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Al lago di Carezza sono già 155 i droni fermati dai ranger: tra controlli, intercettazioni e cadute in acqua, il caso riaccende il tema delle regole EASA e della tutela delle aree naturali protette.
Giorgio Poschiavin ha fermato 155 droni dallinizio della stagione estiva 2026 sulle rive del lago di Carezza, in Alto Adige. Il dato, riferito all11 settembre 2026, riguarda i voli intercettati durante il servizio del Sdtirol Alto Adige Ranger, non 155 apparecchi abbattuti o neutralizzati con strumenti elettronici.
Il numero racconta una situazione meno spettacolare di quanto potrebbe suggerire la parola fermati. A Carezza nessun drone risulta abbattuto o bloccato con apparati elettronici: il ranger individua il volo, raggiunge chi lo sta pilotando e chiede di interromperlo. Quando la situazione lo richiede, entrano in gioco la vigilanza forestale e gli altri soggetti incaricati dei controlli.
La vicenda mette in evidenza anche luso ambivalente di questi apparecchi. Un drone pu servire a osservare un territorio, registrare un paesaggio o produrre immagini professionali. Nello stesso luogo, per, pu diventare una violazione delle regole, disturbare la fauna oppure creare un ostacolo alle operazioni di soccorso.
Giorgio Poschiavin e i 155 droni fermati
Poschiavin accompagnatore di media montagna e maestro di sci, originario della Val di Fassa. Dalla met di maggio 2026 presidia il lago di Carezza; il servizio dovrebbe proseguire fino alla met di ottobre, sei giorni alla settimana, nelle fasce orarie in cui si concentra il maggior numero di visitatori.
La ricerca dei droni occupa soltanto una parte della sua giornata. Al lago fornisce indicazioni sui sentieri, aiuta chi non riesce a orientarsi nella rete stradale della zona e descrive le caratteristiche naturali del sito. Richiama anche i visitatori che oltrepassano le recinzioni o si avvicinano alle rive.
Il controllo dei voli rientra quindi in un lavoro pi ampio di gestione delle presenze. Il ranger un punto di riferimento visibile sul posto, non un operatore addetto esclusivamente allintercettazione degli apparecchi.
diventata quasi una sfida, ha detto Poschiavin parlando del comportamento di alcuni piloti. C chi cerca un punto di decollo meno esposto o sceglie unarea dalla quale il ranger impiega pi tempo per arrivare. Non sempre serve, perch il pilota pu essere riconosciuto osservando il punto di partenza, il telecomando o la direzione del volo.
Il drone resta spesso visibile sopra lo specchio dacqua. Il pilota, inoltre, deve mantenere il contatto visivo con il velivolo quando opera nella categoria aperta prevista dal regolamento europeo. Questo vincolo pu rendere pi semplice individuare la persona che sta conducendo il volo, anche quando cerca di non farsi notare.
I 155 casi comprendono il periodo che va dallinizio della stagione 2026 all11 settembre dello stesso anno. Il dato non coincide automaticamente con il numero di multe, denunce o procedimenti amministrativi. Poschiavin non si sostituisce alle forze dellordine e, nelle situazioni ordinarie, non ha il compito di comminare sanzioni.
I quindici Sdtirol Alto Adige Ranger
Il progetto pilota Sdtirol Alto Adige Ranger stato attivato per lestate 2026 nei luoghi dellAlto Adige sottoposti a una forte pressione turistica. Il gruppo formato da 15 ranger, assunti dalle organizzazioni turistiche locali in collaborazione con i Comuni e con il GEOPARC Bletterbach.
Il servizio distribuito in diversi punti molto frequentati delle Dolomiti e dellAlto Adige:
- il lago di Carezza, in Val dEga;
- il lago di Braies;
- il Seceda e la Val Gardena;
- i passi dolomitici;
- la chiesetta di Ranui e Santa Maddalena di Funes;
- lAlpe di Siusi;
- la gola del Bletterbach.
Prima di lavorare sul territorio, i ranger ricevono una formazione dedicata alla comunicazione, alla gestione dei conflitti, alla tutela ambientale e allinformazione turistica. Nel corso della stagione possono inoltre confrontarsi con i centri visita dei parchi naturali e con le stazioni forestali competenti.
Il passaggio di consegne essenziale nei casi pi delicati. Il ranger osserva e informa; gli organismi competenti verificano la condotta e, quando previsto, procedono con gli accertamenti formali.
La divisa comune rende riconoscibile il servizio, ma non conferisce automaticamente poteri di polizia. Il presidio lavora sulla prevenzione e sulla presenza. Se il visitatore collabora, la questione pu chiudersi con latterraggio del drone e con una spiegazione delle regole applicabili.
