ULSS 9 Verona usa la realtà virtuale per formare medici alle emergenze

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ULSS 9 Verona usa la realtà virtuale per formare medici alle emergenze

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A Bussolengo, ULSS 9 Verona sperimenta la realtà virtuale per allenare i medici alle emergenze: simulazioni standardizzate, stress guidato e manichini misurano decisioni, interventi ed efficacia.

LAzienda ULSS 9 Scaligera ha avviato a Bussolengo, nel Centro di Formazione dellospedale Orlandi, il progetto ReadyToSave VR per addestrare alle emergenze attraverso scenari immersivi di primo soccorso. Liniziativa, presentata l11 settembre 2026, coinvolge Digital Mosaik, studio trentino specializzato in realt virtuale e progettazione di esperienze formative. Lidea nasce da una necessit molto concreta: preparare medici, infermieri e altri soccorritori a prendere decisioni in ambienti meno ordinati di unaula, dove possono esserci rumori, ostacoli, persone attorno e una pressione emotiva difficile da riprodurre durante una lezione.

Il percorso non mette da parte manichini, istruttori o programmi certificati. Aggiunge una fase di allenamento ripetibile. Chi partecipa entra in una situazione simulata, osserva ci che accade, decide come intervenire e riceve un riscontro sulle azioni compiute. La realt virtuale, quindi, non serve soltanto a mostrare unemergenza: permette di esercitare il comportamento che precede e accompagna la manovra salvavita.

ReadyToSave VR prende forma a Bussolengo

Il progetto stato sviluppato nel Centro di Formazione dellULSS 9 Scaligera, allinterno dellospedale Orlandi di Bussolengo. La struttura accreditata dallItalian Resuscitation Council, organizzazione scientifica italiana impegnata nella diffusione della rianimazione cardiopolmonare e nella formazione alle emergenze. Il Centro opera anche negli ospedali di Legnago e San Bonifacio; la prima applicazione del percorso immersivo, per, parte dal polo di Bussolengo.

Alla presentazione hanno partecipato Daniela Marcer, direttrice medica ospedaliera per Bussolengo-Villafranca, Mauro Carlini, direttore del Dipartimento intraziendale strutturale dellEmergenza urgenza, Nicola Zanetti, direttore delle Professioni sanitarie, Alessandro Ortombina, coordinatore del Centro di Formazione, e Manuel Bazzanella, fondatore di Digital Mosaik. Erano presenti anche i consiglieri regionali Anna Leso e Filippo Rigo.

Digital Mosaik uno studio fondato a Trento nel 2016. Si occupa di apprendimento immersivo, serious game, realt virtuale e aumentata e strumenti di comunicazione destinati ad aziende, istituzioni e musei. Nel rapporto con lULSS 9, la collaborazione non viene presentata come la semplice fornitura di un software. Il lavoro parte dagli istruttori, deve essere verificato nelluso quotidiano e dovrebbe svilupparsi sulla base delle osservazioni raccolte durante le sessioni.

Perch laula ordinata non riproduce lemergenza

Una procedura di primo soccorso pu essere spiegata in aula e provata su un manichino. In questo modo lattenzione si concentra sul gesto, sullordine dei passaggi e sulla precisione tecnica. Quando lintervento avviene davvero, per, entrano in gioco variabili che non riguardano soltanto la conoscenza della manovra. Lo spazio pu essere stretto, le persone presenti possono parlare o urlare, la scena pu essere affollata e la situazione pu cambiare mentre il soccorritore sta gi agendo.

ReadyToSave VR lavora su questa componente situazionale. Lallievo non resta a guardare una dimostrazione dallesterno: viene inserito in un contesto plausibile e deve trasformare le informazioni disponibili in una sequenza di azioni. In questo modo laddestramento pu coinvolgere nello stesso esercizio la valutazione della scena, la scelta dellintervento, il coordinamento e la gestione della pressione. Il paziente reale non corre rischi.

