Mattarella su intelligenza artificiale e Stato: serve sovranità sui privati

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Mattarella su intelligenza artificiale e Stato: serve sovranità sui privati

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Mattarella richiama la necessità di una sovranità sull’intelligenza artificiale, per mantenere il potere decisionale dello Stato e affrontare, nel quadro europeo, le responsabilità dell’Italia.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto agli Stati di recuperare autorit sullintelligenza artificiale. Lo ha fatto ricevendo al Quirinale una delegazione della World Jurist Association e della World Law Foundation. Le tecnologie digitali, ha osservato il capo dello Stato, offrono opportunit straordinarie, ma non possono essere sciolte dai principi che tutelano la dignit della persona, la libert e i diritti fondamentali.

Il punto pi diretto del suo intervento riguarda i soggetti privati dotati di potenza finanziaria e tecnologica smisurata. Secondo Mattarella, occorre riportare lautorit degli Stati e degli organismi internazionali allaltezza di operatori capaci di incidere su infrastrutture, dati e servizi, senza essere necessariamente orientati a finalit di interesse generale. La posta in gioco riguarda anche le generazioni future: il loro destino dovrebbe restare nelle mani delle persone, non di macchinari capaci di sottrarglielo.

Sovranit sullIA significa poter decidere

Parlare di sovranit non significa nazionalizzare le tecnologie o chiudere i mercati. Significa, pi concretamente, che le istituzioni devono poter fissare regole applicabili, controllare i sistemi ad alto impatto e intervenire quando algoritmi e piattaforme espongono i cittadini a rischi.

La capacit di decidere dipende anche dallaccesso a dati e infrastrutture strategiche. Quando competenze, potenza di calcolo e servizi essenziali sono concentrati nelle mani di pochi grandi operatori, governi, imprese e amministrazioni pubbliche dispongono di margini pi stretti: la scelta dei fornitori si riduce e la gestione delle informazioni diventa pi vincolata. Per questo la regolazione non pu essere separata dalla capacit tecnologica.

Mattarella ha ricondotto la questione allo Stato di diritto. Il diritto deve dare fondamento allesercizio del potere, ma anche stabilirne limiti e misura. I diritti inviolabili, ha ricordato, non possono dipendere dalle contingenze della decisione politica: esprimono la dignit umana.

Il quadro europeo e le responsabilit italiane

La risposta non affidata ai singoli governi. LUnione europea ha approvato lAI Act, il regolamento che organizza gli obblighi in base al livello di rischio dei sistemi e distribuisce compiti tra autorit nazionali ed europee. Applicarlo richieder controlli, competenze tecniche e coordinamento. I divieti formali, da soli, non bastano.

In Italia, le autorit pubbliche dovranno trasformare quelle regole in vigilanza effettiva, tutela dei dati, sicurezza e trasparenza. Gli effetti riguardano i cittadini, quando lIA entra nei servizi o orienta decisioni; le imprese, chiamate a rispettare requisiti e valutazioni; le amministrazioni, che devono governare acquisti, dati e affidabilit dei sistemi impiegati.

Nel suo intervento il presidente ha legato la governance tecnologica alla cooperazione internazionale. In una fase segnata da guerre e rivalit, il multilateralismo , a suo giudizio, una necessit. Lalternativa sarebbe una conflittualit permanente, fino al ritorno alla barbarie nei rapporti tra gli Stati.

Dal Quirinale arriva cos una domanda concreta: chi decide come usare lintelligenza artificiale? Per lItalia, la risposta passa dalla capacit di incidere sulle regole europee, di ridurre le dipendenze e di costruire competenze e infrastrutture proprie. Il confronto, per, deve restare dentro un sistema comune.

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