SK Hynix e Intel portano la produzione di chip di memoria negli USA

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SK Hynix e Intel portano la produzione di chip di memoria negli USA

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SK Hynix e Intel puntano a rafforzare la produzione di memorie negli USA, tra nuovi impianti in Ohio, sostegno pubblico e la crescente domanda legata allintelligenza artificiale.

SK Hynix sta valutando con Intel la possibilit di produrre chip di memoria negli Stati Uniti per la prima volta. Le ipotesi emerse il 16 settembre 2026 comprendono laffitto di una parte del futuro campus Intel in Ohio e la creazione di una joint venture con Intel e grandi operatori cloud, interessati a garantirsi forniture per i propri data center.

Per ora, per, non esiste un accordo firmato e non stato annunciato alcun investimento. Le discussioni restano esplorative. SK Hynix ha fatto sapere di stare esaminando pi opzioni per rafforzare la propria competitivit, senza aver ancora definito piani precisi; Intel, dal canto suo, ha confermato soltanto che gli investimenti in Ohio proseguiranno.

Ohio, capacit produttiva e sostegno pubblico

Il progetto di Intel nella contea di Licking risale al 2022. Linvestimento iniziale, superiore a 20 miliardi di dollari, prevedeva due fabbriche allinterno di un campus esteso per quasi 1.000 acri. Nella fase iniziale erano stati indicati 3.000 posti di lavoro diretti e altri 7.000 legati alledilizia.

La produzione, che in origine avrebbe dovuto cominciare nel 2025, stata rinviata al periodo 2030-2031. Il calendario, dunque, lascia ancora ampio spazio a eventuali modifiche del progetto.

Nel novembre 2024 Intel e lamministrazione statunitense hanno finalizzato un finanziamento da 7,86 miliardi di dollari attraverso il CHIPS Act, la legge federale pensata per sostenere la produzione nazionale di semiconduttori. Il piano comprende anche 100 milioni di dollari destinati a partnership formative. Non noto quale parte dellimpianto potrebbe essere messa a disposizione di SK Hynix, n se leventuale produzione riguarderebbe DRAM, HBM o altri tipi di memoria.

Il problema principale il costo. Produrre semiconduttori negli Stati Uniti pi caro che in Corea del Sud, dove SK Hynix sta aumentando la capacit. Nellagosto 2026 il consiglio della societ ha approvato circa 54 trilioni di won per nuovi impianti DRAM a Yongin e NAND a Cheongju. Il piano complessivo per i cluster coreani arriva invece a 700 trilioni di won.

Un eventuale sito americano dovrebbe quindi compensare lo svantaggio dei costi attraverso gli incentivi pubblici, la vicinanza ai clienti e una maggiore resilienza della filiera.

Memorie AI, geopolitica e mercato globale

La domanda di HBM, la memoria ad alta banda utilizzata dagli acceleratori per lintelligenza artificiale, cresciuta insieme alla costruzione dei data center. SK Hynix sta gi realizzando a West Lafayette, in Indiana, un impianto da 3,87 miliardi di dollari dedicato al packaging avanzato e alla ricerca.

La produzione di massa prevista dalla seconda met del 2028, mentre le forniture ai clienti statunitensi dovrebbero iniziare nel 2029. Non si tratta della fabbricazione vera e propria dei chip, ma il progetto aggiunge comunque un tassello alla presenza industriale americana dellazienda.

Per Washington, ridurre la dipendenza dallAsia significa affrontare i rischi legati alla concentrazione della filiera tra Corea del Sud, Taiwan e Cina, oltre alle tensioni commerciali e geopolitiche. Il governo statunitense sta spingendo i produttori stranieri a investire sul territorio. Seul, intanto, considera le memorie avanzate una tecnologia sensibile: un trasferimento di competenze potrebbe perci richiedere una verifica prevista dallIndustrial Technology Protection Act.

Se lintesa con Intel diventasse operativa, nuova capacit produttiva negli Stati Uniti migliorerebbe la disponibilit e la continuit delle forniture. Non comporterebbe, per, una riduzione automatica dei prezzi. Prima servirebbero autorizzazioni, finanziamenti, progettazione, personale e una produzione su scala adeguata.

Per il momento si parla soprattutto di una diversificazione sostenuta dallo Stato, non di un ridimensionamento dei produttori asiatici. A cambiare davvero la concorrenza, le importazioni e il mercato globale sarebbe soltanto un impianto attivo e competitivo entro il prossimo decennio.

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