La differenza rilevante anche sul piano didattico. Eseguire pi volte un gesto non significa necessariamente saperlo scegliere nel momento appropriato. Uno scenario immersivo mette la procedura in rapporto con lambiente e con levoluzione dellevento. Listruttore pu cos osservare non soltanto se una manovra stata eseguita correttamente, ma anche quale percorso ha portato lutente a quella decisione.

Nella simulazione si osserva, si decide, si interviene

ReadyToSave VR propone scenari di emergenza collocati in luoghi della vita quotidiana. Tra quelli indicati ci sono un bagno pubblico e un ambiente sportivo. Chi indossa il dispositivo si trova di fronte a una situazione da interpretare: deve riconoscere gli elementi importanti, valutare il contesto e applicare le procedure previste mentre lambiente continua a modificarsi.

La sequenza formativa comprende quattro momenti collegati:

  • lettura dellambiente, prestando attenzione alla sicurezza della scena e agli elementi che possono orientare lintervento;
  • valutazione della situazione, per capire quali informazioni raccogliere e quale risposta attivare;
  • esecuzione delle azioni, applicando nello scenario virtuale le procedure di primo soccorso;
  • restituzione del risultato, con indicazioni utili a correggere gli errori e consolidare le competenze.

La struttura non fa della realt virtuale un sostituto dellesercitazione pratica. Il lavoro sul manichino rimane necessario per confrontarsi con il corpo, con la resistenza dei materiali e con la supervisione diretta dellistruttore. Lambiente digitale aggiunge unesperienza diversa: la scena deve essere vissuta tenendo insieme informazioni, tempi e reazioni.

questo il punto che separa una semplice dimostrazione da un esercizio decisionale. Una persona pu ricordare la sequenza teorica e, allo stesso tempo, non riconoscere subito quale passaggio sia prioritario quando la scena presenta pi stimoli. La simulazione consente di lavorare proprio su quel passaggio, senza trasformare ogni errore in un rischio per chi ha bisogno di aiuto.

Training e Test hanno obiettivi differenti

Lesperienza divisa in una modalit Training e in una modalit Test. Nel Training lutente viene accompagnato passo dopo passo. una modalit pensata per familiarizzare con lo scenario e capire come si sviluppa la sequenza operativa. La risposta corretta conta, ma conta anche riconoscere i passaggi da compiere e il loro ordine.

Nel Test, invece, lallievo dispone di maggiore autonomia. Il sistema prende in esame le azioni e le scelte compiute e restituisce un punteggio fondato su competenze tecniche e comportamentali, indicate nel progetto come hard skills e soft skills. Per gli istruttori il risultato pu diventare una base pi precisa per capire quali aree richiedano ulteriore lavoro.

Tra gli aspetti osservabili rientrano la correttezza della procedura, la capacit di selezionare una risposta adeguata, la gestione del contesto e il comportamento sotto pressione. I materiali disponibili non riportano, per questa sperimentazione, tempi medi di risposta, percentuali di errore, livelli di memorizzazione, riduzioni dei costi o confronti statistici gi conclusi con la formazione tradizionale. Il punteggio descrive la sessione di esercitazione; da solo non dimostra un miglioramento clinico.

Modalit Funzione formativa Riscontro
Training Accompagna lutente lungo la sequenza operativa Indicazioni fornite durante lesercitazione
Test Valuta in autonomia decisioni e azioni Punteggio relativo alle competenze tecniche e comportamentali

La guida emotiva inserisce lo stress nellesercizio

Tra gli elementi indicati come distintivi di ReadyToSave VR c una guida emotiva integrata. Il supporto stato progettato per aiutare lutente a riconoscere e gestire lo stress associato a una situazione di emergenza. La componente psicologica viene trattata insieme alla tecnica, perch la lucidit pu incidere sulla capacit di seguire una procedura, comunicare con le altre persone e mantenere una sequenza ordinata.

Affrontare questo aspetto in un ambiente controllato offre una possibilit precisa: lerrore non produce conseguenze su una persona reale e pu essere discusso durante il debriefing. Listruttore pu ricostruire la scelta effettuata, individuare il momento in cui lallievo ha perso lorientamento e analizzare il modo in cui la pressione ha modificato il comportamento. Il sistema non sostituisce quel confronto professionale. Gli fornisce una situazione vissuta e ripetibile da esaminare.

