La Lazio le prova tutte per riavvicinare i tifosi al club: lettera del capo della comunicazione

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La Lazio le prova tutte per riavvicinare i tifosi al club: lettera del capo della comunicazione

Emanuele Floridi, responsabile della comunicazione della Lazio, ha scritto una lunga lettera aperta al quotidiano romano Il Tempo sul momento della società biancoceleste: “La sensazione, osservando il dibattito di queste settimane, è che la Lazio rischi di essere trascinata dentro una discussione permanente nella quale ogni parola genera una replica, ogni replica una controreplica e ogni confronto si trasforma inevitabilmente in uno scontro. Eppure, la Lazio merita qualcosa di più. Merita di essere rimessa al centro. Perché la Lazio non è soltanto il Presidente. Non è soltanto la proprietà. Non è soltanto il mercato, il bilancio, il Flaminio o la polemica del giorno. La Lazio è una comunità, una storia lunga oltre centoventisei anni, un patrimonio di emozioni che appartiene a generazioni diverse e una passione che attraversa famiglie, quartieri, città e continenti”.

La lettera, che ovviamente vi invitiamo a leggere sulle pagine del quotidiano in versione integrale, prosegue con una citazione di Umberto Lenzini, il presidente del primo scudetto biancoceleste – “È la Lazio che ha fatto grandi noi” -, che Floridi commenta così: “In quelle poche parole c’è probabilmente una delle lezioni più importanti della storia biancoceleste: la Lazio resta, gli uomini passano. Perché a volte sembra che non si riesca più a parlare della Lazio senza parlare soltanto di Claudio Lotito. Tutto diventa Lotito. Il Flaminio è Lotito, l’Academy è Lotito, il marchio è Lotito, il rapporto con i tifosi è Lotito. La Lazio è molto più grande di qualsiasi Presidente. Lo era prima e continuerà a esserlo dopo. È più grande di chi la guida, di chi la racconta, di chi la contesta e di chi scrive queste righe. È più grande dei gruppi, delle correnti di pensiero, dei salotti, dei tifosi più esposti mediaticamente e di chiunque ritenga di poter interpretare da solo il sentimento di un popolo vasto, complesso e plurale come quello laziale. Mi piacerebbe che tornasse a essere raccontata anche questa idea di Lazio. Una Lazio fatta di tifosi, certo. Tifosi che hanno il diritto di criticare, di firmare petizioni, di arrabbiarsi e di chiedere risposte. Ma anche una Lazio fatta di persone che lavorano ogni giorno, spesso senza apparire, sapendo di avere sulle spalle il sogno di milioni di laziali. Per questo credo che sia arrivato il momento di riportare il dibattito su ciò che conta davvero. Non sulle persone, ma sulla Lazio. Non sulle appartenenze, ma sul futuro”.

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