Un rifiuto di interrompere il volo cambia il quadro. Lo stesso accade se il pilota mette in pericolo altre persone o mantiene un comportamento rischioso: in quei casi possono essere coinvolti i forestali, la polizia municipale o le forze dellordine.
Il significato concreto di drone fermato
Nel linguaggio giornalistico, fermare un drone pu evocare un abbattimento, una rete lanciata da terra o un sistema capace di assumere il controllo del velivolo. A Carezza il significato documentato molto pi pratico: il ranger vede il volo, individua il pilota e gli chiede di interrompere loperazione.
Nel conteggio possono rientrare situazioni differenti:
- un apparecchio ancora in volo, fatto atterrare dal proprio operatore;
- un pilota richiamato mentre sta decollando o sta preparando il dispositivo;
- un drone caduto tra gli alberi e recuperato con lintervento dei forestali;
- un apparecchio precipitato nel lago, rimosso in un secondo momento con laiuto di sommozzatori;
- un volo interrotto dopo che stato identificato il responsabile.
Queste circostanze non hanno lo stesso valore sul piano amministrativo. Un richiamo non una sanzione. Il recupero di un drone caduto, poi, non dimostra da solo che il pilota sia stato riconosciuto, multato o denunciato.
Le informazioni disponibili non attribuiscono a Poschiavin luso di sistemi di jamming, reti lanciate da terra, droni intercettori o apparecchiature per labbattimento fisico. La tecnologia citata nel caso soprattutto quella del drone, osservato come oggetto da controllare, insieme alle mappe digitali che indicano le aree dove il volo limitato o vietato.
Come vengono riconosciuti i voli sul lago
Il primo strumento la presenza fisica. Sopra una superficie dacqua aperta, un drone pu essere riconosciuto dal rumore, dalla sagoma o dalla traiettoria. Anche il pilota lascia indizi: il punto da cui decolla, il telecomando che impugna e la direzione dalla quale il velivolo entra nellarea possono aiutare a individuarlo.
Al presidio del ranger si aggiungono i controlli della Stazione di vigilanza forestale Latemar. I forestali verificano la situazione anche al mattino presto e nelle ore serali, quando alcuni visitatori provano a evitare il momento di maggiore affluenza.
La loro attivit non si limita agli apparecchi radiocomandati. Riguarda anche i campeggi, gli accessi oltre le recinzioni e gli altri comportamenti vietati nella zona.
Non stato reso pubblico un sistema locale specifico di rilevamento automatico installato sul lago di Carezza. Non risultano documentati, per il servizio 2026, radar, sensori acustici o apparati di intercettazione attribuiti ai ranger. Sarebbe quindi scorretto descrivere il presidio come una rete tecnologica capace di localizzare ogni drone in modo automatico.
La tecnologia entra comunque gi nella fase che precede il decollo. Prima di volare, il pilota deve consultare la carta delle zone geografiche UAS. In Italia la verifica passa dal portale D-Flight, che riporta le limitazioni dello spazio aereo e le aree in cui il volo vietato, subordinato a unautorizzazione o sottoposto a condizioni specifiche.
Perch i droni finiscono nellacqua
Prima dellavvio del servizio dei ranger, diversi droni erano precipitati nel lago di Carezza. Il responsabile forestale Bernd Pardeller ha richiamato lattenzione sul pericolo rappresentato dalle batterie: se danneggiate, possono rilasciare sostanze nel bacino e rendere necessario il recupero dellapparecchio.
Non c soltanto il tema dellinquinamento. Un drone finito in acqua pu richiedere lintervento di sommozzatori, con costi e rischi a carico dellorganizzazione locale o dei servizi chiamati a intervenire. Gli apparecchi caduti nel bosco, invece, possono rimanere impigliati tra i rami e devono essere rimossi dai forestali.
La Provincia di Bolzano descrive il lago come un corpo idrico alpino oligotrofico, con acque limpide e un alto valore paesaggistico. La scheda provinciale aggiornata nel 2026 indica una profondit massima di 17 metri. Il lago si trova a 1.519 metri sul livello del mare.
Lacqua trasparente contribuisce alla fama fotografica del luogo. Rende per pi evidente anche un oggetto estraneo abbandonato sul fondo. Un drone acquistato per ottenere limmagine perfetta pu trasformarsi in un rifiuto tecnologico difficile da recuperare.
Il lago di Carezza come monumento naturale
Il divieto di volo non dipende soltanto dalle norme generali sui droni. La Provincia di Bolzano indica il lago di Carezza e larea forestale che arriva fino al lago di Mezzo come monumento naturale tutelato. Le rive sono recintate e laccesso non consentito.
