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Un messaggio del 1918, cifrato con il sistema ADFGVX e rimasto indecifrabile per un secolo, stato risolto in poche ore dallintelligenza artificiale. La vicenda svela i limiti dei codici storici e offre spunti per la sicurezza informatica di oggi.
Il 27 novembre 1918, sedici giorni dopo l’armistizio della Prima guerra mondiale, un operatore radio tedesco trasmise un messaggio cifrato di 170 simboli sul Mar Nero. Per 108 anni nessuno era riuscito a leggerlo. A settembre 2026, GPT-6 Astra, il modello linguistico di OpenAI lanciato all’inizio dello stesso mese, lo ha decifrato in poche ore. La soluzione stata confermata confrontando il testo con i registri ufficiali della Royal Navy, che documentano l’arrivo dell’incrociatore HMS Canterbury a Sebastopoli proprio il 24 novembre 1918.
Il cifrario ADFGVX e la chiave dimenticata per un secolo
Il messaggio utilizzava l’ADFGVX, un sistema di cifratura manuale impiegato dall’esercito tedesco nel 1918. Il nome deriva dalle sei lettere (A, D, F, G, V, X) scelte perch distintive in codice Morse, riducendo gli errori radio. Ogni carattere originale veniva sostituito da una coppia di queste lettere, poi rimescolato secondo una parola chiave. Nel caso specifico, la chiave era TRUPPENVERSCHIEBUNG (“spostamento di truppe”), un termine gi documentato negli archivi storici dal manuale di James Rives Childs, ma associato alle comunicazioni solo dal 9 dicembre 1918. Questa discrepanza temporale aveva reso il messaggio irrisolvibile per un secolo, poich chiunque applicasse la chiave partendo dalla data sbagliata l’avrebbe scartata come irrilevante.
Dal lavoro umano all’intelligenza artificiale: tempi e metodi a confronto
Il crittografo Klaus Schmeh mantiene un elenco pubblico di circa cinquanta cifrari storici ancora irrisolti, tra cui questo messaggio. I tentativi umani richiedevano settimane di prova manuale di combinazioni, analizzando frequenze e strutture. Al contrario, GPT-6 Astra ha generato e testato decine di riorganizzazioni dei 170 simboli in poche ore, identificando la combinazione corretta che produceva un testo tedesco coerente. Lo sviluppatore Prinz, che pubblica esperimenti di crittoanalisi assistita da IA sul suo blog Substack, ha documentato l’intero processo, mostrando come il modello abbia collegato la chiave storica, le regole del cifrario e i registri navali per validare la soluzione.
Cosa rivela il messaggio decifrato
Il testo ricostruito recita: “EIN ENGLISCHER KREUZER EINLIEG X SEWASTOPOL X S4STEN X EIN GESCHWADER DER X ALLIIERTEN FOLGT 26STEN X”. Tradotto: un incrociatore inglese arrivato a Sebastopoli il 24, uno squadrone alleato segue il 26. Il messaggio non era un ordine di battaglia, ma un rapporto di intelligence navale sui movimenti alleati nel Mar Nero, giorni dopo l’armistizio dell’11 novembre. La verifica con i registri della Royal Navy ha confermato entrambe le date, trasformando una decifrazione plausibile in un fatto storico accertato.
Perch un codice storico pu essere vulnerabile oggi
L’episodio mostra come tecniche crittografiche del passato, pur sofisticate per l’epoca, siano riproducibili con metodi moderni. L’ADFGVX combinava sostituzione e trasposizione, ma la sua documentazione storica forniva la chiave necessaria. L’intelligenza artificiale non ha violato la sicurezza moderna, ha semplicemente accelerato il processo di scoperta basato su informazioni esistenti. Questo suggerisce che archivi cifrati simili potrebbero essere riaperti, ma evidenzia anche l’importanza di non dare per scontato che chiavi storiche siano obsolete per sistemi contemporanei.
Lezioni per la sicurezza informatica attuale
La decifrazione offre indicazioni concrete per valutare sia i reperti cifrati sia le analisi assistite dallIA:
- Conservare chiavi, date e contesto dei documenti: in questo caso, la data associata alla chiave aveva ostacolato la soluzione.
- Verificare ogni risultato confrontandolo con fonti indipendenti, come i registri della Royal Navy usati per confermare le date.
- Distinguere la ricostruzione di un cifrario storico dalla violazione di sistemi moderni: lIA ha accelerato lanalisi di un metodo documentato, non compromesso la crittografia attuale.
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