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Nel 1872 un libro raccontava levoluzione delle macchine e il timore che sfuggissero al controllo umano, chiamando in causa Darwin, lindustria e le paure della modernità.
Samuel Butler pubblic nel 1872 il romanzo satirico Erewhon, or, Over the Range, uscito anonimo a Londra presso Trbner & Co. Nel libro, tre capitoli raccolti sotto il titolo The Book of the Machines immaginano una civilt che ha distrutto le macchine pi avanzate per timore di esserne dominata.
La vicenda segue un esploratore diretto in un Paese isolato, Erewhon. Il nome il rovesciamento della parola inglese nowhere, cio nessun luogo. Gli abitanti hanno eliminato gran parte della tecnologia e guardano alle macchine come a una possibile forma di vita, destinata a svilupparsi fino a sottrarsi al controllo umano.
Il libro del 1872 e levoluzione delle macchine
Nel Book of the Machines alcuni personaggi sostengono una tesi volutamente provocatoria: anche le macchine, come gli organismi viventi, potrebbero evolversi. Ogni modello nuovo, pi efficiente del precedente, entrerebbe cos in una competizione tecnologica senza fine. Luomo, partito dal ruolo di creatore e padrone, rischierebbe di diventare lo strumento della propria produzione.
Le macchine dipendono ancora dalle mani umane, osserva Butler. Ma questa dipendenza, nella sua ipotesi fantastica, non destinata necessariamente a durare. La selezione favorirebbe gli apparati pi adattabili, capaci di cooperare, comunicare e rimpiazzare quelli meno efficienti. Poco alla volta si formerebbe una nuova gerarchia della vita, con luomo in posizione subordinata.
Il punto pi inquietante non riguarda un robot senziente nel senso moderno del termine. Butler descrive piuttosto un sistema tecnologico sempre pi autonomo, alimentato dallenergia, dallindustria e dalla necessit umana di costruire macchine migliori.
La minaccia nasce dallaccumulo. Nessuna invenzione, presa da sola, conquista il mondo; ciascuna prepara per le condizioni per quella successiva.
Darwin, lindustria e la paura del controllo
Il richiamo a Charles Darwin non era unaccusa personale. Lorigine delle specie era comparsa nel 1859 e aveva reso familiare lidea che forme di vita complesse potessero derivare, nel tempo, da variazioni e competizione. Butler trasfer quel modello dal campo biologico a quello meccanico.
Il tema era gi comparso in Darwin Among the Machines, pubblicato nel 1863 sul giornale neozelandese The Press. Nel 1872 lautore lo inser in Erewhon, ampliandolo con un tono satirico. Pi tardi precis che alcuni lettori avevano interpretato quei capitoli come un serio tentativo di ridicolizzare Darwin. Lintento era diverso: mostrare quanto fosse facile ottenere una teoria plausibile portando allestremo un metodo scientifico.
Il libro nasce nel pieno della rivoluzione industriale, tra ferrovie, macchine a vapore e produzione meccanizzata. La tecnologia accresceva la ricchezza, ma cambiava anche il lavoro. Soprattutto, rendeva evidente una dipendenza nuova: la societ industriale non riusciva pi a funzionare senza i propri apparati.
| Macchine ottocentesche | Meccanismi fisici, dipendenti da energia e operatori |
| Sistemi contemporanei | Software capaci di elaborare dati e prendere decisioni limitate |
| Paura comune | Perdita graduale del controllo umano |
Oggi la preoccupazione si concentra sullintelligenza artificiale, sullautomazione e sui sistemi capaci di operare con una supervisione ridotta. Sono cambiate la velocit, la scala e la complessit, non il nucleo della domanda posta da Butler: luomo sta usando la tecnologia oppure sta organizzando la societ secondo le sue esigenze?
Lapocalisse tecnologica resta cos un motivo ricorrente. Erewhon non dimostra che le macchine siano destinate a dominare, ma aiuta a distinguere lansia culturale dai rischi concreti: gli errori, la concentrazione del potere, la dipendenza dalle infrastrutture e linsufficienza dei controlli.

