Troppo brutto per essere vero. Il Napoli ieri ha rimediato una figuraccia inaccettabile, proponendo tutte insieme le problematiche dell’ultimo periodo che sono emerse in maniera prepotente ed aprendo forti dubbi sul progetto tecnico. La squadra di Conte era attesa da una gara in cui tornare la vittoria per blindare il secondo posto, ma soprattutto per ritrovare certezze dal punto di vista del gioco, della produzione offensiva, della brillantezza fisica, ma ne è venuta fuori una gara persino peggiore delle precedenti, forse la peggiore in assoluto, al pari soltanto delle disfatte di Bologna o di Eindhoven. Una prestazione a dir poco preoccupante, che non viene fotografa dallo 0-2 a causa delle tante occasioni non concretizzate dalla Lazio, neanche in campo con i suoi uomini migliori, e che aprirà profonde riflessioni anche su Antonio Conte, come mai fatto realmente finora.
Sterilità offensiva
Conte ha proposto il solito undici – con il solo Beukema al posto di un Juan Jesus in tilt nell’ultima partita – tenendo ancora fuori il giocatore più caldo, Alisson Santos, e confermando tra gli altri un Anguissa lontano da una condizione accettabile. Con i quattro centrocampisti tutti insieme il Napoli però s’è confermato piatto, senza spunti, senza idee, ed all’intervallo hanno “pagato” De Bruyne e proprio Anguissa. Il Napoli ha chiuso addirittura con 0 tiri in porta, in casa non accadeva da ben 21 anni. Andando sotto di nuovo immediatamente, come accaduto a Parma, una squadra che ha la media bassissima di 1,5 gol a partita ed è ottava per tiri in porta, non è riuscita neanche a fare il solletico alla formazione di Maurizio Sarri. Rispetto all’anno scorso, quando con la miglior difesa il Napoli ha massimizzato tanti 1-0 risultando molto efficace, in questi ultimi mesi incassando sempre gol non è stata più sufficiente la mentalità del singolo golletto.
Conte si nasconde dietro “l’energia”
Fa discutere il post, forse persino più della partita stessa. Conte, che nel pre aveva dato poco peso al secondo posto (“cambia poco”, “il secondo è il primo dei perdenti”) poi ha sottolineato il contraccolpo dopo Parma e la poca energia, ignorando che il Napoli crea a poco e fatica a sviluppare gioco già da tempo: “C’era poca energia. Tutto parte della testa, forse ho sottovalutato la reazione dopo Parma. Il fatto di non essere riusciti a vincere a Parma e l’Inter vincendo ci ha praticamente stroncato a qualsiasi livello mentale. Sarei dovuto intervenire in maniera diversa a livello motivazionale”. Anzichè scusarsi, il tecnico non ha risparmiato la solita critica alla stampa, parlando di un articolo giornalistico: “E’ uscito un articolo che parlava di squadra da svecchiare, giocatori che devono andare via, nomi e cognomi. Io penso che non sia giusto questo, è una mancanza di rispetto, ma perché ci vogliamo far male da soli”.

