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Dopo 22 anni in orbita, il telescopio Swift si prepara al rientro: alcune aree potrebbero essere esposte alla caduta dei detriti. Ecco perch la missione finisce e quali scoperte lascia allastronomia.
La U.S. Space Force ha confermato che il telescopio Swift rientrato il 4 novembre 2026, alle 13:39 ora italiana, sopra Sumatra Settentrionale, in Indonesia. Dopo quasi 22 anni di osservazioni, il veicolo, del peso di circa 1.450 chilogrammi, entrato nellatmosfera senza controllo. Gran parte della struttura si disintegrata; il rischio stimato che i frammenti colpissero una persona era di una possibilit su 2.100.
La missione, progettata per durare due anni, si conclusa dopo essere diventata un punto di riferimento nellastronomia delle alte energie. La fascia di rientro dipendeva dallinclinazione dellorbita di Swift e attraversava latitudini tropicali. Italia e resto dEuropa restavano fuori dal corridoio.
Il rientro e le zone potenzialmente esposte
Prima della discesa, le previsioni indicavano una finestra di rientro compresa tra il 3 e il 6 novembre 2026. Le stime cambiavano man mano che lorbita si abbassava. Nelle ultime fasi, la NASA aveva ristretto il corridoio a circa 20,6 gradi a nord e a sud dellequatore; il passaggio effettivo sopra lIndonesia ha poi individuato il punto dingresso nellatmosfera.
La fascia comprende soprattutto oceani, ma passa anche su aree dellAfrica, dellIndia meridionale, del Sud-est asiatico, dellAustralia settentrionale e dellAmerica centrale e meridionale. Linclinazione orbitale non consentiva a Swift di raggiungere latitudini pi elevate. La penisola italiana, compresa allincirca tra 35 e 47 gradi nord, era quindi esclusa. Per chi si trovava a terra il pericolo restava molto basso: la maggior parte della struttura si consumata durante il rientro e gli eventuali residui avevano pi probabilit di cadere in mare o in zone disabitate.
Scendendo verso strati atmosferici pi densi, un oggetto sottoposto a calore e sollecitazioni crescenti. Le previsioni collocavano il distacco iniziale di antenne e pannelli solari intorno ai 120 chilometri di quota, seguito dalla frammentazione del corpo principale attorno ai 78 chilometri. Alcuni componenti pi resistenti, tra cui parti in tungsteno ed elementi ottici, potevano sopravvivere. La Space Force ha seguito la traiettoria, aggiornando le stime man mano che levento si avvicinava, come fa per gli oggetti in rientro.
Perch Swift tornato sulla Terra
Il Neil Gehrels Swift Observatory stato lanciato il 20 novembre 2004. Per oltre due decenni ha operato senza una propulsione sufficiente a rialzarne lorbita. Anche a quelle quote, infatti, latmosfera, pur rarefatta, esercita una resistenza: col passare del tempo lenergia orbitale diminuisce e il veicolo perde quota. Lattivit solare ha riscaldato e dilatato gli strati pi alti dellatmosfera, aumentando il freno incontrato dal telescopio.
La NASA aveva cercato di prolungare la missione con LINK, un veicolo robotico sviluppato dalla societ Katalyst Space. Il lancio risale al luglio 2026: il piano prevedeva di raggiungere Swift, agganciarlo e spingerlo verso unorbita pi alta. Problemi di assetto e controllo hanno impedito laggancio. In agosto loperazione di recupero stata abbandonata e il veicolo rientrato a settembre. Swift ha continuato a osservare finch la quota, ormai ridotta, ha reso impossibili condizioni operative adeguate. Alla fine di ottobre 2026 la NASA ha spento i sistemi scientifici.
Le scoperte e ci che cambia per lastronomia
Swift era stato progettato per individuare rapidamente i lampi di raggi gamma, emissioni brevi tra gli eventi pi energetici delluniverso. Una volta localizzata la sorgente, il telescopio poteva orientare verso di essa i propri strumenti e osservare le emissioni successive in diverse bande della luce. Le allerte inviate agli altri telescopi permettevano poi di approfondire levento.
Nel corso della missione ha registrato oltre 2.000 lampi gamma e circa 1.400 stelle esplose. Ha osservato anche comete, asteroidi e buchi neri. La rapidit di risposta era una capacit scientifica specifica: consentiva di studiare fenomeni che svaniscono in poco tempo. Con la fine delle operazioni si interrompono le nuove allerte e le osservazioni affidate a questo sistema; i dati raccolti restano a disposizione della ricerca.
La NASA ha avviato anche uniniziativa distinta per Hubble, il telescopio spaziale in orbita dal 1990. Nellottobre 2026 lagenzia ha chiesto alle aziende private di presentare possibili soluzioni per innalzarne lorbita, migliorarne le capacit oppure guidarne un rientro controllato. Per Hubble si stanno valutando le opzioni con maggiore anticipo, mentre le analisi collocano un possibile rientro negli anni Trenta. La vicenda di Swift rende evidente il costo scientifico di un rientro non governato: si perde un osservatorio e, insieme, un sistema capace di trasformare un lampo cosmico improvviso in un bersaglio per lintera comunit astronomica.
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