La protezione riguarda il paesaggio, le acque, il bosco circostante e la tranquillit dellambiente. Per questo il lago non pu essere trattato come un semplice punto panoramico da cui far partire un drone per realizzare immagini personali o contenuti destinati ai social network.
Il perimetro da rispettare non coincide necessariamente con il bordo dellacqua. Nel controllo rientrano le recinzioni, le piattaforme panoramiche, i percorsi e il bosco vicino. Un pilota che decolla dal parcheggio o da un sentiero esterno pu comunque far sorvolare al proprio apparecchio una zona soggetta a tutela.
Le competenze sono distribuite tra pi soggetti:
- la Provincia autonoma di Bolzano, attraverso gli uffici che seguono natura, paesaggio e demanio provinciale;
- la Stazione forestale Latemar, per i controlli sul territorio e il recupero degli apparecchi;
- il Comune di Nova Levante, nel cui territorio si trova il lago;
- le organizzazioni turistiche locali, che collaborano alla gestione dei ranger;
- ENAC, per le regole aeronautiche e le zone geografiche UAS;
- le forze dellordine, quando necessario un accertamento formale.
Le regole EASA per la categoria aperta
Il riferimento europeo il regolamento UE 2019/947, che disciplina le operazioni con sistemi aeromobili senza equipaggio. Il quadro distingue tra categoria aperta, categoria specifica e categoria certificata, in base al livello di rischio dellattivit.
La categoria aperta comprende molte operazioni ricreative e professionali a rischio contenuto. Non autorizza per a volare in qualsiasi luogo. Per restare allinterno di questa categoria, loperazione deve rispettare condizioni precise:
- il peso massimo al decollo deve essere inferiore a 25 chilogrammi;
- il pilota deve mantenere il drone entro la propria linea visiva, fatte salve le eccezioni previste;
- laltezza ordinaria massima di 120 metri dal punto pi vicino della superficie terrestre;
- il drone non deve sorvolare assembramenti di persone;
- il dispositivo non pu trasportare merci pericolose n sganciare materiali;
- il pilota deve conservare una distanza sicura dalle persone non coinvolte.
La categoria aperta articolata nelle sottocategorie A1, A2 e A3. La scelta dipende dal tipo di apparecchio, dalla classe del drone, dalla distanza dalle persone e dallambiente in cui viene effettuato il volo. Anche un modello leggero dotato di videocamera pu richiedere la registrazione delloperatore e il rispetto di obblighi specifici.
Il pilota deve consultare anche le zone geografiche pubblicate dallo Stato interessato. Rientrare nella categoria aperta, possedere i requisiti tecnici e rispettare i limiti di altezza non cancellano un eventuale divieto ambientale locale.
Che cosa controllare su ENAC e D-Flight
In Italia lEnte Nazionale per lAviazione Civile, lautorit che disciplina e controlla laviazione civile, richiede agli operatori di verificare lo spazio aereo prima di ogni volo. La verifica deve considerare la zona, laltezza prevista, il tipo di operazione e la categoria applicabile.
Tra gli obblighi ordinari rientrano:
- la registrazione delloperatore, quando prevista;
- lapplicazione sul drone del codice identificativo europeo nel formato richiesto;
- la disponibilit di unassicurazione adeguata nei casi in cui sia obbligatoria;
- il possesso della competenza richiesta al pilota;
- la consultazione della mappa D-Flight prima di ogni operazione;
- la verifica di eventuali autorizzazioni aggiuntive.
Le mappe possono segnalare zone rosse, arancioni o sottoposte ad altre limitazioni. Il colore, preso da solo, non basta: occorre leggere le condizioni associate alla singola area. In una zona il volo pu essere vietato; in unaltra pu essere ammesso soltanto con il nulla osta dellente che ne ha richiesto listituzione.
La formula giornalistica zona rossa non sostituisce la consultazione della fonte ufficiale. A Carezza, comunque, la tutela del monumento naturale e il divieto ambientale rendono insufficiente la sola appartenenza alla categoria aperta. Il pilota deve tenere conto anche della disciplina provinciale e delle regole che proteggono il sito.
Il divieto nelle aree naturali protette
Secondo le indicazioni della Provincia di Bolzano, nei parchi naturali, nei principali biotopi e nelle aree naturali protette luso dei droni soggetto a un divieto rigoroso. Nei parchi naturali possono essere previste deroghe quando lattivit viene svolta su incarico o in collaborazione con lamministrazione del parco, oppure per finalit di pubblico interesse compatibili con la protezione dellarea.
Il lago di Carezza non deve essere confuso automaticamente con uno dei sette parchi naturali provinciali. La sua tutela deriva dalla qualificazione dellarea come monumento naturale e dalle disposizioni locali applicabili al sito. Per chi visita il luogo, lindicazione pratica resta chiara: non si possono far volare droni sul lago e nellarea sottoposta a tutela.
