ciò che ha visto”.

16.07 – Pugno di Gatti a Kvaratskhelia: “L’arbitro non prende alcuna decisione. Se l’arbitro non l’ha visto, il Var deve intervenire per espulsione diretta. È ovvio che un colpo così provoca l’espulsione di un giocatore, ma il problema è certificare la verifica del colpo. In base al colpo il Var deve capire l’intensità del colpo. Si può comprenderla dalle immagini? Non è possibile, perché vi è una mediazione dello strumento”.

16.02 – Inter-Juventus, Pjanic: “Dobbiamo confrontarci con il terreno di gioco. Spesso sbagliamo nel comprendere che quello che non c’è nel video, o non esiste, ma non è vero! Orsato era in controllo, ma giudica l’azione come negligente e senza sanzione. Nel momento in cui il varista controlla deve verificare la negligenza, l’imprudenza e la vigoria sproporzionata. Ora se nel momento della verifica, se l’arbitro è tra la negligenza e l’imprudenza è materia sottratta al Var. Il protocollo parla di chiaro ed evidente errore. Io tolgo i torti come varista. L’errore deve essere chiaro ed evidente. I sospetti si traducono in dubbio. Nel dubbio il Var deve intervenire: non è che l’arbitro grazie al Var ha una seconda chance. L’arbitro va al Var ma poi decide lui. Il Var in Inter-Juventus perché non c’è vigoria sproporzionata, ma al più si può materializzare un’imprudenza pur in ipotesi di far rivedere tutto al Var. Il Var è nato per togliere i torti”.

16.01 – Adesso l’arbitro Aureliano inizia ad analizzare i singoli casi.

15.44 – Interviene Aureliano: “Il mio intervento non è preparato, dobbiamo discutere i casi. Voglio basarmi su 3 temi. Punto numero 1, l’arbitro. Punto 2, cosa deve fare l’arbitro e cosa il Var. Punto terzo, valuteremo gli episodi descritti. Il Var nasce per portare fuori dagli schermi il torto. Perché le regole nascono? Le regole nascono perché in passato i gol erano pochi. Dal 1990 ad oggi, non è cambiato granché! Nel 1999 abbiamo la sperimentazione del doppio arbitro. Nel 2009 vengono inseriti gli arbitri addizionali di porta. In Italia entrano in gioco dopo Juventus-Milan, con la rete fantasma di Muntari. Nel 2016 fa la sua comparsa la GRT, nel 2017 fa la sua introduzione il Var. Da allora sono passati 9 anni. Valeri e Irrati sono stati tra i migliori varisti al mondo.  Dal 2017 ad oggi, cosa è cambiato. Il Var si limita a 4 fattispecie: la segnatura della rete, verificare che non ci siano vizi. Ovviamente ci sono vizi e vizi: quelli di natura oggettiva, come il fuorigioco, e soggettivi. Poi l’espulsione diretta: l’arbitro interpreta valuta e decide, il Var pure ma solo se richiamare l’arbitro. E poi lo scambio d’identità: chi ha commesso l’azione fallosa deve essere sanzionato. Il Var interviene per correggere eventuali errori”. 

15.43 – Terminata la fase di analisi dei casi: la parola passa a Gianluca Aureliano.

15.41 – Ultimo caso mostrato: il rigore assegnato al Como per fallo di Bonny su Nico Paz: al var Aureliano

15.36 – Ottavo e nono caso: gli errori di Aureliano al Var durante Atalanta-Napoli, con la revoca al rigore per il contatto Hien-Hojlund e per l’annullamento del gol di Gutierrez per fallo di Hojlund

15.29 – Sesto e settimo caso: entrambi nella stessa gara. Napoli-Hellas Verona, assegnato un calcio di rigore dubbioso agli ospiti per contatto di mano di Buongiorno. Secondo caso il tocco di mano di Hojlund sul gol del 2-2

15.27 – Quinto caso: il calcio di rigore assegnato al Napoli contro l’Inter per fallo su Di Lorenzo. Da questa partita Mariani non arbitrerà più l’Inter.

15.25 – Terzo e quarto caso: entrambe Napoli-Roma. Il signor Colombo espelle Matteo Politano per fallo di reazione su Zalewski. Viene poi mostrata la reazione di Wesley su Gutierrez.

15.24 – Secondo caso menzionato: il pugno di Gatti a Kvaratskhelia nel 2023. Al Var vi era Gianluca Aureliano.

15.17 – Si parte dalla nota Inter-Juventus del 2017/18. Pjanic, già ammonito, frana su Rafinha e non viene espulso. 

15.15 – Vengono illustrati diversi casi controversi accaduti durante la stagione.

15.08 – Saluti del professore Guido Clemente di San Luca.

15.05 – Con l’introduzione al protocollo Var di Giovanni Martini si apre il dibattito

15.00 – Con i saluti del professor Antonio Fuccillo ha inizio l’incontro

14.50 – È giunto all’università Vanvitelli l’avvocato ed arbitro internazionale Gianluca Aureliano.

14.30 – A breve avrà inizio l’incontro

Segui con noi in diretta dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” l’incontro di approfondimento dedicato a uno dei temi più dibattuti nel mondo del calcio contemporaneo: il Protocollo VAR. L’appuntamento, dal titolo “Il Protocollo VAR: chi è sotto processo? La disciplina giuridica, la sua interpretazione e la sua applicazione”, inizierà alle ore 14:30 presso Palazzo Melzi, Aula I, a Santa Maria Capua Vetere.

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