Dopo una prova si pu ricominciare. Questa possibilit separa lerrore dalla paura di sbagliare davanti a un paziente: lallievo pu ripetere lesercizio, verificare leffetto di una decisione diversa e consolidare gradualmente la risposta. La ripetizione, per, ha bisogno di obiettivi chiari e supervisione. Ripetere molte volte un comportamento scorretto non lo rende corretto.

Gli utenti iniziali e le possibili aperture

Il primo gruppo coinvolto comprende gli istruttori del Centro di Formazione e i professionisti sanitari dellULSS 9. Nel corso della sua attivit, il Centro di Bussolengo ha coinvolto circa 2.800 medici e infermieri dellAzienda in percorsi formativi, simulazioni, esercitazioni e aggiornamenti. Questo numero riguarda la storia delle attivit del Centro, non le persone gi formate attraverso ReadyToSave VR.

Il progetto guarda anche fuori dallorganizzazione sanitaria. Tra gli sviluppi previsti figurano lapertura a scuole e volontariato e la possibilit di adattare lesperienza ad altri contenuti formativi. La prima fase resta interna e assegna agli istruttori un ruolo centrale nelladozione dello strumento. Prima di allargare lutilizzo, questa impostazione consente di verificare la coerenza tra lo scenario digitale, le procedure insegnate e le esigenze dei gruppi di discenti.

Il livello di autonomia non pu essere uguale per tutti. Un professionista sanitario pu lavorare su obiettivi tecnici pi articolati. Uno studente o un volontario, invece, pu concentrarsi sul riconoscimento dellemergenza, sullallerta dei soccorsi e sulle prime manovre previste dal proprio percorso. La personalizzazione dei contenuti perci una scelta organizzativa, oltre che una funzione del sistema tecnologico.

Una base formativa gi estesa

Linserimento della realt virtuale avviene dentro unattivit gi organizzata. Il Centro di Formazione dellULSS 9 si occupa di mantenere e aggiornare le competenze del personale aziendale attraverso esercitazioni pratiche e simulazioni. Il dato di circa 2.800 discenti, riferito alle attivit svolte fino alla presentazione del progetto nel 2026, mostra che esistono gi una platea e una struttura alle quali collegare il nuovo strumento.

C poi il lavoro rivolto alla cittadinanza. Entro il 2026, i programmi dedicati alle scuole hanno coinvolto circa 3.000 studenti nel territorio veronese, avvicinandoli alla rianimazione cardiopolmonare, alle manovre salvavita e al riconoscimento delle situazioni urgenti. ReadyToSave VR pu collegarsi a questa missione, ma lestensione agli istituti scolastici indicata come sviluppo futuro. Non viene descritta come unattivit gi completata con la realt virtuale.

La distinzione tra professionisti e popolazione serve anche a definire gli obiettivi. Nel primo caso si lavora sul mantenimento delle abilit cliniche e decisionali. Nel secondo si prepara il primo anello della catena della sopravvivenza, cio la persona che assiste allevento prima dellarrivo dei soccorsi. Cambiano gli scenari, il linguaggio e i criteri con cui valutare la prestazione.

Il manichino e il visore svolgono funzioni diverse

ReadyToSave VR non sostituisce il percorso formativo certificato. Restano il manichino, la docenza degli istruttori e gli standard dellItalian Resuscitation Council. Il progetto si colloca in una fase complementare, utile a collegare la procedura al contesto e a ripetere decisioni e reazioni in condizioni controllate.

La combinazione dei due strumenti pu essere organizzata in una progressione di questo tipo:

  • teoria e dimostrazione, per comprendere la procedura e gli obiettivi dellintervento;
  • pratica sul manichino, per esercitare il gesto con la supervisione diretta;
  • scenario immersivo, per applicare la risposta in un ambiente con variabili e pressione;
  • debriefing e ripetizione, per analizzare le scelte e correggere il comportamento;
  • valutazione dellistruttore, cos da integrare i dati digitali con losservazione professionale.

