Meta, TikTok e Google hanno fatto causa alla California

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Meta, TikTok e Google hanno fatto causa alla California

Sostengono che una recente legge sulla tutela dei minori violi il primo emendamento, con possibili conseguenze a livello nazionale

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Meta (l’azienda proprietaria di Facebook e Instagram), TikTok e Google hanno fatto causa alla California per impedire l’applicazione di una legge statale approvata a settembre. La legge, che dovrebbe entrare in vigore a gennaio del 2027, vieta alle società che gestiscono i social network di fornire agli utenti con meno di 16 anni alcune funzionalità considerate capaci di creare dipendenza. Tra queste ci sono i feed personalizzati, lo scorrimento infinito e la riproduzione automatica dei video. In caso di violazione consapevole, la legge prevede multe fino a 50mila dollari (43mila euro) per ogni minore coinvolto.

Le aziende, che hanno presentato tre cause separate molto simili a poche ore di distanza, sostengono che la legge sia troppo generica e violi il primo emendamento della Costituzione statunitense, quello che protegge la libertà di espressione e di stampa. Si appellano a una sentenza della Corte Suprema del 2024, secondo cui le aziende tecnologiche hanno il diritto di progettare algoritmi che moderino e classifichino i post, scegliendo quali post mostrare di più e in che modo: la sentenza equipara questi algoritmi a una scelta editoriale dell’azienda, che è quindi protetta dal primo emendamento.

Meta, TikTok e Google citano anche la Sezione 230, una norma approvata nel 1996 che solleva le piattaforme dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dai loro utenti.

La causa potrebbe avere ampie conseguenze, perché sono diversi gli stati che, proprio per evitare di entrare in conflitto con le leggi sulla libertà di espressione, hanno regolamentato l’uso dei social network fra gli adolescenti concentrandosi sulle caratteristiche di progettazione degli algoritmi delle piattaforme, più che sui tipi di contenuti.

Molti paesi e diversi stati degli Stati Uniti hanno approvato leggi per proteggere i minori dagli effetti negativi dei social, in alcuni casi anche vietandoli, ma il fatto che la California avesse approvato questa legge era particolarmente importante: sia perché è lo stato più popoloso degli Stati Uniti, sia perché lì hanno sede molte delle più importanti aziende tecnologiche al mondo, tra cui proprio Meta, Google e la filiale statunitense di TikTok (che è cinese).

La legge è stata introdotta in un momento delicato per Meta, che a fine agosto aveva patteggiato un risarcimento di 18 miliardi di dollari per chiudere un enorme processo in cui era accusata di aver progettato volontariamente le sue piattaforme social in modo che creassero dipendenza e di aver violato la privacy degli utenti minorenni. Nel patteggiamento tuttavia Meta non aveva ammesso alcuna colpevolezza.

Questa causa e molte altre intentate negli ultimi anni sono scaturite da una grossa inchiesta pubblicata nel 2021 dal Wall Street Journal, basata sulla testimonianza di una ex dipendente, Frances Haugen, e su migliaia di documenti interni. Secondo Haugen l’azienda conosceva bene i danni causati dalle sue piattaforme e aveva scelto di non intervenire quando le soluzioni rischiavano di ridurre il tempo che le persone passavano sulle sue app.

– Leggi anche: Cos’è successo dopo i Facebook Files

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