Una produzione cinematografica, unagenzia pubblicitaria o un ente di ricerca non possono considerare la propria finalit professionale sufficiente a superare il divieto. Lo scopo del volo pu essere valutato dentro una richiesta autorizzativa, ma non prende il posto dellautorizzazione.
Le possibili conseguenze per chi viola le regole
Il ranger pu chiedere linterruzione del volo e segnalare il comportamento. Lidentificazione del pilota, laccertamento della violazione e leventuale sanzione spettano agli organi competenti, secondo la natura della condotta.
Il quadro pu cambiare in base a ci che accaduto:
- violazione delle zone geografiche UAS o delle regole aeronautiche;
- inosservanza delle norme provinciali sul paesaggio;
- accesso oltre le recinzioni o danneggiamento delle strutture;
- disturbo arrecato a persone, animali o attivit di soccorso;
- abbandono del drone nellacqua o nel bosco;
- rifiuto di collaborare con gli operatori incaricati dei controlli;
- creazione di un pericolo per visitatori o altri velivoli.
Per la stagione 2026 non stato pubblicato un rapporto ufficiale che trasformi i 155 droni fermati da Poschiavin in altrettante sanzioni. Il numero disponibile riguarda gli interventi o i richiami. Non descrive lesito amministrativo di ogni singolo episodio.
La precisione della formula conta anche nella scrittura giornalistica e nei titoli destinati alla ricerca online. Dire 155 droni abbattuti significherebbe raccontare un fatto diverso da quello documentato. Le espressioni corrette sono 155 droni fermati oppure 155 voli interrotti, a meno che nuove comunicazioni ufficiali non precisino quanti apparecchi siano stati abbattuti, sequestrati o sanzionati.
Il ruolo del ranger prima dellintercettazione
A Carezza la sorveglianza non coincide con una procedura automatica. Molte situazioni si risolvono con una persona capace di riconoscere il rischio, raggiungere il pilota e spiegare perch quel volo non consentito.
La pazienza, in questo lavoro, serve quanto la capacit di osservare. Molti visitatori non distinguono tra una regola generale dellUnione europea e una limitazione specifica dellarea protetta. C chi ritiene che un drone sotto i 250 grammi sia libero da ogni obbligo. Altri interpretano lassenza di un cartello visibile come prova dellassenza di un divieto.
Il dialogo consente di correggere lequivoco prima che il volo provochi danni. Se il confronto non basta, il ranger non deve improvvisare una cattura. Deve chiamare gli organismi che dispongono delle competenze necessarie per il controllo formale.
Il doppio uso dello stesso apparecchio
Un drone pu documentare il ritiro dei ghiacciai, controllare un versante dopo una tempesta, seguire una frana o produrre immagini utili alla gestione del territorio. In un ambiente affollato e tutelato, quello stesso dispositivo pu fare rumore, invadere la privacy, disturbare la fauna e interferire con un eventuale elicottero di emergenza.
Al lago di Carezza il rischio ha anche una componente fisica. Un apparecchio precipitato pu restare nel bosco o nellacqua; una batteria danneggiata pu rendere necessario un recupero complesso. Lo strumento usato per mostrare la bellezza del paesaggio rischia cos di lasciare una traccia proprio nel luogo che voleva riprendere.
Anche la prevenzione si appoggia, almeno in parte, alla tecnologia. Le mappe digitali, i sistemi di geolocalizzazione e gli strumenti che aiutano a conoscere lo spazio aereo permettono al pilota informato di evitare larea vietata. Il drone resta quindi il problema da controllare, ma gli strumenti digitali possono aiutare a non farlo decollare dove non consentito.
Che cosa verificare prima del decollo
Il messaggio che arriva da Carezza semplice: il peso ridotto dellapparecchio non riduce la responsabilit di chi lo pilota. Prima di accendere i motori bisogna controllare la zona geografica UAS, leggere le regole dellarea naturale, valutare la presenza di persone e verificare se siano necessarie autorizzazioni ulteriori.
La consultazione della mappa soltanto il primo passaggio. Il pilota deve rispettare i limiti tecnici e operativi applicabili, mantenere le distanze richieste, non interferire con i soccorsi e recuperare il drone in caso di caduta. Abbandonarlo nellacqua o nel bosco aggiunge un altro problema a quello del volo vietato.
I 155 interventi registrati nella stagione 2026 mostrano soprattutto questo: un volo che appare innocuo sullo schermo del telefono pu diventare subito un problema per unarea tutelata. Il ranger non soltanto la persona che richiama chi usa un drone. il punto di contatto tra le regole dellaviazione civile, la tecnologia del volo e la responsabilit di conservare un ambiente naturale fragile.