La sequenza evita di presentare tecnologia e formazione tradizionale come alternative incompatibili. La realt virtuale non restituisce la sensazione fisica completa di una procedura e non pu certificare da sola la competenza di un operatore. La pratica tradizionale, a sua volta, non ricrea con la stessa facilit ambienti diversi n consente di riproporre una sequenza decisionale identica senza predisporre ogni volta una nuova simulazione.

Il valore del percorso dipende quindi dallintegrazione. Un visore pu rendere pi concreto il contesto, ma non sostituisce il contatto con il manichino. Un esercizio pratico pu verificare il gesto, ma non basta sempre a valutare il modo in cui una persona legge la scena e decide sotto pressione.

La standardizzazione permette di ripetere le prove

Unemergenza reale non pu essere programmata e non pu diventare unesercitazione. Una simulazione digitale, invece, consente di proporre uno scenario definito, ripeterlo e confrontare le risposte di persone diverse. Il formatore pu lavorare sugli stessi obiettivi senza interrompere un servizio sanitario o allestire ogni volta un ambiente fisico completo.

Questo vantaggio organizzativo non equivale automaticamente a un risparmio. Nei materiali disponibili non sono indicati i costi di acquisto, il costo di una sessione, la durata delle esercitazioni, il numero dei dispositivi impiegati o un confronto economico con la simulazione tradizionale. Sono quindi documentabili la ripetibilit e la flessibilit del metodo, non una percentuale di riduzione della spesa.

La standardizzazione pu riguardare il contenuto, le condizioni di partenza e i criteri di osservazione. Per restare utile nel tempo, dovrebbe anche conservare una traccia delle prestazioni e proteggere i dati degli utenti, lasciando allistruttore il compito di interpretarli. Il progetto specifica che le informazioni restano nella disponibilit dei formatori. un aspetto rilevante quando si lavora su risultati individuali.

Come si potr misurare lefficacia

Per valutare il progetto non basta la qualit grafica dellambiente virtuale, cos come non basta sapere se lesperienza piaciuta agli utenti. Una sperimentazione formativa offre informazioni pi solide quando collega lesercizio a indicatori osservabili e confrontabili. Possono rientrare in questa verifica il tempo necessario a riconoscere la situazione, la correttezza della sequenza, il numero di errori, la capacit di ricordare la procedura dopo un certo intervallo e la stabilit della prestazione dopo pi sessioni.

Altri indicatori riguardano il lavoro di gruppo: la chiarezza della comunicazione, la distribuzione dei compiti, la richiesta di aiuto, la gestione dellambiente e la capacit di mantenere la calma. Un confronto tra realt virtuale e lezione tradizionale richiederebbe gruppi, obiettivi e criteri omogenei, oltre a una misurazione prima e dopo laddestramento. Le informazioni disponibili descrivono le funzioni del sistema, ma non riportano ancora risultati numerici di questo tipo.

Il progetto stato pensato per raccogliere osservazioni e dati durante il suo sviluppo. Per questo pi corretto parlare di potenziale formativo e di strumento di supporto, non di efficacia clinica gi dimostrata per lULSS 9. Le revisioni generali sulle tecnologie immersive segnalano benefici possibili nella formazione e nella simulazione; i risultati ottenuti in altri contesti, per, non possono essere trasferiti automaticamente a questa applicazione specifica.

Restano da verificare anche aspetti pratici: la continuit dellutilizzo, la qualit del debriefing, la capacit degli istruttori di leggere i risultati e la tenuta delle competenze a distanza di tempo. Sono questi elementi, pi delleffetto iniziale del dispositivo, a stabilire se lesperienza entra davvero nel percorso formativo.

Nuovi contenuti e pi dispositivi

La sperimentazione dovrebbe procedere per fasi. Dopo il coinvolgimento degli istruttori del Centro di Bussolengo, lULSS 9 prevede di raccogliere i loro riscontri e di utilizzare i dati per migliorare lesperienza. Tra le direzioni indicate ci sono ladattamento ad altri contenuti formativi, la distribuzione digitale su pi dispositivi e lapertura a ulteriori pubblici.

