In Malaysia è entrato in vigore il divieto di utilizzare i social media per le persone con meno di 16 anni

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In Malaysia è entrato in vigore il divieto di utilizzare i social media per le persone con meno di 16 anni

In Malaysia è entrato in vigore il divieto di utilizzare i social media per le persone con meno di 16 anni, che il governo aveva annunciato a novembre: da oggi, lunedì 1 giugno, le aziende che gestiscono piattaforme social devono impedire a chi ha meno di 16 anni di creare un account, attraverso un sistema di verifica dell’età. Il divieto vale per tutte le piattaforme che hanno almeno 8 milioni di utenti: tra queste ci sono Facebook, Instagram, TikTok e YouTube.

Per le aziende che non rispettano il divieto sono previste sanzioni fino a 10 milioni di ringgit (poco più di 2 milioni di euro). Non sono previste sanzioni per i genitori delle persone che riescano ad aggirare il divieto, per esempio attraverso una connessione VPN, il software che permette di navigare come se ci si trovasse in un altro paese.

Sempre più paesi in tutto il mondo stanno vietando l’utilizzo dei social network alle persone più giovani, con l’idea di limitare gli effetti negativi che queste piattaforme hanno sulla loro salute mentale. Della questione dell’impatto dei social sulle persone più giovani si dibatte da anni, con conclusioni ancora poco definite. Il primo paese ad aver introdotto un divieto di questo tipo è stata l’Australia, a dicembre. Negli Stati Uniti, a gennaio, è iniziato il primo processo che dovrà stabilire se le società proprietarie dei principali social network, tra cui Meta, YouTube e TikTok, abbiano creato volontariamente dei prodotti che generano dipendenza, specialmente negli utenti più giovani, causando vari danni tra cui ansia, depressione e autolesionismo.

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