Non esiste, invece, un calendario pubblico dettagliato per lestensione alle sedi di Legnago e San Bonifacio o per ladozione da parte di altre aziende sanitarie. Un trasferimento in strutture diverse richiederebbe verifiche sulla compatibilit tecnica, sulle procedure didattiche, sulle competenze degli istruttori e sulla gestione dei dati. Avere unapplicazione disponibile non rende automaticamente uniforme la formazione tra organizzazioni differenti.

Un possibile sviluppo riguarda scenari con maggiore variet clinica e ambientale, come accade in altre sperimentazioni italiane sulla simulazione immersiva. Per ReadyToSave VR, per, le ambientazioni citate sono attualmente luoghi quotidiani, tra cui il bagno pubblico e lambiente sportivo. Al progetto dellULSS 9 non vanno attribuiti scenari o procedure che non siano stati presentati esplicitamente.

Che cosa serve per replicare il modello

Una struttura sanitaria interessata a un percorso simile dovrebbe cominciare dagli obiettivi, non dal dispositivo. La prima domanda riguarda la competenza difficile da allenare con continuit: riconoscere unemergenza, scegliere una procedura, comunicare, coordinarsi oppure gestire lo stress. Solo in seguito si possono definire gli scenari, i livelli di difficolt e i criteri di valutazione.

La replicabilit richiede almeno questi elementi:

  • istruttori preparati, in grado di collegare scenario digitale, pratica e debriefing;
  • contenuti validati, coerenti con le procedure e con gli standard formativi applicati;
  • spazi e dispositivi, accompagnati da assistenza tecnica e da condizioni duso sicure;
  • criteri di misurazione, stabiliti prima delle sessioni e applicati in modo coerente;
  • governance dei dati, con accessi controllati e utilizzo limitato agli scopi formativi;
  • piano di integrazione, per evitare che la simulazione resti separata dal percorso certificato.

Questi requisiti pesano pi delleffetto dimostrativo della tecnologia. Un ambiente immersivo ben costruito, ma privo di supervisione o scollegato dagli obiettivi didattici, rischia di produrre unesperienza coinvolgente senza un apprendimento verificabile.

Serve anche una responsabilit chiara nella lettura dei risultati. Il punteggio pu indicare un errore o una difficolt, ma non spiega sempre da solo perch si siano verificati. Linterpretazione dellistruttore resta necessaria per distinguere una lacuna tecnica da una difficolt di orientamento, da un problema di comunicazione o da una reazione allo stress.

Dalla formazione sanitaria alla sicurezza della comunit

ReadyToSave VR collega due livelli della stessa catena: la preparazione dei professionisti e la diffusione delle manovre salvavita tra i cittadini. LULSS 9 ha gi coinvolto circa 2.800 medici e infermieri e circa 3.000 studenti nelle attivit del Centro e nei programmi scolastici, con dati riferiti alle attivit disponibili fino al 2026. Il progetto immersivo pu creare un collegamento tra questi pubblici, purch contenuti e valutazioni siano adeguati alle responsabilit di ciascuno.

Per un sanitario lobiettivo pu comprendere decisioni complesse, coordinamento e aggiornamento professionale. Per un volontario o uno studente pu consistere nel riconoscere rapidamente un arresto, attivare i soccorsi e cominciare le manovre apprese. La responsabilit cambia, cos come cambia il livello tecnico richiesto.

In entrambi i casi, la simulazione prepara a intervenire prima che lemergenza venga ricondotta a una spiegazione teorica. Il contesto viene vissuto, lerrore pu essere analizzato e la risposta pu essere ripetuta. Il valore pratico delliniziativa sta qui: nella combinazione di immersione, ripetibilit e supervisione.

La tecnologia non sostituisce il giudizio dellistruttore e non dimostra da sola un miglioramento degli esiti sui pazienti. Pu per rendere pi frequente e controllabile lallenamento a decisioni, coordinamento e reazioni sotto pressione, aspetti che una lezione frontale difficilmente riesce a riprodurre da sola.

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